183 MDXXI, MAGGIO. 184 papa Eugenio confìrmala. Et narò assa* cose di questi successi; e come questo breve fo subreticio, ne si trovava registrato ; e come lui parlò al Papa, qual li disse era sta lato uno breve, non sapea il tenui'; e li costò, a voler averne uno altro, ducali 2000, che diceva l'usse fato questo con le do parte dii capitolo, uè fosse ledo uno breve senza l’altro;et che il Carde- nal......li dete letere di credito de ducati 4000. Disse come la Religion ha venduto possession da poco in qua per ducali 200 milia, et è debiti 70 milia dati in .... etc. et mal messi. Disse di frati posti in galìa per forza del suo ordine; e come questo don Egnatio era di primi con don Zuan Corner, el qual fu fato .....per esser solo, el ha dato uno castello in la Marca al cardenal Santi Qualro, eh’ è di questa Religion. Disse come il breve l’havia brusato, e come era sia privo di la soa abatia, e lui poco si curava per ben di la Religion, et che lì stava con suo cuxin Bonfìo in questa terra; cargando mollo li frali voi la mina di la Religion. E come haveano voluto far il capitolo a Praja per esser soto dominio libero, e mo’ uno anno lo feno a Santa Justina e non più a San Bendo di Manloa, come si soleva far. Disse altre parole. El per esser venuto altri frati dii suo ordirne, videlicet don Pietro Marin abate di San Zorzi Mazor, con do altri abati, fo mandato via per caxa dii Doxe, nè altro li fo dillo. 113’ Veneno poi dillo abate di San Zorzi con don Theofilo spagnol et uno di Triulzi, lutti tre abali, per nome dii capitolo a ringratiar la Signoria et dir come don Egnatio era zonto et veria da matina a la Signoria, et che il breve dii Papa era per ben di la Religion, cargando don Gregorio Alvaroto di averlo tolto etc. Etiam parlò dillo Triulzi cargandolo assa’ più. 11 Principe disse li doleva queste cosse. Et mo-slrono la copia dii breve in ruodolo, come una (etera barbara, al che il Doxe disse era mal augurio che i brevi dii Papa fosse come le lelere che scrive li signori barbari in ruodolo; et che doman si aldiria don Egnatio quello el volesse dir. Vene l’orator di Hongaria, perchè li deputali li feno la oferta di 15 milia ducati per resto, dicendo che ’1 voleva luor questa prosontion di rescriver in Hongaria di questo per l’amor el porla a questo Ex-eellentissimo Slado; et cussi scriverla, nè mancherà da lui eie. Il Principe li usò grate parole, dicendo ancora che non se li dovea dar niente, e senio creditori. pur se li darà diti danari. Di Padoa, fo letere di sier Lunardo 31oce-r.igo, sier Zorzi Corner el cavalier procurator, sier Andrea Oriti procurato)-, di eri. Come lo illustrissimo Governador haveano visto le aque eie., et scrisseno sopra questa materia. Da poi disnar, fo Gran Consejo. Fato Podestà el capitanio a Crema sier Marin da Molin savio a Terra ferma, qu. sier Jacomo. Non passò Podestà a Esle, ni dii Consejo di X. Fo meglio sier Marco Dandolo dotor et cavalier, fo capitanio in Candia, ave C76, 706. Fo consultalo in Colegio di scriver in Hongaria a l’Orator nostro zerca li 15 milia ducali volemo dar, licet non li dovemo dar eie. A dì 2. La malina, non fo il Doxe. Fo letere di Milan et di Pranza, di 18, et Anglia. Vene in Colegio don Egnatio abate di Monte Cassino, et insieme don Bendo Marin abate di San Zorzi e don Alvise Gabriel abate di Bergamo, et uno altro, quali li do sentono apresso il Principe, et con li Cai di X ave audientia, e lutta questa matina si stete su sta pratica. Da poi disnar fo Consejo di X con la Zonla ; non fo il Doxe. El fo tratato la materia di frati sopradilli. Item, preseno che li Syndici di Levante steseno ancora 4 mexi in Cypro, non essendo partili de lì, et perlongatoli il tempo. Item, connessoli alcune cosse zerca vendede di cavali fu fate in tempo di la guerra, che hanno auto più dii suo dover. In questa matina, in Quaranlia criminal, per ex- 1 pedir il caso di sier Polo Diedo qu. sier Antonio incarcerato, che pende il procieder, parlò sier Francesco Minio syndico; li rispose sier Marin Morexini, fo avogador, zerman dii Diedo : 15 di procieder, 20 di no, et una non sincera, che fo sier Luca Truu con-sier di sora, che non è stalo al caso, ni aldito le seri-ture, ni disputatici). A dì 3, Domenega (?). La malina etiam il Doxe non fo in Colegio, era alquanto riferdilo, ma sta bene; non fo letere da conto. Di Padoa, di sier Lunardo Mocenigo e compagni. Come Domenega venirano in questa terra, hanno visto le aque; ozi tra loro e il Governador eonsulterano etc. Da poi disnar, fo Colegio di Savii ad consnlen-dum e dar audientia. A dì é. Il Doxe non fo in Colegio. Non fo letere: solum di Padoa con la copia dii breve che don Gregorio Alvaroto tolse, qual l’hanno auto etc. Vene in Colegio sier Alvise Pizamano, venuto conte di Sebenico, vestito damaschili cremesin, et referite di quelle cosse. Da poi disnar, fo Consejo di X semplice per ex-