215 MCCCCCV, AGOSTO. 216 fo deputato a li stendardi sier Daniel di Renier; erano procuratori di la Chiesia, sier Polo Barbo, sier Nicolò Trivixan, et sier Marco Antonio Morexini, el cavalier. 95 * A di 16. Fo gran consejo. Fu leto, per Zacaria Davit, una parte, presa nel consejo di X a di 12 di L’instante, che de ceetero niun zenthilorno possi tuor per compare a batizar o cresemar alcun zenthilorno nostro, soto pena di ducati 200, e punition per anni 5 di Venecia etc., ut in ea. Item, pena a li piovani di privation; el non se possi far gratia, se non per tutte 17 ballote. Questo fu fato perchè era venuto-in consueto, che si tolleha zenthilomeni per compari e si man.lava presenti poi etc. Item, posto fu, per li consieri, che de ccetero le apelation, andava prima in 4.a, di le cosse di Rialto, di ducati 50 in zoso, vadino a li uditori vechi, et da lì in suso a la quaranta novissima; et fu presa, ba-lotà do volte: 449, 53; et iterum: 228, 103 et 17; fu presa. A dì 17. Fo gran conseio. A dì 18. Fo pregadi. Fa letere di Ravena, come li Tiberti, per la via di la rocha, erano intraii in Cesena, et fato gran occision contra la parie contraria, Martinelli ; e con lhoro erano Latanlio di Bergamo e altri nostri. Item, di Faenziì, ili sier Piero Marzello, provedador. Scrive di questo; e come era venuto su quel teritorio alcuni, con roba depredata lì a Cesena, et che li havia fato comandamento si levasse subito etc. Di sier Nicolò Balbi, provedador a Brixi-geh, e eapetanio di Val di Lamon. Avisa come a Campigli» l’Alviano si era reirato, perchè fo occision in li soi. Item, che in Fiorenza il confalonier Sederini liabuit publicam concionem in sena tu, che l’havia inteso, che l’Alviano li veniva contra per soa caxon per deprimerlo, che ex nunc, acciò la terra non patissa, era contento far ogni voler di quella. Item, che fiorentini havia mandato in Franza uno agente per socorso, et a Milani; et che se li mandava di Milani monsignor de la Peliza con bon numero di zente. Da Milam, di Lunardo Bianco, secretano. Di le mostre fate et adunation di zente d’arme. Item, esser uno aviso, che il re di Chastiglia havia fato trieva con el ducha di Geler, el qual li havia dato certa (erra ; et che il re di romani li prometeva dar slimpedio etc. Fu posto, per li savij, di elezer, per scurtinio, in pregadi, do zenthilomeni nostri, provedadori a reveder le zente d’arme, li qual debano andar a fal- la mostra con li vice colaterali etc. Or sier Dome-nego di Prioli, el calaver, eonlradixe, dicendo che se inchareria il tormento; et che bastava li capitanij di le terre etc. Et sier Andrea Loredan, savio a terra ferma, andò in renga per difender la soa parte, et disse poche parole, perchè il conseio non la sentiva ; et cussi non andò la parte. Fu fato eletion di uno provedador a Meldola, sier Francesco Morexini, el 40, quondam sier Nicolò ; et provedador a San Lodezo, sier Jacomò da Canal, el cao di 40, quondam sier Bernardo. A dì 19, matti. Da poi disnar fo colegio. A dì 20 avosto. Fo consejo di X, con la zonta 96 deputada di X, et fo expedito Zuan Piero Stella, secretano, qual era relenuto in el colegio di le biave, videlicet che ’l stagi, et sia confinato per anni do in Paijoa e padoan, e privato di la canzelaria. Adunchi» in questo anno è stà gran mal in li secretarij nostri, videlicet Francesco Tajapiera, fo impichato, Zorzi Franco et Bernardini di Ambroxij, et questo Zuan Piero Stella, fono confinati ad tempus a Padoa, ergo etc. A dì 21. Fo, la matina, do quaranti e civil re-dute, per il caso di Pexari, fo dii zeneral, per la opinion di 3 savij, la qual li avogadori sentiva contra li Pexari ; et vi fo il principe con la Signoria. Parlò longo sier Antonio Zustignan, el dotor, avogador; poi li rispose sier Marco Loredam, olirti a li 3 savij, et in hoc casu ; et tandem non fo battolato, et nihil factum, ma terminà per la Signoria, che li 40 debano aver il suo soldo. Vene il gripo, con letere dì Alexandria, et di Corfù, di la morte di sier Jaeomo di Renier, capeta-uio di borgo ; e da poi disnar fo pregadi. Fo letere di Roma, di V orator, qual è indisposto. Come il papa havia fato preparar a Santa Maria Mazor, per andar, il zorno di la solennità di Nostra Dona, ad habitarvi, per star qualche zorno in quelle stanzie. E cussi vi andò ; ma inteso doveva passar per Roma 2000 spagnoli, vien di reame per conzonzersi col signor Bortolo d’ Alviano, si levò et andò in Castel Santo Anzolo. Item, dia andar a Bestia e Civila Castelana, dove starà tutto octubrio. Item, che quel signor Zuan di Palestrina, al qual il papa li tolse Castel Novo, ancora non era stà expedito. Item, dii zonzer in Roma dii marchexe dii Final, stato orator in Franza per il papa, il qual, per altre, il papa, per aver la relation soa, perchè J’ era indisposto a Monte Fiascone, mandò fin lì Castel de Rio, suti secretano. Item, come il ducha di Urbin era partito di Roma col prefeto, el qual va a Urbin,