7tì5 mccccciv, liti vostra comandi, là che li haverano ventilili cadami li dieba trovar, et consignareleli al prediclo schiavo per condurli a l’imperio mio. Et etiam seri vere ti a la Signoria vostra et per tute le terre vostre, che sia adunati et mandati al mio imperio, come femo ancor nui di vostri, segondo la pace et pitti havemo tra nui; et Cacti cussi che plui de questo non habi causa de scrivervi, perchè è condecente che con diligenza dobiati inquerir et adunarli dove che se Irova-rano, et consignarli al presente mio schiavo Must a la, adzò cesino li scandali, danni, et che la pace nostra se augumenti a la zornata. In Constantinopoli, del mexe de oclubrio 17. Da Constantinopoli, di sier Vincenzo Pas-qualigo di sier Cosma prexon, di 2 novembre, ■in Torre di Mar Mazor. Si ricomanda; avisa esser in prexon retenuto, ricomandando servitori è con lui etc. ut in litteris. Da poi disnar fo Pregadi, et loto le lettere, fo posto per il Bolani, io et il Calbo savj ai ordeni, di confirmar le seansation tute fate a Corplnì per li re-dori et proveditor di l’armada, e più in ditti oficj non si possi remeter si non per questo Consejo. 12 di no e il resto di sì. Fu posto per loro savj, excepto sier Hironimo Querini et sier Hironimo Capello savj a terra ferma, poi letoquanlo dimandava li nontj dii conte di Pitiano governator zeneral nostro, videlicct raferma-tion per aver compita la ferina, titolo di capitanio come à ’uto da’ fiorentini, do pontefici et do re di Napoli, et provisione per questo etc. Or messenodi darli il titolo di capitanio zeneral con li ducati 50 milia a l’anno (à) al presente, et questo per do anni et uno di rispeto in libertà di la Signoria nostra. Et Hironimo Querini messe di risponderli di condurlo per allri do anni et uno di rispeto, con quello 1’ ha al presente ; et il Capello era di tal opinion. Parlò primo sier Antonio Loredan el eavalier savio dii Consejo; rispose sier Hironimo Querini ; poi sier Zacaria Contarmi el eavalier savio a terra ferma, e ultimo sier Hironimo Capello, qual messe de indusiar. E su questa indusia parlò el principe, dicendo : « È tempo di farlo capitanio, perchè el perderemo; è stato 8 anni con nui, danno l’indusia etc., e questo fè vincer la parte. Ave 8 non sinceri, 3 di no, 8 dii Capello di l’indusia, 28 dii Querini, 128 di altri ; e fu presa. Et fo dato sacramento al Consejo di le di-sputation fate etc., et non se digi nulla fino per el principe non sarà ditto a’ soi nontj. Fu posto per loro li capitoli di Tusignano, et io gennaio. 7 il li aricordai expedir per Colegio li capitoli ili Val di Seno, Mimtehataja el Santo Archanzolo; e cussi messene e fu presa. Fo posto per tutti, excepto sier Lunardo Cri mani, la parte per mi fata notar di la expedition dii nontio dii Turco, ut in ea, di schiavi e di aspri toltoli per sier Andrea Bondimier a la restitution. Sier Lunardo Querini volse in questa restiti!tiono più cruda, videlicet dii suo credito sia messo in la Signoria a ducati 50 el 100 etc. Or andò le do opinion ; 13 non sincere, 7 di no, 48 dii Grimani, 56 la nostra. Ite-rum 21 dino, 52dii Grimani, 53 la nostra. Nihil captum; rimesso a uno altro Consejo. Vene lettere di Hongaria, di 10, come il re era caduto apopletico; stava meglio; qual non fo lete. Fu posto, per tutti i savj, scriver in .\lemagna et avisar l’orator nostro di successi dii papa, et justi-fichar la Signoria nostra. e non volemo Cesena ni quel di la Chiesia, con molte parole ut in ea, sciita per Zorzi Francho ; et che ili consonantia si scrivi a F orator in Spagna, el al consolo nostro in Ingallera digi a quel re etc., la qual lettera ave tutto il Consejo. A di 26 zener.. hi Colegio. Vene el palriarcha per certi greci oficiano a San lìiaxio, eh’ è contra il concilio fato a Fiorenza etc. El principe li rispose et aricordò altro etc. Vene l’orator yspano per dimandar di novo, et per cosse partieular; siete poco; nulla disse da conto. Vene il Milanese et Piero di Bibiena nontj dii conte di Pitiano, a li qual el principe li disse la dili-beration di eri di far capitanio zeneral nostro esso eonte per do anni di fermo e uno di rispeto. Eheno gran piacer; ringrationo la Signoria, et subito spa-zeriano a Ravena, e dimandò etiam qualche pr<(visione. Li fo dilto bastava questo; e aiegri si parlino. Vene il retor di artisti, in contradilorio con il rector vechio Zerbo, cercha la leclura data eri a domino Hironimo di Pedemonti leze a Ferara; e questo voleva far venir il Sessa. Or fo ditto havesse pa-tientia. Item, fo termina e scrilo a Padoa esso retor vadi di sora il vice retor jurista. Fo butado le tessere a quelli tochano andar a stimar le nave quale sono varade, e lochò sier Marco Sanudo consier, sier Antonio Loredan el eavalier savio dii Consejo, sier Batista Morexini savio a terra ferma, et sier Magdalin Contarmi savio ai ordeni. Di Hongaria, di Zuan Francesco Benctti secretario, date a Buda a dì IO zener. Come in quella hora nona, à nova dal castello esser sopra-gionto al re una vertigine grande di capo, causata da certo catharo ha ’uto questi zorni, che alcuni inter-