23 UDXXI, MARZO. 24 qui a la corle domino Francesco Slampa milanese, sialo fin hora a la corle dii re Catholico insieme con 14 quel di Becharia;è parlilo mollo mal salisfalo da quella corte e dice gran mal. La Illustrissima Madama ha pur le solile gote, però il He non si parte ancora. Da Milan, di Alvise Marin secretario, di 13, hore 16. Come è nova di lo episcopo di Pistoia, di i) dii presente, da Zurich, che a di 12 dii mexe li... . mitia sguizari se meterano a camino, el la selimana santa zonzerano a Pavia, dove se imbar-cherano per andar per Po a Ravena. Et domino Antonio di la Croxe colateral, solilo preparar li aloza-menti, ha monstrato a monsignor illustrissimo di Ltilrech uno capitolo dii dito episcopo dii tenor predillo. Il nostro Governador è stalo a Pavia, et li à dito che monsignor di Lulrech si meraveglia non haver risposta da la Signoria zercha il mandar el clarissi-ino Griti de lì, et cussi ditto monsignor e ti am ha ditto a esso Secretario meravegliarse assae; el il Governador dice, non volendo la Signoria mandarlo, doveria haver scrito qualcossa secrete a lui Secretario, e dia haver scrito di questo in Franza, e aspela risposta; el qual desidera di ritornar a Verona, et Lotrech non voi si parli fino non zonzi il clarissimo Grilli. Scrive, a dì 9 ricevete nostre di 6 direclive a l’Oralor in Franza, et le mandoe per le poste regie; et eri ricevete di 0, pur per Franza, et cussi l’ha inviate ; et manda lelere di Franza. Poi ussite il Consejo di X fuora, et fati intrar tutti dentro per Gasparo di la Vedoa secretario dii Consejo di X, fo lelo una stintissima credenza mo’ presa ne l’excellentissimo Consejo di X con la Zonta, di aprir alcune lelere al Consejo di Pregadi, de le qual si comanda profondissima credenza solo pena di la testa et di la faculta di non parlar fuora de le porte con alcuno, ni uno con l’altro, ni con alto, ni eegno, ni scrilura, e li Cai dii Consejo di X, Inquisitori et Avogadori fazino diligente inquisilione, et si torà tulli in nota a banco a banco, dando solennissimo sacramento a lutti; et non fo manda li secretan fuora, come ho visto altre fiate mandar. Et poi, a banco a banco, fo tolti in nota e datoli sacramento per sier Zorzi Pixani dotor el cavalier, et sier Marco Orio Cai dii Consejo di X. Et da poi, Andrea di Franceschi secretario dii Consejo di X andoe suso e lexe alcune lelere di Mi-' lan, Franza et Roma drizate al Consejo di X, le qual non scriverò qui per esser secretissime ; coloquii eie. Poi fo lelo, per Zuan Balista di Vieimi secretario alcune letere scrite in Franza, a Milan et Roma per il Consejo di X con la Zonla, parte de le qual ancora non si ha auto risposta di Franza, ma ben di Roma. Fu posto, per li Savii dii Consejo e Terra ferma, excepto sier Antonio Grimani procurator savio dii Consejo, una letera a POralor nostro in Franza, et si faria antidata di 2 zorni avanti, come havemo ricevuto le sue di 27 e li conferimenti auli con la Chrislianissinia Maestà, di che la ringraliamo di l’a-mor la ne porla eie. Et quanto al mandar dii Griti a Milan, inteso il voler di Soa Maestà, havemo deliberato mandarlo, et cussi si melerà in camino, et zà è prima andato lo illustrissimo Governador nostro; sichè debi comunicar questo con la Chrislianissima Maestà, con altre parole; et si scriverà in consonanti» a Milan al Secrclario lo digi a Lulrech et comunichi col Governador nostro. E da mò sia preso, che sier Andrea Griti procurator vadi a Milan con cavali 15, computà il secretario e il famejo e do sla-fieri a spexe de la Signoria nostra, lenendo conto di quello el spenderà. Et sier Antonio Grimani procurator, andò in renga, vechio di anni 86, et disse era sta abandonà da sier Piero Capelo e sier Leonardo Mocenigo soi compagni, quali l’altro zortio sentiva di non mandar il Griti a Milan, perchè è un principio di guerra far questa motion, et parlò che non se dia mandar, et che Lulrech è quello non il re Chrislianisgimo, eh’è bon e ne ama e cognosse il Stado di Milan averlo da nui per il favor li dete el signor Bortolamio quando rupe sguizari, come quando lui con li colega fo a Milan di la soa boca intese; sichè non sente, perchè il Griti è homo di guerra. Andando, (ulti dirà senio per far guerra etc., con altre parole ma di questa substanlia; non voi vadi. Et sier Alvise di Prioli savio dii Consejo, era in selimana, li rispose che ’I Re scrive el vadi el Lulrech, e non podemo negar, e fe’ lezer molle letere in questa materia di Franza; e quando questo Octu-brio col Senato fo scrilo in Franza di questa andata e la risposta che ’1 Re si aquietò, le qual eran contra di lui, el il Consejo volea indusiar. Ilor venuto zoso, d’acordo indusiono alcuni con 1» credenza profondissima; et era hore 23 V2- Da Milan, di Alvise Marin secretario, di 1 15 Fevrer, drizate a li Cai di X, da Tortona. Come ha auto li sumarii di fanti spagnoli eie.; el vedendo sguizari venir, parlò col Governador, qual li disse aver inteso da Lutrech che ’I re Chrislianissi-mo ha ordenà si fazi nel Dolimi fanti 6000 et qui a Milan 6000, et che la Signoria ne fazi altratanti, ma