73 MDXXI, MARZO. 74 gnorin, Truii, Trivixan e Corner et Pisani, e fo dato a baxar la paxe con una borsa d’oro mandò a donar el duca di Borgogna a la Signoria con zogie, al tempo di sier Bernardo Bembo era orator nostro in Borgogna, qual è adornata di assa’ diamanti. Et compito la messa, el Colegio si reduse per lezer la boia se dia publicar ozi zerca fra’ Martin Luther, qual è a stampa, data a Roma a di ... et lo ho la copia ; e terminono de lassar publicar per le chiesie, ma non a San Marco. Da poi disnar, si predicò a San Marco per il pre-dicador di Servi, fra’...., di quel ordine, el zovenc di anni .. . ., ha oplima lengua, et fece una bella predica. Nota. Questi 4 predicatori ho uditi questa setimana santa, tutti cridar contra le betole è in questa terra, che si provedi. Vi fu con la Signoria, vice-doxe sier Luca Tran, li oratori excepto il Legalo, Pranza; vi vene Hongaria el Ferara, Manloa è amaialo. Eravi molti patricii vestiti di seda, el li Consieri, Avogadori e Cai di X; et poi si andò a vesporo a San Zacharia con le trombe et stendardi justa el consueto, et si siete in mezo la chiesia di là. 42 Queste sono le zoje si mete di Pasqua, Sensa et Nadal et il dì di San Marco, di Aprii, sopra lo aitar grando. Croxe d’oro grande et di arzento dorade numero 6, tra le qual è do f simele con Christo crocefixo suso, grande. Candelabri bellissimi numero .... Una f su l’allar, bellissima. Uno San Marcho d’arzento, grando. Uno calese grando d’oro. La bareta dii Doxe azogìelada. Corone d’oro con zoje numero 9. Peti con zoje numero 12. Carboni 8 su do candelieri a quatro per uno. Do ruose, che papa Sisto et papa Alexandro mandò a la Signoria. Do teriboli d’arzento apicadi. Tre alicorni, uno vediio bellissimo, uno dete Do-menego di Zorzi, et l’altro si ave da uno di Corphù. Una paxe con zoje donò il ducha di Borgogna a la Signoria, et una altra paxe d’oro con Chrislo suso. Da poi vesporo, tornata la Signoria a palazo et licentiati li oratori, quella si reduse da baso dii Doxe per aldir le le ter c di Germania, dii Corner orator nostro, di 23, da Vormes, venute ozi a nona per via di Verona per le poste regie ; le qual letere fo lete ozi a la Signoria con parte di quelli l’acoin-pagnava, che lutti erano di Pregiali, tra li quali lo Mariti Sanudo vi era ; el il sumario di quelle noterò di solo. El terminono mandar la copia di quelle a sier Andrea Grilli, acciò el sia instruclo dii tulio. Nolo. Ozi per le chiesie è sta publicà la bolla dii Papa in materia di Martin Luther, che li libri et opere siano brasale chi le ha, sub poma excomuni-cationis. Po ozi il perdon a San Zacaria ili colpa et di pena, et eri et ozi etiam il perdon ditto a la Pialae. Letere seri te per Colegio in questo mexe di Marzo 1521 in diversi lochi, di le qual ho fato qui nota. A dì primo Marzo. Fo scrilo a l’Oralor nostro in corte, parli al Papa zercha uno canonichà di Padoa fo dato, a requisilion dii Conseio nostro di X, a domino Ilironimo Bolani di sier Troian, el inlroe in possesso da intrar in loco dii primo vachanle, et essendo mancato bora domino Belatio de Hungarelis canonico de li, à ’uto la possessione, par il Marcha-delli voy mirar lui per una riserva dii Papa; pertanto pregi Soa Beatitudine voy quello una volta à dato, mantenir eie.; et parli etiam al reverendissimo Cornelio, eh’ è episcopo di Padoa, al qual il Papa dete la colation di canonicati, ne voy satisfar. Fo scrito a sier Francesco Donado el cavalier luogotenente in la Patria di Friul et a li reclori di Padoa, come el vieti de lì uno nostro Cataver per trovar tesori ascosi e danari sollo terra, pertanto li dagino ogni favor ; et cussi andoe. Adì 4 ditto. Fo scrito a sier Jacomo Michiel proveditor sopra la camera d’impreslidi, in risposta di soe di 20, zerca la bocha di Castignaro si va aprendo, il qual è sul Polesine per l’oficio, et saria con danno di quelli da cha’ Bon, saria bon far ficar 40 pali. Et cussi fo scrito li facesse ficar et provedesse non si aprisse più. Fo scrito al capitanio di Raspo, atento si à ’uto letere dii podestà di Monlona di la mala disposition di quelli di Pisin in voler occupar il bosco aprcsso la villa di Novaco, pertanto debbi veder et non lassarla occupar, tuttavia con desterità. Fo scrilo a li rectori di Padoa, che sier Zuan Venier et sier Francesco Bragadin provedilori sora i danari voi veder certi conti; pertanto mandi distinte et particolarmente li conti, ut in litteris. ^1) La carta 42* è bianca.