345 MDXIX, GIUGNO. 34G et nulla confessono. Item, a dì 28, scrive, morite h a Roma ¡11 gran miseria el signor Fracasso di San Severino. Et Lorenzo di Taxi bergamasco, era ban-chier, qual fo retenulo, essendo conza la cosa sua e pagato tulli, è sta rilassalo. Item, scrive, de lì si dice Pietro Navaro esser zonlo a Zenoa con 13 galie per il re di Franza armate, et che Spagna fa armala et manda zenle in reame. Tamen, de li non si parla di altro se non de la election di l’Imperator, e il Papa disse sperava non sarà guera Ira cristiani ; e sopra questo molli commenlano, dicendo el Papa lo sa che non sarà ni il Chrislianissimo ni il Calholico ma sarà uno alemano, et cussi voi la raxon che sia. 195* Adì 4. La malina veneno li syndici tornali di Terra ferma, vestili de negro come li altri, e sier Orio Venier compite di far la soa relatione. Veneno li Trivixani per l’abalia di Borgognoni, impetrata dal cardenal Pixani et comenzono a parlar, ma sier Alvise Pixani procurator, qual era li, disse non havia portà le scriture, et era venuto per danari che li son ubligali, et la Signoria li vuol tuor; et fo remessi ad aldìrli al primo zorno da matina. Da Milan, fo letere di, . . el stimano scriverò di solo. Et se intese, el reverendissimo cardenal Egidio, qual vien in questa (erra, Mercore a dì primo zonse a Cremona, parlilo da Pavia, vien per Po, voleva andar a Manica et lì staria 3 zorni, poi si avie-rà verso questa terra. Eri, per Colegio fo seri lo al podestà di Chioza, zonlo sia soa signoria reverendissima lo aceli in palazo e li fazi honor e le spexe, et avisi dii suo zonzer, e terminato mandarli alcuni zentilhomeni contra a Chioza e allri a San Spirito. Da poi disnar, fo Pregadi ; et 11011 fo il Doxe per el gran caldo, et fo lele le sotoscrite letere venule in questi zorni: Di Famagosta, di sier Boriolamio da Mosto capitanio, di 21 Marzo. Scrive la cossa di le fuste turehesche con quel diodar che di la Natòlia andava ¡11 Damiata per andar poi al Cayro di ordene dii Gran Signor lurco, e come per fortuna capilòde li e le careze faloli, e servito di molte cosse ut in litteris; qual promesse per triplichale letere di scriverlo al Signor suo come lì in Cypri era slà ben carezato. Et scrive, la carovana esser zonla a Damasco ridia, et,che ’1 Signor lurco havia mandato oratori a Rodi per rafermar la pace. Scrive de la deliberatoli fala per ei Consejo di X di redur quelle page di Guazo sono de li a numero 300, siccome scrisse sier Vicenzo Capello. Avisa lui, poi intrò de de lì, lìa sparagna a la Signoria ducati 3000 a l’anno el ha scansà molle spexe superflue; più presto al suo inlrar che nel compir, li ha parso di far. Item, so-licita la fabricha di la terra, fa far li spalli e spianade e corline, et una lui ha principiato larga pie 20, alla 33; et ha principià una porporella al porlo di passa 200. Sichò non invigila in altro ut in litteris, ma quella lerra se poi dir esser più forte che Rodi, ma li mancha artelarie, monition eie., et è simile come la Signoria havesse speso assa’ danari in una gran nave, la qual fusse fuora dii porto, ma mal custodita 196 di homeni et altro, et fusse solimi el corpo, cussi è quella cita: pery se li provedi di quanto richiede, ut patet. Spera questo anno sarà bon recolto de li; le cavalete hanno comenzatoa parer al Carpaso. Scrive, la nave palron Mathio di Spalalo per fortuna scorse verso Rodi, poi de lì verso la Jaza andò e si rupe, e si anegò esso patron con 6 homeni. Dii dito, di 8 Aprii. Come la caravana zonse a Damasco a di 20 Fevrer, qual era ridia, da’ arabi era slà sachizata e tollo per vallila di sarafi 150 tni-lia. Scrive la conditoti di le specie porta, ut in litteris. Non zè niente zoje, ma perle poche, et Mori se inscrisseno et sono su gran predi. Scrive, la nave di pelegrini, fiamenga, la qual al Zafo con pelegrini 40 fono retenuti in lerra e posti in cadena et hes-sendo andato il capitanio di la nave in lerra per riscalarli, etiam luì fo retenulo con homeni 16 che con lui in la barca era ; sichò la nave rimase sola, et quella con homeni 36 solamente era capita lì a Famagosla et parte per Rodi. Scrive, lì in Cypro le chavalete fa danno, e i fermenti vecchi dii Carpaso si guastano. Dii dito, di 12 Aprii. Scrive la gran confu-sion è in quella terra per la inimilitia tra li do coti* testabeli novi mandati de lì, videlicet Mariano Corso e Toso da Bagnacavallo, quali hanno .... 150 |>er uno, siché sono in do parte, et non ha mancato per lui far ogni cosa per lenirli in pace menandoli a manzar con lui, ma nulla ha valso. Et scrive certa cuslion seguila tra li soldati ut in litteris, che fu ferito di uno di la compagnia di Mariano. 11 qual Mariano con do soi fìoli andò lì armali el cridando: « Carne, carne, amaza », uno suo Col amazò uno di l’altra compagnia che fo dito avea ferito il suo, ut in litteris. El poi vene il Toso armato; siché si davano ambedue compagnie si non soprazonzeva il go-vernador Jacoineto di Novello, qual li separò e lo lauda assai. Unde lui Capitanio ha mandalo Mariano con li Coli a Nicosia con ordine non si parli; cussi poi mandoe etiam dito Toso; siché non voi più niun