621 lesene, r'eferite quanto havia falò insieme con sier Agustin da Mula podestà et capitanio di Ituigo, et quelle eresse, et resta solum a mesurer possession 360 Da poi disnar, fo Pregadi et leto letere di Cy-pro, di Hongaria, di Pranza, di Milan, di Palermo, di Roma eie. Di Roma, oltra quello ho serilo, è Jetere di 9, di V Orator nostro. Coloquii aulì col Papa zercha queste cosse lurchesehe, et il Papa li disse l’aviso di Pozuol. F, l’Orator disse: « Pater Sancte! si 5 galie et 7 (uste fa queste paure, che farà una armata di 300 vele? però bisogna Soa Santità come capo di la christianità fazi etc. » Promise far ogni cossa e scriver a li principi christiani, et mandar lì do gaiioni con 1000 fanti a Rodi, et suo nepote el Prior di Roma, ch’è di Salviati; tamen non vede ancora lazi nulla. Scrive, fo poi dal reverendissimo Bibiena a comunicarli tal nove, pregandolo scaldasse il Papa. Disse il Papa è caldissimo e non bisógna più, et che ’1 farà. Fo a visitar il cardenal Colona, qual eli am lui li disse la nova di Pozuol, e l’Orator disse: « Come si farà venendo Tarmada?» Dillo Cardinal rispose: « Non so che far, altro che tolte grabatum turni et ambula. Scrive che quel fra’ Martin Luther in Germania à grandissimo seguito dii duca di Sassonia et altri signori, quali hanno scrito al Papa in sua defensione, et Soa Santità mandi chi voi a disputar con lui, che dimostrerà quello el predicha; e dice esser verissimo et fondato su parole di Christo etc. Scrive, il Papa per le cose turehesche ha scrito brevi etc.; el li ha dito la nova di Pozuol di 3 fuste e uno brigantin di turchi, che messe in terra et prese una dona andata lì ai bagni, e poco mancò non prendesse el signor Alberto da Carpi si ’1 non l'uziva in castelo. Et essendo reduto il Pregadi, vene uno gripelo da Liesna con letere di Ragusi, di G Zugno, di quel Jaeomo di Zulian, le qual fo lele in Pregadi senza nominar chi scrive. Et avisa come de li è letere di Constantinopoii, di 20 Mazo. Come tutta Tarmata era in ordene, nè manchava altro se non el fiat dii Signor che la partisse, che lutto era preparato. Di Liesna, di sier Zacaria Valaresso conte e provedador, di 9 di questo, manda le dite letere di Ragusi. Avisa alcune nove zercha le cose lurche-sche, anche per relation, ut in litteris. Di Zara, di sier Piero Mar zelo conte et sier Zuan Nadal Salamon capitanio, di . . ., manda una relation di un de Ragusi, di uno novo lérramo- 622 lo sialo de |j, la copia de la qual noterò qui avanti, videlicet a dì 3 di questo è stato sì gran terremoto a Ragusi che ha aperto uno monte lì contiguo, e Taqua qual intrata dentro ruinà caxe eie.; el qual etiam fo a dì 17 Mazo el di de la Sensa. Item, a Constantinopoli è sta uno allro grandissimo tera-moto. Fu posto, per li Savii dii Consejo e di Terra fer- 360* ma, che ’1 primo Gran Consejo sia eleclo, per scur-linio et 4 man di eletion, uno Provedador in arma-da, qual sia con tutti li modi el condition. E il nobil homo sier Domenego Capelo provedador al presente in armada, et li Savii ai ordeni messe voler la parie, con questo, dito Provedador possi esser eleto di ogni locho e officio et rezimento; el sier Lodovico Michiel savio ai ordeni, voi le dite parte con questo etiam siano electi 10 Soracomili per scurtinio in questo Consejo. Hor vedendo li Savii, questa opinion lerminono indusiar a mandar ditta parte a un allro Consejo. Fu posto, per i Consieri, non era a la bancha sier Alvise Mocenigo el cavalier, et sier Hironimo da Pexaro, che si levono, li Cai di XL, Savii dii Consejo, excepto sier Antonio Trini procurator e sier Daniel Renier, Savii a Terra ferma, excepto sier Pandoro Morexini, una letera a TOrator nostro in corte, parli al Papa, suplicando Soa Santità, a requisitimi nostra dii Senato, vogli dar benefidi primi vacanti per ducati 1000 d’intrada solo el Dominio nostro al reverendo domino Agustin Triulzi, nepole di lo illustrissimo signor Thodaro governador zeneral nostro, con altre parole etc. Nola. Dito sla a Roma col Papa. Ave.....non sinceri, 50 di no, 130 de si. Et presa, fo leto la parte presa dii 1491 a dì 20 Zugno posla per sier Antonio Trun savio a terra ferma, che voi non si possi scriver a Roma per benefici! se non per lutti dii Colegio. Item, che Thabi la letera balole.... zoè li cinque sesti in numero 150, el questo il Colegio tutto non la mele e non ha il numero di le balole, e fo stridà presa. Et parlò in favor di la parte sier Lorenzo Venier el dotor, savio a Terra ferma, dicendo è bon compiaser el Governador zeneral nostro, che ha el Stado nostro in le man e dia haver zercha ducati..., milia, è contento scorer e dimanda tal letera. Niun di Colegio li rispose che non voleva, e Tavogador Morexini, che era in Pregadi, lassò passar, licet fusse contra le leze. Dicono fo etiam serilo a Roma con parie di Colegio per missier Janus di Campofregoso per uno suo fiol. Fu poi in renga sier Hironimo da cha’ da Pexaro MDXX, GIUGNO.