57 MDXVIir, SETTEMBRE. 58 ceva in Lago dannosi a li dacii di Verona, a uno soprastante al Dezanzan, e li oratori di Salò dicono è contra i soi privilegii, siano trati 25 di la Zonla et 25 di Pregadi per tessera, di quali tutti 80 siano rimasti da esser balotadi in Colegio et 5 di loro balotadi siano i presidenti, i quali aldeno le dite diferenlie con numero 25, et li prescidenti possino meter parte, e debi aldir l’avocato fiscal: 135, 20, 2. Fu posto, per li Savii tutti, che la provision di uno stratioto nominato Mexa Gerbessi, capo di stra-tioti, di ducali 8 per paga, li sia cresuto, sichè ’I habi ducati 10 per paga a la camera di Candia a page 4 a l’anno. Ave 150 di si, 20 di no ; fu presa. Fu posto, per li Savii, certa parte di Soave, vi-delicet a dì 24 Octubrio pasalo fu preso che da la Fosa Nova verso il visentin, colognese et padoan, quelli sono debitori di livelli e fidi, ut in ea, aves-seno certo termine a pagar, et in questo mezo non siano molestadi, come in dita parte si conlien ; per tanto sia preso che il luogo di Soave sia in dito numero compreso, ut in parte: 149, 2, et fu presa. Fu posto, per li Consieri, Cai di XL e Savii, con-cieder a li frati di San Domenego Observanti, vanno in Cypro a visitalion di soi monasterii, il dazio di taole 200 trazeno di qui per reparalion di loro monasterii in Cypro : 146 di si, 6 di no. È da saper, la parte presa in questo zorno zercha l’estimo di Vicenza, è che far debano l’estimo. Exclu-so quello dii clero, ch’è ducati 1539, el resto loca a la città e teritorio, eh’ è ducati 12498, zoè a la cita ducati 4166, soldi 16, al teritorio ducati 8332, lire 1, soldi 16: che de ccetero dicto extimo sia diviso per milà fra la cità per una parte e il territorio per 1’ altra, et non si contentando essi vicentini di questo, che in termine di zorni 8 si fazi l’estimo zene-ral, come si fa in padoana, facendo la descrilion di beni etc. Ave 150, 16, 3. Et cussi vicentini acelono et feno per milà. Et a di 22 di queslo mese, per Colegio, lo apro-vado uno acordo fato tra la cità di Trevixo e leri-torio zerca far il loro extimo, vidclicet che li 4 de-putadi con 2 per li castelli vadino a far l’estimo di fuora, et per la mazor parte si fazi et sia deputado il salario, come apar eie. Noto. In questo mexe uno sier Zuan Morexini, fo di sier Piero, qu. sier Nicolò, qual era poverissimo et pien di mal franzoso, non havendo da viver, li Procuratori lo messeno ne Phospedal di Santo Antonio et ivi morite ; nè più vi è stato in diio hospe-dal alcun zentilhomo nostro. Item, a dì 22 et 23 da malina, in Colegio, pre- senti li Cai di X, fo cavà i boletini per il restituir di P imprestedo per questa rata. È da saper, in Valchamonica è slà fati brusar per slrigoni e strige in tulio numero 66, videlicel 10 homeni, et 56 femene. Exemplum. 33f> Copia d’uno capitolo contenuto in letere dii secretario Caroklo existente a Milano, de dì 20 Septembrio 1518. Monsignor me disse haver Intere da Zenoa, de 15, scrive un secretario francese del Guberna-tor a monsignor de Tarbe, haver da una barella biscayna venuta da Barbaria, come don Ugo de Mon-chada, reposlo in Tremisen el Re moro et cazato Barbarossa de quel loco, se ne andò cum P armata, sopra la qual erano 10 milia fanti spagnoli, a un loco de Barbaria nominato Argilla, dove entrorono, dice 10 adviso, da 80 milia mori et arabi. TJnde accostali 11 spagnoli a la terra per baterla, poste le arlellarie et principiala la bateria, trovò la impresa difficilissima per el sopravenuto socorso. Fecero per 8 zorni molle scaramuce, ne le qual remaseno più de 4 milia mori cum perdita de circa EO spagnoli solamente; et vedendo non poter expugnar la terra, se rilrasse-no a la marina et se imbarcorono, facendo vela per tuor allro camino. Ma discostati da terra, li sopragiunse una impetuosissima fortuna, da la qual furono constretti dar in terra, et se ruppero 20 navilii. Li spagnoli rebutati a terra et assalili da’ mori fecero gran resistentia cum la occision de molli mori, et tandem convenero esser preda a li nimici soi, et ne restorono da 600 spagnoli che erano sopra quelli legni naufragati. Don Ugo da Moncada cum le galie et resto de P armala se salvò a le insule de Spagna cum perdita notabile de 6000 fanti, i quali hanno portato la pena de le grandissime insolentie usate in Italia et del periurio fatto a Bressa, che promissero de non intrar in Verona. Deus ultionum Dominus qui reddit retributionem superbis. Et in dite letere è questo altro aviso. Come domino Beneto Toso doctor, orator di quella magnifica Comunità, era andato al Christianissimo re per la materia dii sai, e per molle raxon farà intender a Soa Maestà non esser tenuto di observar la capitu-lation fata con il Papa senza nolitia di loro di Mila» in prejuditio di quel ducato. (1) La carta 32* è bianca.