191 MDXXV, APRILE. 192 Di Crema, di 16, hore 20. Come, per uno venuto da Pizegalon, li è sta dillo che li cesarei hanno fatto condur da Pavia a Pizogatone pezi 12 di arlellaria, et che quelli spagnoli bravano de venir a danni di la Signoria nostra. Dii ditto, di 16, hore 3 di notte. Manda una relalione de uno che vien da Lion, la qual dice cussi, zoè : Zuan Antonio Calhanio venuto hozi da Lion, dice de lì esser partilo alli 30 dii passalo, et haver tardato il venir suo per haver convenuto venir per il paese de sguizari per segurezza. Et dentro de Lion li era da zerca fanti 1200 italiani de quelli che erano dentro a Milano al lempo dii conflitto, et capo suo haveano facto il conte Lodovico di Belzoioso. Et dicevase che a Gappi, lunlano da Lion cerca 3 giornate, erano fanti da 1400 italiani de quelli che erano a Saona et venivano avanti il condito in campo, et il capetanio loro era il capitanio Coscho. Et a Lion se diceva che lì era buon numero di lanze, et ogni zoruo li giongeva gente da guerra a cavallo che venia de Lombardia. Li era etiam la madre dii re Christianissimo, monsignor di Lutrech et altri capetanii, et il signor Thodaro Triultio qual era alquanto amalalo et era sta facto mareschal di Pranza et governador di Lion, et Belzoioso (del) Barbonese et Bergogna, et lì era etiam, il Conseglio de Paris. Et alcuni dicevano che voleano far l’impresa di Lombardia, et alcuni dicevano de non, ma dicevano che aspectava da 10 milia guascóni et certo numero de parisini ; nè in alcuno loco ha> sentito parlar de svi-zari, salvo ha inteso certo che il thesorier Morelieto era a Berna terra de sguizari, ma non se intendeva a che effecto; et svizari dicevano che desideravano venir in Italia, et venendo vogliono menar li soi capetanii vechii perché hanno perduto tre volle, et non voler più tal vergogna. Dice etiam che facevano a Lion gran provision de danari, et che dicevano alcuni che voleno mandar quelle fantarie alla volta de la Picardia et la faceano marchiar, ma non faceano più de miglia tre al zorno, che per iuditio di esso referente non haveno opinion de mandarle in Picardia per la gran distantia del loco. Dice ancora che a Lion hanno cassato alcune compagnie di cavalli legieri, et cassalo et minuilo alcune compagnie di gente d’arme pur italiane; et se diceva gran male di monsignor di Barbón, dicendo lui essere stato causa di lutto il mal di Pranza. t Noto. In le lettere di Milan, di 16, è questo aviso : Che monsignor di Beurem è poco lontano e si aspeóla, el qual è stalo do zorni a Lion con mada- ma la Regente. Item, che li noncii pontìfjcii sono apresso il Viceré, veleno darli altri ducuti 100 milia e haver Rezo e Rubiera che tien il ducha di Ferara, dicendo esser di raxon di la Chiexia, e che fin qui il Papa li ha dati ducali 75 milia, e il Viceré li ha promesso restituirli non ratificando la liga la Cesarea Maestà. Item, spagnoli la bravano di voler venir a nostri danni, et hanno mandato in Pizegaton 12 pezi di artellaria. Di Brexa, dii Provedador menerai Pexaro. Si have avlso, haver haulo lettere di terre de sguizari. Il Verulano nonlio pontificio li scrive sguizari si hanno oferto venir 50 milia volendo tanti il Papa a vendicarsi conira spagnoli. Et scrive dì questo una sua lettera al Pontefice. A dì 19. La matina, per tempo, .vene uno co- 125* rier di Roma con lettere di V Orator nostro, di 13 et 15, eh’è il Sabato santo, risposta di quele fo scritto col Senato. Scrive colloquii col Papa habuli, et che lauda si legni la pratica con li cesarei et si meni a la longa. Et che ’1 Papa si meraveiava che ’I Legato portasse li capitoli di la liga in Collegio, perchè ditto Legato è per trallar poco materie di Stado dicendo: « 1’ è scempio » et che l'arziepi-scopo di Capua ge 1’ ha mandati. Dice il Papa voi continuar in la liga, ma indusierà a farla intimation a la Signoria nostra. Item, ha scritto a Verulano intertegni la pratica con sguizari; con altre parole ut in litteris. Vene in Collegio il Legato dii Papa, dicendo aver lettere di Roma dii reverendo arziepiscopo di Capua, qual li scrive il Papa voi proseguir lo acordo et la liga fata con Cesare. Noto. In le lettere di Eoma, di 15, par madama la Rezente habbi mandato, per lettere di 29 Marzo di Lion, a dir al Papa, voi far quello voi Soa Santità per liberar il re Christianissimo suo fiol, e darà piezaria al Papa di servar quanto la prometea per via di banchi. Et che il Papa havia dito il signor Alberto da Carpi era amalalo, et con lui non si poteva tratar tal materie. Vene in Collegio l’orator anglico, dicendo esser lettere de Ingiìterra, di 22 Marzo. Come, intesa la nova di la captura dii re di Pranza et rota dii suo exercito, have grandissimo apiacer et fece retenir tutti li navili e nave per passar zente su la Franza, perchè omnino voi tuor quella impresa. Poi disse che in Ingalterra si feva manco conio di la Franza di quello si fa in Italia. Noto. Si have uno aviso per via da Milan, dri-zalo a li Cai di X, che ’1 marchese di Pescara vo-