317 MDXXII, GIUGNO. .318 il re Clirislianissimo manderà presto gran zenle in Italia; ma non si vede ancora cessa di moménto. Da poi disnar, fo Pregadi per expedir la malteria di eri et ... fu il Principe. Fu leto una lelera di sier Zuan Francesco Bragadin podestà di Albona e Fianona, di certo caso sequito di una dona amazó suo marito per amor di uno altro, la qual presa scampò, unde dimanda licentia di bandirla con taja eie. Et fu posto per li Consieri, darli licenlia di bandirla di terre e lochi con taja, moria lire ... et viva lire . . ., ut in parte. Et fu presa: 160, 0, I. Fu posto, per i Savii ai ordeni, atenlo la morie di sier Andrea Contarmi baylo a Napoli di Rumania, e che quella terra non stagi ben cussi senza retor, però sia preso che sier Piero Zen eleto Baylo de li debbi in termine di zorni 15 aversi partido, qual passadi, sia falò in loco suo. Et fu presa, 165, 6,2. 11 qual da poi venuto in Colegio a dì . .. refudoe. È da saper. È vicebaylo sier Alvise Barbarigo più vechio Consier, et sier Aguslin da Mula prove-dador di l’armada si ha é lì con 3 galìe. Fu poi per sier Lunardo Mozenigo savio dii Consejo (leta) la relation di uno Clemente messo venuto di Lion dii Re, parli a dì 10 per terre di sguizari e aporla lelere di I’ Orator nostro. Il Re scrive come poi far trieve per do anni con l’Impe-rador, et che la Signoria lo consegli quello el dia far. Et l’Oralor nostro Badoer scrive in conformità. Et poi disse che monsignor di Lescut havia Calo richieder la Signoria esser alozato sul suo, perché non è siguri andar in Franza; et sopra questa materia non fo messo altro, perchè tulli restono confusi, el fo terminà indusiar a domali. 204 Fu posto, per sier Gasparo Mulipiero, sier Ili-ronimo Trivixan el sier Marin Morexini savii sora le aque, cerla confirmation di un ha deposita a l’officio di slimador al dazio dii vili. 109, 28, 2. Fu posto, per li ditti, come havendo electi essi Savii con li officiali al dazio dii vin 3 stimadori, de-bano veder eie., ut in parte 144, 17, 6. Fu posto, per i Savii, una grafia di far resloro ai daziari di Brexa di certo loro debito, videlicet pagino in tempo, ut in parte. 157, 12, 4. Fu posto, per li dilli, il monasterio di Santo Aguslin di Verona, era debitor di daie etc., pertanto li sia dona daie dì anni 10 scorsi, ut iti parte 163, 8, 3. Fu posto, per li Consieri, una taja a Salò, 125, 1, 3. Fu posto, per li Savii, atenlo li bardiamoli di | Portello di Padoa hahbino rechiesto che da poi la morte di Bernardin di Fiorio, è gastaldo loro in vita, non sia più fato alcun per grazia, ma loro lo debano clezerjusta i loro ordeni; pertanto sia preso che poi la morte del ditto Bernardin loro lo elezano il gastaldo. 137, 15, 3. A dì 22, Domenega. La malina non fo teiere 205,'/ da conto. Da poi disnar fo falò Gran Consejo, et perchè non si trovava alcun volesse offerir per Pro-curator, non fo continuato a far li altri do Procuratori. Et fu falò Podestà a Vicenza sier Vicenzo Trun è di Pregadi, qu. sier Priamo, il qual refudoe, et niun di quelli procuravano non fono tolti, et ai X oftìcii niun passoe. Fu posto, per li Consieri e Cai di XL, una parie di conzar il Zudegà ili foreslier, videlicet che li zu-ilexi presenti et futuri habino salario ducati 10 al mexe a li Camerlenghi, di quali possano pagar la loro lansa, ut in parte. Fu presa. Ave: 843, 91, 11. Et è parte posta contra le leze che a quelli è in li oflicii non si poi dar salario ni utilità. Fo butà il quarto sestier di la paga di Seplem-brio 1478, et vene fuora il sestier di Castello, di Monte vechio. Da poi Consejo restò Pregadi per expedir la materia di eri. Non fu il Doxe, qual andoe a Murali dal Cardinal. Et fo’ intrato in la materia di dar alozamenlo a francesi è in Cremona overo non, et scriver in Franza. Fu posto, per i Savii dii Consejo e terra ferma, una letera a sier Andrea Grili procuralor, proveda-dor zeneral in risposta di soe, zercha dar alzamento sul nostro a francesi è in Cremona, che li debbi risponder, che vedino di aver ogni segurità per andar scguri, offerendosi esso Provedador scriver al signor Prospero di questo; con altre simel parole. Et sier Dona da Leze savio a terra ferma voi le le-tere; ma in caso che ditti francesi instasseno voler alozar sul nostro e non si partir, che semo contenti alozarli. Et lui primo andò in renga e parlò per la sua opinion; et li rispose sier Pundolfo Morexini savio a terra ferma. Poi parlò sier Gasparo Malipie-ro, voi darli alozamenlo; li rispose sier Alvise Mozenigo el cavalier, avogador, qual non voi darli. Poi parlò sier Marin Morexini è di la Zonla, fo Avogador, qual fo assa’ longo e non compite, voi darli alozamenlo. Et volendo parte dei Savii meler de in- (1) La carta 204 * è bianca.