301 MDXXIt, LUGLIO. 362 nulo a bore 19 lelere per uno briganlin spazato a posta da Syo, come l’armala dii Turco era in ordine per ussir a di 15 dii mese presente, e zà era zonle lì a Syo 10 galie e fusle 9 eapitanio un Suliman reys, qunl vene per levar tulli li corsari sono in quelle parte, zoè Suurisan et altri, perdonandoli di lutto quello haveano fatto, e che tutti si debbano redui' con le sue fuste in 1* armada ; la qual quanto per il vulgo, si diceva per Rodi. Scrive mo’ aver visto per do man di letcre, l’una di missier Dimilri Rali, che dize proprio in questo modo. Ne era in ordine per mandar cori di bufali zerche 60, et 100 cori di boi, poi Ira altri cordovani, tra pizoli e grandi, fino al numero di 250, li quali el merchadanle che li ha si atrova ancora in Turchia, pur a judizio suo è per mandarli a uno sier Marco Gisi merchadanle che sta a Rodi, over pur a uno Paleologo si atrova in Cypro. Quanto se intenderà di questo, aviserò etc. Pur si dize, per el ditto dii vulgo ut supra, per Rodi. Ilo visto una altra lelera dii duca di Nixia. Acusa aver lelere da Syo, e quelli di Syo letere da Rodi di 3 di l’instante; come, secondo el solito, soleva far certi fuogi in terra ferma da certi spioni legni-vano continuamente; dove andò la fusta secondo usanza per veder, tra li quali ne fo uno nominato Antonio, homo pratichissimo in Turchia simelmente ne le cosse di Rodi Dove andato, trovò pur assai turchi merchadanti, e fo richiesto ditto Antonio che ’I dovesse dismontar in terra lui, dovesse montar dui turchi su la fusta. Et cussi veneno, e lui smontò in terra. Qual subilo fu preso, e comenzono atorno la fusta, la qual se retirò e uno di ditti turchi si butò in mar e scapolò, l’altro fo menato a Rodi. Dove 229 ‘ confessò come dilla armada era destina per Rhodi; ma la zenle non era zonla al Flisco da persone 25 milia, si iudica di certo sia per dila ixola; et per quanto si dize, ha cavalchato la persona del Signor per vegnir a tal impresa. Missier domine Dio provedi, che non havendo socorso, forte se dubita, benché se dize che in la moslra fala a Rhodi s’hanno trovado persone da fati l i milia; ma non si dà fede, non ostante sono stà releriuti alcuni navilii nostri; e che stanno con bon animo e ben disposti e ben in ordine di artellaria, munizion e vituarie; ma se non bara socorso se dubita che si Rodi se perde, quod Deus avertat: non so quello sarà di nui. È zonlo sul tardi qui il clarissimo Provedador di l’armada missier Aguslin da Mula; quello se delibererà non mancherò di avisar. Serive, per letere à aule esso Provedador di la Cania per uno gripo, manclia di Yenecia zorni 20, é letere in missier Francesco Bon di missier Nicolò, di so fio, che la Signoria zà havia fato Zeneral il clarissimo missier Domenego Trivi-xan a termina di armar altre galle 20. Tamen di questo qui non è altri avlsi, essendo tanti garbugii di slà maledetta armada che per lutto se rasona. Nui de qui in non mediocre dolor si atrovamo, elio in vero non so quello diebo far. Copta di una letera scrita da Nixia per il magnifico duca di l’Areipielago a sier Zuan Alvise Pixani suo cugnado, sotto a dì (ì Zugno 1522. Non resteremo dar aviso a la magnificentia vostra quanto havemo da novo a la tornata dii brigati -tin mandato a Syo, essendo qui vostra magnificentia, notificandoli come le letere havemo habudo di missier Bortolo Zustignan non volse scriver precixe le nove dubitando de li inconvenienti, solo a boclia se messe il patron de referirme come infalanter erano in ordine per ussir a li Castelli vele numero 250 tra picele e grande, et el Signor turco steva per cavalchar con lo exercito in Natalia, el vulgo é per Rodi, et era zonlo a Syo velie 17, che aspelava l’armata. Altro non disse da Syo. Prteterea, questa malina è rilornà da Rodi lo nostro gripo patron Nicolò Roball, quali dize come a Flisco zonse lo e-xercito dii Signor lurclio; la quantità non sa, e fu mandato da Rodi una fusta in terra ferma per certi segnali consueti, e suso la fusta era uno Antonio Giaxi homo pralicho adoperato per Turchia. Et dilla fusla zonla che fu 11, ove era 11 segnali, trovò alcuni turchi merchadanti con altri turchi, et rechiedeleno che Anlonio dovesse ussir de la fusla per parlar con loro. Et cussi feze, el li turchi fexeno intrar in la fusla doi de 11 soi turchi, et de presente che Anlonio ussite, li turchi comenzono a sagitar la fusla, in modo che preseno Anlonio, et li dui turchi che erano in fusla l’uno se gllò in mare, l’altro fo retenulo e comluto a Rodi e confessà come de certo l’armala va a Rodi. Et questi de Rodi hanno auto gran dispiacer del perder de Anlonio, perché confesserà ogni cossa de Rodi, per esser pralicho et adoperato in tulle le cosse de Rodi. Dio aiuti li Cristiani, el a nui che senio sui vixini. Copia di una altra letera scrita al prefato sier Zuan Alvise Pixani per missier Jacomo Crispo da Nixia, sotto 8 Zugno. De quanto havemo da novo, far parlizipe la ma-gnificenlm vostra, come havendo lo signor Dueha