45 MDXXI, MARZO. 4C lori vanno in Rialto la malina a incantar le botegea danari dii Montenuovo ; cl qual Montenuovo al presente vai ducati..... 26* Adì 22. La malina, non fo letere, e fo lerme-nato far ozi Pregadi per far il Colegio ; et cussi fo ordenato. Da poi disnar fo Pregadi in Gran Consejo, perchè non è sicuro farlo da basso, come Ito scrilo, et è sta lermenalo spender ducati 200 di danari di depositi et conzar in tre lochi dove li muri è slargati, videlìcet dove sta i Rasonati, l’oficio di l’Avogaria el la cortesela di Pregadi; e cussi si conzerà. Fu sier Antonio Trun procurator, qual è mexi .... e più non è stato. Fu posto, per i Consieri, poi lelo una gratia di una Armenia fo Ha di Alvise da Muran dipense li quadri di Gran Consejo, et mojer di . .. . , qual fa .... di vero, e dimanda di gratia per anni 10 altri che lei non possi far, solo pena, ut in parte; fu presa : 97, 27, 8. Di Franza, dii Badoer orator nostro, date a Remoratino a dì 6. Come eri ricevete letere di 18 Fevrer con li sumarii di Levante, unde vene lì a Remoralino per parlar al Re. Soa Maestà era andata a veder corer un cervo, unde restò lì ; el ozi è stalo con Soa Maestà e comunicatoli dite nove. Soa Maestà disse le cose non vanno bene per il Gazeli si dal Sophì non sarà ajulato. Poi l’Oralor disse de la venula di sguizari. Il Re disse che ’1 sapea non ve-leano venir meno di 10 milia, et che essi sguizari havea risposto a l’agente dii Papa non voleano venir senza partecipalione di 'Soa Maestà, zoè dii suo orator era apresso di loro; el qual agente nulla disse. Sichè lien i non vegnirano; et questo instesso li ha coniirmà monsignor l’Armirajo. Et havia scrilo Soa Maestà a Milan a monsignor di Lulrech, venendo li desse il passo a 500 per volta per Po, e li ha scrito si stagi provisti, e mandava danari a le zente d’arme, dicendo il Griti doveria esser andato ad abocarsi 1 con ditto Lulrech per consultar ; et dice averli scrilo avesse bona intelligentia con la Signoria nostra. Et Soa Maestà havia mandalo a far fanti nel Dolfmà 10 milia, et arà 2000 fanti franzosi venturieri anderia con Ruberto di la Marchia, e li torà aziò lui non rompi guerra. Poi li disse di la retenlion fata a Mi-larì di.... Palavisin, mostrando mal animo coijlra di lui. Poi disse, quarto zorno, l’orator di la Cesarea Maestà fo per parlarli, qual è assa’ zorni non è stato: non li volse dar audienlia, dicendo l’bora non era 27 comoda ; et che etiam il suo Re non havia dato au-dientia al suo orator quando l’havia richiesta. Diio orator andò da Madama ; etiam da lei non potè aver audienlia. Scrive dii zonzer dii Contestabele de lì, el la moglie soa è graveda in mexi 7. Scrive, è zonlo uno nontio di Lulrech, venuto in posta per parlar al Re. Scrive, di fanti spagnoli, il Re li disse il Papa li havia dà danari : et domino Lorenzo Salviati fradelo dii cardenal Salviati, è lì, ha letere di Roma come spagnoli haveano dà una bataja a Rocha.....et da quelli dentro erano sta rebatuti, per il che il Papa era sdegnalo contra il marchexe di Peschara; et che Zanin di Medici socorse dila terra di Rocha. Manda letere di l’Orator nostro in Anglia eie. Da Milan, dii Secretano, di 16. Come monsignor di Lulrech andò a Gambalo a veder volar i falconi solo con li soi. 11 Governador nostro è resta a Milan, et cussi esso Secretano. Il qual Governador li ha ditto non si voi partir fino non zonzi la risposta dii mandar el clarissimo Grili, e che Lutrech si duol non averla, e non volendo mandarlo, la Signoria doveria aver calà qualche scusa ; e che dito Lulrech va in Franza, poi Pasqua, per alegrarsi col Re di esser varito, et veder la sua consorte, qual fino uno mese voi menarla a Milano. Di novo di sguizari, altro non è di quello scrisse per le altre. Dii dito, di 20, zonte ozi poi nona. Avisa, come li sguizari sono da numero 10 milia, come Lulrech ha diio al Governador, ma verano a 500 a la volta por Po, et verano ancora più, ai qual se li con-vegnirà dar danari; et sariano zonti a Pavia questa Selimana Santa per imbarcarsi et andar per Po. Il Governador nostro desidera di ritornar a Verona ; qual de li è mollo honorato non solum da’ gelfi, ma etiam da’ gebelini ; nè Lutrech è ancora ritornalo de lì. Di Verona, di sier Lunardo Fmo podestà, et sier Francesco da cha’ da Pexaro capitanio, di 21. Mandano alcuni avisi di Milan, dii Governador, auli da Pompeo Triulzi suo locotenente lì in Verona, di 14 dii presente, di la venuta di sguizari per Pasqua ; et scrive altre nove, ma cose intese per altre letere. Et poi, domino Jacomo Santa f scrive, di 12, al diio suo cugnato domino Pompeo, e come sguizari vien da tre bande, Berna e do altri cantoni per San Bernardo, et tre altri cantoni per 27* lago di Como, cl altri per Belinzona; sichè li con-vien andar fino a Valese per ordenar questa venula et farano la massa a Pavia ; e si tien certo vengano per la impresa di Napoli. Poi il re Christianissimo fa fanti nel Dolfinà, etiam il conte Federico di Bozolo nè farà fanti italiani, sichè arà 10 milia fanti, et è venuti di Franza 260 milia franchi lì a Milan. Scrive