89 MBXXI, APRILE. 90 che senza far fallo d’arme el lulo è andato in fumo, el turchi sono intrali in Damasco. < Di Damasco, di sier Carlo di Prioli consolo, di 15 Fevrer. Come per altre sue scrisse i successi dii signor Gazelli, el cussi a dì 5 dii presente a bore 21, fo l’ultimo suo exterminio, perochè venendo il campo dii Turco a quesla volta, il Gazelli ussi fuora con le sue zenle per andarli a l’incontro mia 10 lontano, el con parte di mori di quesla cita; el come veleno l’esercilo lurchescho venirli adosso, si misseno in fuga, adco esso Gazeli fu morto con li soi, e con quesla viloria turchi introno in Damasco el comenzono a sachizar. Et intrali in la nostra se-raia, lui era a la porta per volerli aquielar, ma nulla valse, e con le arine li fono adosso et andono a la sua caxa, el quella messeno a sacho el il suo maga-zen, el lui Consolo scorse grandissimo pericolo di la vita. Etiam messeno a saco uno magazen di Dardi Cavaza e toltoli,li panni 1’havea con gran danno; unde lui Consolo vestito di scarlalo ussi a la strada, et sopravenendo altri turchi, lo spoglioe tulio sino le calze. Et per consejo di mercadanli, che vi era, di novo se vestì con le veste fo di sier Anzolo Malipie-ro, che morite consolo de li, et si non era uno capo di janizari che vene li nel Consejo, saria sta da li turchi malmenato; qual non lo lassò più farli danno a’ nostri. Da poi hore 4 intrò el bassa nominato Fera-ga, di nation schiavon, al qual esso Consolo, di novo vestito, con alcuni mercadanli era de li et con presenti andò ad alegrarsi di la victoria, lamentandosi de li danni aulì. Il qual lo ricolse alegramente, dicendo esser fato contra la volunlà dii Signor turco, qual li havia comesso li nostri fosseno riguardati et li facesse bona compagnia, come si fosse subdili dii Signor turco; el cussi li fo reso parte dii tolto; tutta via ha ’uto mal solum quel Cavaza. Et li ordinò scrivesse a li mercadanli parlili dii paese tornaseno, che li saria fato buona compagnia, volendo esso Signor mantenir li comandamenti eie.; sichò spera di qui avanti si farà ben el si farà meglio che non si feva prima sotto il Gazelli. Avisa, aver inteso il campo turchesco era di persone 25 milia, el lasserà lì a Damasco 4000, el 1000 ha manda verso il Caiaro, et si dice Chairbech resterà a quel governo come prima ; 2000 ne manda a li confini dii Sophì. Et scrive, il Gazelli non havia con lui da persone 4000. Aricorda, è bon si scrivi a Constantinopoli con ringra-tiar il Signor di la bona compagnia ha fato quel bassà a li nostri ; et sarà molto a proposito etiam ch’el Signor scrivi a chi resterà a qjjesto governo, observi e fazi bona compagnia a’ nostri. Dii Sophì nulla se intende. Di Cipri fo letere, di 26 Fevrer, di rectori, quali scrivono in conformità questo aviso di Gazeli; qual non fo lede. Di lloma, di sier Alvise Gradenigo oraior nostro, di 26. Come havia ricevuto nostre di 11 et 18 con li sumarii di Soria. Andò dal Papa e li comunicò. Soa Santità disse aver inteso questo ¡stesso per via di Rodi, e ringratiava la Signoria di la comuni-cation, e saria slà bon per li chrìsliaui che il Gazelli havesse prosperado in la Soria. Poi l’Orator li dimandò quello era di fanti spagnoli. Rispose che intendeva quelli esser dove erano e volersi unir a Civita Ducale ; et che ’1 Viceré li mandava danari, e questo feva perchè havia inteso Soa Santità havia modo di desviarne parte di loro, el havia bon mezo di farlo ; sichò non è per far mal. Poi disse presto passerà uno mexe, vorano l’altra paga, in questo mezo sguizari cala e dieno esser sul stado di Milan ; zà una parte aver passalo ur.o monte, per li avisi l’ha, ma non sape dir qual. Et l’Oralor disse : « Pater Sancte, che voi lar Vostra Beatitudine di questi sguizari? » Rispose : « Si volcmo asegurar. » Scrive l’Oralor, dilli sguizari, o starano sopra quel di Milan, overo verano di longo verso Roma, el tamen niun sa l’impresa voy far il Papa ; ben si sa cerio il re Chrìslianissimo ne paga la mità. Il rapa non ha danari ; si dice farà cardinali per aver danari, et zà da alcuni aspirano di esser creati ha ’uto danari, solo nome de ¡inpresiedo. Si ha, il reverendissimo Cardinal San Zorzi, su quel di Napoli, slava mal di..., el il nepote suo è partilo con uno medico di qui per trovar ditto Cardinal, et va in grandissima pressa. Dii dito, di 27. Come, per intender qualcosa 54 andò quesla mulina a palazo a udir messa con il Papa, el visto da Soa Beatitudine, Io chiamò, dicendo : « Domine Orator, ne avete da dir alcuna nova ? » Rispose era venuto per saper da Soa Santità qualcossa. Li disse era letere di Germania, di 16, come in la dieia la Cesarea Maestà havia fato proposte zercha il suo venir in Italia, le qual da quelli signori non erano eorispose ; et che monsignor di Chievers voi el vengi in Italia e non torni in Spagna, et che molli asenliseno a tal venuta ; e tien che certo el vegnirà in Italia, pregando l’Orator lengi secreto; et cussi li promisse di farlo. E il Papa disse, molti lo disuade a far venir per adesso sguizari; vien il Chrislianissimo, sarà a Lion. Si rive come è acade-sto una cossa lì in Roma, che venendo a le man uno dii reverendissimo Cardinal Colona con uno spagnol,