338 338* 60 i MDXV1I, et ó l'uzilo, azió non sia menalo in Alexandria ct esser retenulo come li altri. Non altro. Molto me rico-mando a quelle. A di 25, la malina, fo letere dil Secretario, da Milán, di; il sumario de le qual noleró disoto. Sono di qualche imporlantia per li avisi in quelle sono. Da poi disnar, fo Consejo di X con la Zonta, et scrisseno in Franza et in Anglia con mandarli li su-marii de le nove da mar. Etiam in risposta di lete-re drízate al Consejo di X in materia secreta; nescio quid. Di Milán aduncha, di,....... A dì 26. La malina, essendo sta lata conscientia a li Capi dil Consejo di X come Domenega a San Francesco de la Vigna uno fra’ Raphael di Liberti venetian, predicando havia dito e straparludo dil Stado, pronunciando mal a li zentilhomeni, vera turchi, traterà conio li mamaluchi etc., et questo perchè a’dilli Frati Observanti non li vien dà elemosine come prima per la fama habino dato danari al Papa per aver il Zeneral ; unde, examinali alcuni, fo, per li Cai di X, mandato a chiamar insieme con fra’ Francesco Zorzi... e altri, el fatoli grande admo-nilione. El qual va via, el comandatoli più non parli di Stato; perchè parlando, o qui o fuora, se li farà portar la pena. 11 qual se parte e va a Roma. Etiam, non è pochi zorni, a Sancto Job uno predicator fece el simele, dicendo gran mal di veneliani, e lì fo so-portato. Vene in Colegio sier Jacomo Nani di sier Piero, era palron di una nave vien da Conslanlinopoli, partì di bocha di Streto a dì 7 Lujo, et fe’ la sua relatione. Come a Conslanlinopoli e Pera erano 60 galie in or-dene di tulio, et era sta fato assa’ biscoto, e tuttavia ne zonzeva de le altre galie di Mar Mazor; etera venuto uno con comandamento dil Signor per far 15 milia janizari. Item, havia serà le Irate di biscoli, e comandà, per cride, niun compri di altri che quelli dil Signor. Item, erano venuti 300 gambeli cargi di feramenli a Galipoli, portati da Silimbrea, e questo per far 300 barze, qual sarano fate in 6 mesi. Item, a Galipoli erano 40 galie. Sichè si fa gran prepara-tione. Vene in Colegio sier Francesco Barbarigo qu. sier Nicolo, venuto podestà et capitanio di Feilre, in loco dil qual è andato sier Aguslin Moro qu. sier Mari», et referì de more; stete pocho in Colegio. Dil Provedador di l’armata, zonsc quelle le- AGOSTO. 002 tere inanellava, portate per la dita nave, date al Zante a dì 19 Lujo. Come da Cao di Otranto fono le ultime sue, di 0 Zugno, nel qual zorno se levoe con 4 galie di Puja et andò di fuora de l’isola di Corphù a Cao Malio, dove trovò le do galie lassò a quella guardia, e sentilo pochi dì avanli erano sta vedute fusle !) a la Vaticlia, che haveano tolti 3 homeni di una barcha di Malvasia, el scorse in golfo di Napoli, et lui deliberò andar per trovarle verso Napoli. Non le trovono; judicha siano ritornale ne l’Arzipelago. Et essendo propinquo, visitò quella terra di Napoli per il conforto di quelli fìdelissimi, quali lo veteno alegramenle, maxime solendo da un 339 tempo in qua veder rare fiale le galie nostre; per il che spesse volle patiscono molestie da fusle turche-sche. Poi rilornoe a Cao Malio et Cerigo, e lì sì afir-moe, vedendo passar verso Candia diversi naviliì che andavano a le venderne. Et è stato fin havia biscoto, solum per zorni 8, el lassalo a quella custodia 3 galie in Iodio de le due erano avanti remosse per certi recidami di animali etc., a i qual ha fato satisfar etc. E lui Provedador tolto biscoli a Corfù, tornerà a Cao Malio. Scrive, lì al Zante, ozi arivaio, ha trovà letere di 23 dii passato, di la Signoria, per le qual li è comesso el governo di l’armata, come li par. Ringra-tia eie. esser slà lauda le operalion sue etc. Scrive, saria bon far disarmar le galie di Candia, azìò quel bon ordene non se interompi, et far disarmar le galie vecliie nostre, qual non poleno più durar. Di novo, per letere da Sgo, di 17, si ha el Signor lurcho se alrovava ancor nel Cayro, nè era per muoversi cussi presto, e tutta l’armala era in Alexandria, exceplo le fusle che erano fate andar suso apresso la dila cilà dil Cayro; el che la galia di Alexandria era lì retenula in Alexandria; de la qual pareva e! Signor (ureo si volesse servir insieme con li altri navili per mandar spoglie in l’Anatolia. E se diceva a Galipoli prepararse nova armala di bon numero di galie. Scrive, saria bon aver con-sideralion a li lochi di Levante, che volendoli coadiuvar, se reduria a mazor forleza con grandissima salisfazion di populi fìdelissimi, et, come scrisse, la cilà di Candia, in farla munir con bone fosse e repari, che con l’opera de l’isola se poria assa’ ben fortifichar, e senza spesa. Etiam qui atorno il Zanle, con scarparli alquanto dil monte, che saria facile el breve; e cussi a Corphù serar Castel Novo, che bora è aperto, e far scarpar dentro el conlrafosso, che più imporla a la segurlà de quella terra ; che non è che da dar principio e si profunderia in breve tempo dil dorso, che è podio tralo e resleria faclo