527 MDXVII, ACOSTO. 528 amorevol parole, ut in ìitteris, e lui Gran canze-lier verso di lui, dicendo il suo Re havia fato le su-spcnsion di le reprcsaje e salvoconduli eie. E l’Ora-lor noslro li disse, clic l’orator destinalo a sua Ca-tholiea Maestà leniva fusse in camino. Esso laudoe, dicendo sarà ben visto e acharezato. Poi dito Orator noslro fo chiamato dove era monsignor il Gran maestro, Gran canzelier, Lutrech et Episcopo di Paris; et reduti in una camera, il Gran canzelier disse come erano sta recliiesli da li oratori cesarei et yspani, prima clic ’1 conle Ilironimo Nogaruola fusse restaurato dii suo per esser veronese, et per li capitoli dieno goder il suo; et li hanno dato una inslru-zion, qual manda inclusa; et cheli hanno mostrato la comission hanno di parlar al Chrislianissimo re di questo. La seconda, li hanno fato instanzia estrema di la relaxalion dii conle Cristoforo ; al chel’Orator nostro disse : prima, dii conte Ilironimo Nogaruola era viscntin eie., con assa’ parole, non era compreso in li capitoli di le Irieve per non esser veronese ; poi dii conte Cristoforo disse le raxon scriloli per lelere di la Signoria nostra ,non è da liberarlo etc. Fi inleso questo, loro francesi disseno rogati, roga-mus ; i quali dimandò se l’era questo slargato. L’O-rator disse leniva de si, e il Gran canzelier rispose averlo afirmalo a’diti oratori, ai qual li disseno ili le querele nostre di le ville dii Friul ; al che loro Oratori etiam si dolevano di nostri, per il che trovono questo che fusse mandato doy, uno per il Papa, Patirò pel Chrislianissimo re, ajudicar tal diferentie e in observntion di trieve, dicendo cussi si l'aria. Poi, al prolongar di le trieve con Nmperador li parlono, et che ’1 Ihesorier Philingier li havia dito aver com-mission di l’Imperador di prolongarle, ma bisognava dar danari a la Cesarea Maestà; al che 1’ Orator nostro rispose non era da far lai prolongalion di Irieve con darli danari, che saria disturbo di pace, qual si dovea tratar in questi 18 mexi di trieva; la qual trieva facendo saria excluder la pace; ma si pur * l’Imperador voleva concluderla paxe volendo qualche danar, se li daria. E tulli questi signori conclu-seno era il vero; pur li disseno dovesse scriver a la Signoria nostra: « Scrive è bon farle, in queslo mezo l’Imperador potrà manchar eie.» Poi li disseno dili oratori averli domandato il compromesso aulenli-cho di la Signoria e la retitìcation di le Irieve di la Signoria ; e l’Oralor nostro laudò darle, ina versa vice nedagi la ratificazion di l’Imperador. Poi chia mono monsignor di Beuna Ihesorier, dicendoli provedesse, per via di Focher, di remeler a la Cesarea Maestà 50 milia scudi, 25 india per il Rov et 25 milia per la Signoria. E l’Orator nostro disse teniva zà la Signoria di. soi aver previsto fusseno pagali. Itcm, il Chrislianissimo re à mandato do soi al ducha di Geler a minazarlo resli di la ofension dii Calholico re, alitcr non solum li sarà conira, ma lo priva di franchi 40 milia a l’anno dal Re, et li converà esser con le forze sue contra in favor dii re Calholico. Il Chrislianissimo re e partilo con il Gran maestro et Lutrech. Va a una terra, ut in ìitteris, poi a Roan. Il Gran contestabile si aspela a la corte. Lui Orator partirà poi doman con il Gran canzelier eie., per andar a Roan dal re Christianissimo. Fu poi telo quanto è slà scrito in Franza, per il Consejo di X con la Zonla a dì 20, zercha si ha ’u'o vien a Manloa uno comissario dii Papa eie., nonsa-pemo la causa di tal venuta, perchè imi non volemo judice il Papa, et mancho si habiamo il compromesso in lui; però intendi questo etc. Itcm, una Ielera scrisseno eri sera, per dito Consejo di X con la Zonla, pur in questa materia, a I’ Orator noslro in Franza, che per niiui modo volemo star in judicio di agenti ponlificii, perchè di Roma havemo inteso tal mission a Manloa, et zà il Papa ha fato nomination dii Go-vernador di Modena, et vedi far il (ulto non vi vaili, perchè basta il Chrislianissimo re e Calholico a judi-carle diferenlie nostre. Quanto a le trieve, per una altra col Senato li aviseremo quanto dia risponder; con al Ire parole. Et nota. L’Orator noslro in Franza, etiam per sue lelere di ... , scrive aver parlalo che non siamo messi in el Papa, però non sa la causa di tal am-mission, con parole, qual fo lecle ; fo mollo laudalo dal Senato. Fu poi, per dito Alberto Tealdini, ledo una le-tera fata notar per i Savii, a 1’ Oralor noslro in Franza in risposta di soe, qual ha molli capi, el dito non si baloterà ; doman si consulterà con li Savii, poi sarà baiolata. Fu posto, per i Savii dii Consejo cxeeplo sicr 298 Lucha Trun absente, el Savii di terra ferma exce-pto sier Baneto Dolfìn absente, la comission a sier Francesco Corner, va orator al re Calholico, prima vadi a Milan, fazi le debile eie. al signor Zuan Jaco-mo e quelli altri signori, e cussi in Savoja a quel Ducha, et trovando il marehexe di Monferà fazi il simile. Itcm, vadi a la corte dii Chrislianissimo re, e digi a sua Maestà Chrislianissima come, di consejo suo, la Signoria el manda Orator al re Calholico per conservar la bona amicitia haveamo insieme con quella Maestà di Spagna e Borgogna eie.; visitando la Serenissima Raina, illustrissima Madama et