77 Ml'XXI. APRILE. 78 ducati 200 di intrada, videlicet il degan di Brexa e altri pochi, su la qual intra’ a viveslo e dii suo patrimonio fato certi danari, et loro parenti li hanno auti, licci quello lo amazò insieme con una dona et una puta erano in caxa, ne portasse via gran parte, et si judica fusse il Gol di Piero Maraschalcho di Padoa, suo zenero, il qual era sta bandito di Padoa e terre e lochi per soi mensfati, et fo visto li a Piove quel zorno, che la note dito prete fo amazato etc., pregando la Signoria non facesse alcuna cossa conira di loro si non fussenoalditi. Unde il Doxe, consultato con li Consieri, disse saria con li Savii et si vederi; li qual Savii erano daspersi. Gionse tre nave di Soria in Histria, videlicet Mosla, Malipiera et Zuan Caxaruol, parlino di l’i-sola a dì 12 Marzo, et porta letere, di Damasco, di 12 Aprii, con nove il Gazeili è sta roto e taià a pezi dal campo dii Turco a dì 5 Aprii, mia 5 apnesso Damasco, et il Turco esser signor di tutta la Soria, et la caxa dii nostro consolo sicr Carlo di Prioli esser sta messa a saco, et quella dii Dardi Cavaza l'ator di sier Polo Malipiero e altri, con danno di la nation 12 milia saraffi. Tamen poi il Conseio andato dal bassa Feraga a dolersi, li fece bona compagnia et fe’ far cride in pena di la vita chi havesse fato danno a esso Consolo restituisse eie., unde recuperò certi danari li fo tolto et robe. Et che quel bassa havia fato comandamento che nostri mercadanli, quali erano parte fuzili in Cypro, tornaseno in la Soria, confìrmando li capitoli, privilegii eie., prometendo farli bona compagnia; con altre nove, come di solo scriverò più copioso. Et fo lete le lelere di Cypro in Colegio et di Damasco. Da poi disnar, fo Pregadi fato pur in Gran Conseio. 45 Copia de una letera di sier Carlo di Prioli consolo nostro a Damasco, scrita a li rectori de Cypri, narra il conflito et morte dii Gazeili. Magnifici et generosi tanquam fratres ho-norabiles. Per questa mia, la inagnificenlia vostra sera advisala dii periculosissimo caso ocorsomi ne 1’ mirar del victorioso esercito lurchescho in questa terra, che fo a dì 5 dii presente mexe, a ore 21. Et come alcuni turchi introno ne la nostra seraglia et vioienlemente sachizono alcune de le nostre case, et prcBcipue la mia, con manifestissimo periculo de levile nostre; et mi due volte hanno spogliato in strada, dove a loro con varii mezi mi opponeva per mitigar, possendo, la furia loro. Tandem, da poi atili gradissimi danni sohm in le robe nostre, vene in seraglia alcuni jannizari madali dal signor Ferat bassa, capitanio de l’exereilo, in custodia nostra, et non permesse ne fusse facto più danno. La victoria veramente de l’exercito lurchesco, la qual fu qui nel conspecto de la terra, è stala senza occision quasi de ninno turco, che quam primum se afronlò el qu. signor Gazeili cum l’antiguarda solum de l’esercito lurchescho, vedendo soprazonzer lo exercito, che era da homeni 25 milia da facti molto ben in ordine, se misseno tutti li schiavi in fuga, et subito forno tagliali a pezi insieme cum el suo signor Gazeili et molli altri de la terra, adeo che si Ridica non sia scampato quasi ninno de’dieti schiavi; et se dice esser sta morti tra schiavi el di questi di la terra da homeni 5000, senza haver turchi deseralo pur ar-tellaria. Poi, essendo io andato ne l’exercilo a visitar el dicto signor bassa, et poi qui in la terra, mi ha facto bona ciera et assai si ha doluto dii caso nostro, el facto far cride che chi havesse robe de’ franchi le debia restituir in pena de la vita ; el che a’ dicli franchi sia lacla da tulli bona compagnia, facendomi bon cor in tulle le cose nostre; et mi ha commesso debbi scriverli in Cypro a lutti li merca-danti sono de lì da Tripoli, da Baruto, da Aleppo et da ogni altro loco de qui, che voglino venir se-curamente sopra la fede sua a vender, comprar, contractar come a loro piacerà senza esser facto da niuno alcuno dispiacer ; el di questo etiam scrivo a’dicli mercadanti. Del ditto exercito lurchescho parie è partilo de qui, el se dice esser andato verso el Cayro homeni 2000, a li confini de la Zimia altri 2000, el qui ne sono restali da zerca 5000. Tutto el resto è partito, se dice, verso Constanlinopoli et ne le case loro. Et benché habiamo havulo gran danni, tamen perchè el dillo signor bassà monstra volermi bene, non me rincresse tanto de la roba, perché spero le cose nostre anderano bene con lo aiuto dii Signor ldio. Queste cose ho scripto a la magnifi-cenlia vostra per adviso de quelle; le qual scrivendo a Venetia possino scriver la verità del sucesso di le cose de qui, a le qual sempre me ricomando. Data in Damasco a di 12 Fevrcr 1520. Carolus de Priolis consul Damasci. A tergo : Magnificis et generosis dominis Aloysio Dalmario et Zacharice Lauredano re-ctoribus Cypri tanquam fratribus honoran-dissimis.