85 quando furono a Barulo, da altre persone che li erano andate avanti, li fu dicto che ’1 signor Gazeli era sia visto scamparsene cimi 25 cavali a la volta di Gauri. Per la qual cosa, tutti li prediti marcadanti havendo trovato che tutte le mercantie di Barutho erano sta cargate sopra li navilii che in questi zorni lì furono mandati, montadi sopra di quelli se poseno in camino verso de Cypro, et lui cum la caravela Zancharola era venuto avanti, et li altri lo dovevano seguir. Die dieta, ìiora quarta noctis sequentis. Copia di una letera del magnifico consulo di Damasco, de dì ultimo Zener, drisada al magnifico missier Zacliaria Laurcdano ca- pitanio del regno di Cypro, data . . . Magnifica tanquam frater honorandissime. Havendo receputo due vostre alegale, rispondendo dico a vostra magnifìcentia, prima che gran dispiacer mi è sta de la vostra egritudine; ma poi sentito etiam per vostre, la reconvalescenlia, mi è sta di summo apiacere et gratifieatione la bona va-liludine vostra; per il che exhorto quella a la conservatimi sua. Vedo etiam per quella, come, per le letere adrizateve sì per Venetia, come per Constan-linopoli esser perite, del che mi è sta grave affanno per esser cosa che molto imporla per salute no-50’ stra de tulli et facullade, maxime siando bisogno di presto remedio, sicome in esse conlien el vedo la exhortation sua de la replication a simel impor-lantia, dii che ringratio, et però le ho replicate, pregando vostra magnifìcentia che cum la solita soliei-tudine li voglia dar expedilion per bon recapilo; et ringratio quella de la soliciludine, provision a li bisogni che de qui occorre, pregando la non vogli desistere cussi per l’advenire, per gralia sua, fazando cosa a mi gratissima et poi etiam a tutti questi allri marcadanti che de qui se atrova ; per il che le le-lere vostre fo lede al Consejo et multo agrate a lutti. Resta solum dinotar a vostra magnifìcentia, le oc-curentie de qui occorse npn esser subjunclo niente degno de relatione, ma solum le cose de questo Signor andar sempre deteriorando, et questo per non haver zenle et esser mal muniti de le altre cose bisogna a simel bisogno, et non aver modo di, prevalerse, che è il pezo. Per aviso se ha de qui, esser zonto in Aman gran numero de zente tur-chesca per venir de qui. Non vi dico altro, se non prego l’Altissimo Dio dispona quel sia per e! me- 86 glio, perchè venendo non posso judicare se non male de le cose di questo Signor, per non haver ho-meni di governo et poca zenle. De nui et robe non è da sperar tropo bene. Missier Domine Dio pona la sua mano! Haveva scritove de la venuta mia insieme cum allri marcadanti et robe : per bora non ne vedo ordine per esser impedita simel nostra venula per sto Signor. Non si starà di tentare continue il spazo de sla cosa, se se potrà oblenir. Etiam vedo el prender, per Consejo di XII de lì, cum vostra soliciludine del mandar la caravela Sansona de qui. Ad aviso vostro dirovi esser poco navilio a laute robe che si atrova de qui et a le marine 51 sì de Tripoli come de Baruthi, perchè bisognaria una bona nave, perchè di.....ne sono più de 2 .milia sachi; sichè pertanto prego vostra magnifìcentia se degni omnino proveder de qualche nave che vegna de qui a levar diltc mareadantie, che de qui se atrova. De la qual cosa non dico più altro per confidarmi molto in la prudenlia di vostra ma-gnificentia ; et etiam se per caso l’occorentie de la venula nostra si podesse expedire, per non star poi che fussemo de lì a Baruthi expeetar. Non allro. De continuo a vostra magnifìcentia me ricomando. Data Damasci 1520, die ultimo Januarii. Copia di una letera del magnifico consolo di Damasco, di dì 25 Zenaroproximopassato, replicata, directiva a li clarissimi rectori del regno de Cypro, facta a Damasco et re-ceputa a dì et fiora sopradida. Magnifici et Clarissimi Domini. Questa fazo a vostra magnifìcentia, aziò se intenda li andamenti de le cose de qui, et come se atrova le cose di questo nostro signor Gazeli, che, secundo il judicio mio, come anche zà boni zorni el nel principio ho ju-dicalo sia per seguir, non vano cum li desiderii soi. Come zà per mie vi dissi, se partì de qui per la impresa de Aleppo cum tulio el suo exercilo, et è stalo lì circa zorni quindese. Visto non poter far nulla se ne relornò in Aman, cui dice per fredi et neve, et cui dice per dubito de Benesoar et altra adunation de zenle fora de Alepo che li vene, et per dubito di quelli et quelli de la terra se ritornò in Aman cum scorno grande, et più ha deliberalo di venir de qui, et doman se aspela a l’inlrada de Damasco cum el suo exercito. Et benché ’1 sia slà in voce di persone 25 milia, tamen si po’ metcr assai assai manco, perchè la mazor parte è zente comandata dal paese, eh’è la mila disfantada; sichè MDXXl, APRILE.