293 MDXXY, MAGGIO. 294 Ex litteris domini Anionii Castellani, datis Pizigatoni, 12 Mali. Che il di inalili, la inalina, il reverendissimo Legato gionse de lì. Li andò conira il signor Viceré et marchexe di Pescara, quali lo acompagnorono allo alogiamento. Poi disnar, li doi preditti et apresso il signor Antonio di Leva et l’abate di Nazara lorno-rono da sua signoria con la quale steteno circa una ineza bora ; ma non parlarono di cose di momento. Poi al tardi sua signoria andò a lo alogiamento del Viceré insieme col nuntio pontificio, dove sletero insieme circa due hore, né ancora si sà li ragionamenti che erano stati tra loro. Che continuava la voce di condurre il Christianissimo presto a Napoli per mare imbarcandolo a Genoa. Che’l credea il Reverendissimo partiria la sera, per Monticelli, poi a Busselto, poi a Parma, dove si poneria per il suo viazo in Spagna, Pranza et Anglia ; né ancora soa signoria havea visilato il Christianissimo, e credea lo visiteria il poi disnar. 191 Ex litteris domini Francisci Gonzagac, datis liomae 8 Maii 1525. L’andata dii Legato in Spagna sarà in breve, ch’é monsignor reverendissimo Sai viali. Nostro Signore mi ha ditto vole si expedisca quanto più presto sia possibile per poter andar via, e voi el vadi presto per veder quello si poi far zerca questa pace et unione universale ; di che il Pontefice ha summo desiderio. L’ ambasciator d’ Hungaria novamente venuto in Roma, Mercore in concistorio publico ave-rà audienlia e richiederà aiuto a lo eminente peri-culo che sta tutta la Ilongaria da esser invasa da turchi, quali fanno grandissimi preparamenti de guerra, e per consultar le provisione si é di fare. La unione di questi villani di Elemania preme sopramodo al Pontefice, e mollo biasima quelli di là che ne li tempi si fiolea e Sua Santità li dava racordi non si habbino provisto, né questa parte lulherana non haveria preso così gaiardo fondamento qual bora ha; di che ha gran dispiacer et molestia per esser una radice de infettarsi et mettere in disordine una gran parte di la chrislianilà e portar grandissimo prciuditio a le cose di la Sedia Apostolica. 192>) A dì 19. La malina, el Principe non fu in Col- (1) La carta 191 * è bianca. legio, vice Doxe pur sier Francesco Bragadin secondo consegier. De Hyspruch, fo lettere di sier Carlo Contarmi nostro, di 7. Come scrisse per avanti che una parte de questi villani erano adatali et fato le li'iegue, bora è aviso che loro più non voleno atendere a la treugua. El dicono proceder tal suo voler da due cose : l’una perché li è stalo roto uno suo ponte haveano fallo sopra il Ren per quelli di Baviera; l’altra perchè hanno visto questo Serenissimo haver expedìto zente a quelle bande. Sichè il tulio iterum e più in confusione che mai, et hanno posto insieme uno grossissimo squadron, e retano il ponte per passar sopra quello di Baviera. Non sa quello succederà : li altri veramente pur continuano et con uno altro grande squadron se hanno posto a campo a Fies loco novamente dato a questo Serenissimo. Ogni giorno Sua Serenità manda gente el danari, per modo che quelli di la sua corte che aspeclava danari per avanzarli forsi de mesi 7, cridano che li danari si spendono infructuosainente et loro patiscono, et dicono il diavolo. Da poi disnar, fo Pregadi per l’ Avogaria. Erano zerca 70, non fu il Serenissimo. Erano di Savii dii Consejo sier Domencgo Trivixan el cavalier et procuralor, sier Lunardo Mocenigo procurator, sier Polo Capello procurator, sier Lorenzo Lore-dan procurator et sier Nicolò Bernardo, et par-loe domino Petro di Oxonica dolor avocalo dii Calafati, et satisfexe ben, adeo cl Consejo senle per lui. Sier Alvise Badoer avocalo fiscal li dia risponder, et si l’Avogador havesse fallo clic Io Marin Sanudo instructo dii tulio fusse venuto a difender le raxon di la Signoria, saria venuto et andava forsi a un altro modo. Pacienlia ! mi doveriano meller pena che venisse. Questo Calafati ha un favor grandissimo, e il forzo di Pregadi vocifera l’é credilor, e voleno far contra 1’ Avogador. Di sier Piero da cha’ da Pexaro procurator, proveditor menerai, et dii Venier orator, fo do man di lettere, questa mattina lede in Collegio, di grandissima importantia. Nescio quid, et fo sagramenlà lutto il Collegio. Si dice è optima nova per la Signoria nostra; ma non si dice altro, e non è zerca lo accordo si tratta. Il sumario di le qual scriverò di sotto. A dì 16. Questa mattina it Serenissimo, che 192* heri disse voleva hozi venir in Collegio, non è venuto, imo starà 3 over 4 giorni in reposo. Dicono non ha mal, pur non vici) fuora cl essendo maxime cose importante.