29 MDXXI, MARZO. 30 Et la risposta di POralor nostro, di 28, come parlò al Papa. Soa Santità disse non voi meter "itera in Italia, sicliè la Signoria stagi di bon animo, ma si voi ajntar di questi fanti spagnoli li vien adosso. Item, a dì 6, per il Consejo di X con la Zonta, fo scrito in Pranza in risposta di le lelere di 20, zer-ca far la liga trina, come semo ben contenti et la laudemo ; et saria bon veder i capitoli e concluderla presto. Et scrilo a Roma in conformità, laudar il Papa dii so’ bon animo a farla eie. Di Roma, di 10. Scrive coloquii aulì col Papa zerca la liga. Il Papa dise li piace, nè volse dir altro. E parlando di capitoli, disse Pranza ve li dirà. 17 Di Constantinopoli, fo letere dii Baylo, di 8 Fevrer, qual ozi in Pregali non fo lele, ma poi la malina in Colegio. Se parli questa malina sier Gasparo Contarmi, va oralor nostro al Serenissimo re di Romani, el la eommission se li manderà drio ; el qual ha indusialo fin bora per aver maridato una so’ sorela, in questi zorni, in sier Marco Dandolo dolor et cavalier, con dola di ducati 8000 in tutto. A dì 17, Domenega. Vene in Colegio il reverendo domino Tomaso Negro episcopo di Scardona, il qual va a Roma, et porlo letere di credenza di quelli signori corvali, pregando la Signoria li ajutino, a!iter prenderano parlilo di farsi tributarli al Signor turco; e come va a Roma dal Papa a questo effecto. Il Doxe li fe’ bona ciera, dicendo quelli signori non doveriano acordarsi con turchi a ruina de’ cristiani, ma veder esser ajulati da li principi christiani; el come scriveremo al nostro Oralor vadi dal Papa a persuader a questo effecto. Da poi disnar, fo Gran Consejo. Fato Capitanio di le galle di Barulo sier Andrea da Molin fo prove-dador sora le Camere, qu. sier Marin ; Capitanio di le galle di Alexandria sier Zuan Antonio da dia’ Ta-japiera, fo soracomito, di sier Bernar.iin ; Patron a l’Arsenal, poi la quinta volta che non passò, sier Ale-xandro Foscsrri, fo di Pregadi per danari, qu. sier Urban ; el 2 Soracomili : sier Yicenzo Pixaui qu. sier Nicolò, el sier Luca da Pesaro qu. sier Alvise. Et altre voxe, ,lra le qual V di la Paxe rimase sier Leonardo Sanudo, qual più mai è rimaso, et è slà nominato .. . volle et rimaso di largo da lutti li soi scontri. Di la Zonta niun passoe, ma ben passò il resto di le voxe. Fu posto, per li Consieri, la parte presa in Pregadi di far de ccetero 4 a la camera d’Impreslidi; et sier Ilironimo da cha’ da Pexaro, che rimase in loco di sier Anzolo Guoro che resla, entri deprae-senti ; fo presa. Ave 883, 49, ti. Po bulado il seslier per pagar la franchalion dii Monle nuovo di la rata seconda ; et vene per primo il sestier di Canarejo. In questa malina, in Colegio, fu falò li oficiali di Fiandra, justa la parte nuova. Rimase armiraio To-darin da Corfù. Romeni di Consejo : Zuan Calhelan e Dimitri di Andrea; corniti: Piero Corso, Saba di Piero el Toma Polaco ; patroni zuradi Alvise Remer el Piero Rosea, il terzo non passò. Et a di 19 fu falò il terzo, qual fu Baxeio di Pietro. Fu posto ozi in Gran Consejo dar licenlia a sier Piero Barbo podestà di......di venir, in questa terra per zorni 15 per curar la sua egritudine eie. Ave 822, 11G, 19. A dì 17. La matina, in Colegio fo lelo capitolo 1 di letere di Alepo, di 12 Zener, di sier Andrea Morexini qu. sier Baptista, scrite a’ soi fradeli di qui. Zerca le occorentie dii Gazeli eie. Vene l’oralor di Perara et monslrò una letera dii Duca, di li, li scrive, la qual licet havesse au-dienlia con li Cai di X, fo terminalo lezerla ozi in Pregadi. Da poi disnar, fo Pregadi et fo fato in Gran Consejo, licet, fusse ancora fredo, e di la banda dii tribunal grando solo San Marco, che mai più è slà fato li Pregadi, el questo perchè in questa malina li Avogadori di comun, essendo a 1’ oficio, sentino schiopar, et fato veder, trovono che ’I muro di le sale era slargato e li travi fuora ; sichè il Consejo di X e quelle sale era in dubio di cazer in aqua. Però, per seguita, fo fato Pregadi in Gran Consejo, et vi fo por-tà il Principe, et fo lelo le infrascripte letere. Et perchè vene letere di Roma, redulo il Pregadi, fo principià da quelle. Di Roma, di l’Orator nostro, di 15. Come erano venuti di Napoli e zonti de li el marchexe di Pescara, el Prior di Capua, el fiol di don Zuan He-manuel oralor cesareo, quali deteno danari a li fanti spagnoli. Et per saper qualcossa, andò a palazo e parlò al Pontefice, e li dimandò di novo di quesla venuta eie. Soa Santità disse, il Marchexe predillo esser venuto per scusarsi aver dalo quelli danari a li fanti spagnoli, dicendo, dubitemo fin 8 zorni ne verano di altri e li bisogneria dargene. Sichè Soa Santità par mal contentarsi di loro, dicendo ne bisogna danari ; sguizari vien via ; havemo lelere, a dì 27 di questo mexe saranno tutti a ordine el fato li capitoli tra loro et li capitani, laudandosi di monsignor di Lutrech, in questo passar di sguizari, el di-