509 MDXVn, LUGLIO. 510 Come il signor Zuan Jacomoha nulo letere di Pranza, di domino Pomponio Trinisi, da la corte, di 16, qual li ha dito aver trato di zifra. Scrive zercha le cos^e dii ducila di Geler. Et zercha sguizari, esso missier Zuan Jacomo dice non aver altro di la dieta doveano far, ma ben à messi a li confini che non poi star non sapi qualeossa. Qualche sguizaro capita qui venturier volendo dal comessario dii Papa, e lui non ge li ha voluti dar, dicendo voler prima pagar quelli di le lige, perchè ¡1 Papa non ne voi più di G000.1 quali sguizari si lamentano molto, dicendo gran parole. Item, zercha lo monete si spende do li, à ’ulo letere di rectori di Brexa, mandi la valuta. Item, è leterc di Pranza, di 16 dii mexe, in risposta di le ville dii Friul c veronese, come quelli agenti cesarei e dii re Catholico si lamenlano etiarn loro, è raaltratà per la Signoria li foraussiti eie., et che si tien si acorderà le cosse con l’linperador, havendo Sua Maestà etiarn contentà al compromesso nel Cristianissimo re e nel re Catholico. Et conio viene a Mantoa uno comessario dii Papa et uno per la Cesarea Maestà, Pranza e re Catholico, e sarà etiam uno per la Signoria nostra, dove si tratorà le dile-renlie eie. Di sguizari non è nulla ; si lion non ven-gino senza intelligenlia dii Re. Item, manda uno reporto di lo cosse di Alemagna, il qual lo leto con li Cai di X, nè i'o leto in Pregadi; non so quello si conleniva. Da poi disnar, fo audienlia di la Signoria e Savii, e sier Francesco Bragadin savio dii Consejo referi di l’opera venetiana fata in versi heroici per domino pre’ Francesco Modesto aiiminese, qual fu co-niessa a lui a vederla, et disse meritava esser premiato. Et fu concluso scriver una letera in corte, intermedi, per nomo di la Signoria nostra, di darli benefìcii al dito in remuneralione per ducali 300, c si melerà la parte....... Di Poma, di l’Orator nostro, di 22. Come scrisse dii Cardinal Montibus, qual, per l’abazia di Leno, mo’ zà terzo zorno si ha dolio il Palriarcha nostro per causa di la milà di fruti promosse dar a li Viluri, havia fato far corto processo e susponderli l’intrade; ma con colora esso Cardinal havia diio voler parlar al Papa eie. ; unde lui Orator fo da lui a parlarli per questo, scusando il Patriarcha ; sichè lo aquictoe, et concluse per amor di la Signoria è oonlenlo servar la promessa di la milà de l’invada. Dii dito, dì 22. Come ha ricevuto leterc no-sire, di 18, con le letere a li do Cardinali, qual zà liavia visitato, et iterum tornoe da soe signorie dan- doli lo letere, videlìcet Palavicino et Triulzi, quali ringratiano. Item, la letera di l’abazia di Narvesa per domino Michiel Trivixan, parli al cardina! San Zorzi, farà eie. Item, à ’ulo l’ordine di la prornis-sion da esser fata per li do olim Cardinali eie. È letere di Pranza, date a corte, di 10. Come la Christianissima Maestà havia jurato davanti li oratori cesarei e catholici la liga o paxe fata tra loro tre Maestà; cl come il ducha di Geler havia recuperà la Frisia ole. Item, scrive la cossa dì Lodovico da Fermo con quelli di Lodovico di Bozolo, conio scrisse, fu vera, con oceision ili molli di dito Lodo-vico da Fermo. Francesco Maria andava col campo verso Pexaro et a quel castello, dove voleano averlo .......Posto a certe aque, do bande di spagnoli fo rebaludi eie. Scrive, zercha far la promission per nome di la Signoria nostra per li do Cardinali, hes-sendo rechieslo, la farà. Questa malina, è parlilo il reverendissimo Grimani solito andar fuora a questi tempi a uno loco suo dillo Bagnarea, dove ogni anno suol andar. Dii dito, di 24, ìiore4. Come il Papa limando a dir, per il Bembo secretano, come l’havia auto una letera di l’Imperador, li serivea mandasse uno comissario a Mantoa, dove saria soi oratori e dii Chrislianissimo e Catholico re, per tralar lo dileren-tie con la Signoria ; e che Soa Santità, coinè conscr-vator di la trieva, volesse mandarvi uno. Unde lui Orator andò a parlar a Soa Santità, qual li disse non aver auto altro teiere l’Imperador che queste, da poi quella si lamentò la Signoria non observava la trieva, dicendo a Mantoa dia esser etiam vostri oratori e si tratterà, e che lui non sapeva elio cossa si avesse a tratnr, e havia fallo eletion mandarvi il go-vernador di Modena, domino Francesco Guizardino. L’Orator ringraliò Soa Beatitudine eie. Il Papa disse era per far ogni ben, et non sapea che darli altra commission, non sapendo quello si havesso a tralar a Mantoa. Poi disse, l’Imperador era a la dieta si faceva in Alemagna conira quelli signori sublevali. Item, che il re Catholico passeri« in Spagna, dicendo: « Questo liavemo auto per lo noslre Ictore, che non è Irato di zifra, che liavemo d’Ingallerra, come era venuto li oratori dii re Chrislianissimo e dii ro Ca-tolico e tramavano acordo con quel re d’Ingaltera. Il nostro fra’ Nicolò, che mandassemo in Ingaltera per aver danari da quel Re, era zonto su l’ixola » e Soa Santità rise dicendo : « Vederemo quello farà. » Item, è letere di Pranza, che ’1 Tricharico scrive, il Re si ha dolesto con lui che il Papa ha scrito in Anglia, che Soa Maestà Christianissima era quello