105 UDXVI, in Milan, è contenti venir. Item, hanno fato la mostra. Sono sguizari 7700, a i qual è stà dato una paga, e prima venisseno no ebeno un’altra, el a li capi, a chi è stà dà ducati 100, chi 200, chi 500, c ziponj e sagii d’oro; sichè francesi hanuo monstrà aver assa’ danari. Scrive, li in Milan non restò se non lan-ze 800; il resto fo mandale, come scrissi, lì atomo e a Binasco ad alozar, el poi andono a Pavia. Scriveno, di danari auti a imprestcdo per pagar li fanti, ducati 3000, dal signor Zuan Jacomo, venitiani, et li hanno spesi lire 6 pizoli 13 l’uno; tamen lui non voi se non di quelli venitiani. Quel Costanzo prestò ducati 1000, et che lo episcopo Triulzi di Aste prestò ducati 800; di qual danari deteno le page a le fantarie. Item, erano 3000 sguizari altri zonti a Novara, et che.... Item, li sguizari è lì, par habino fato certo acordo, et non voleno combater con li sguizari è in campo cesareo, imo ussino, e l’un e l’altro stavano a veder venendo a la zornata; li qual sguizari cesarei è zà compito il tempo di danari tochono, e si lien vorano ritornar a caxa per la via di lago de Iseo eie. 60* Di Ferara, vene l’orator in Colegio con una letera dii Ducha, di eri. Manda una aula dal suo homo, è in campo cesareo, de primo, da Ponte Ojo. Come era zonto lì la Cesarea Maestà con il campo di qua di Ada tulio, et voleano star a Chara-vazo, poi terminò andar Zuoba, a dì 3, a Brexa Soa Maestà. Et di solo dize che Soa Maestà à celeralo l’andata a Brexa, et voi esser Mercore da sera, a dì 2, in Brexa. Da poi disnar, fo ordinato Pregadi per lezer le-tere et scriver a Roma ; et fo leto le soprascrile le-lere, et quesla di più : Di Vegia, di sier Zuan Moro provedador, di 27, et avisa come il conte Bernardin Frangipani li ha mandato a dir che l’arma una fusta per mandar a tuor fermenti in Puja, et li ha risposo l’è contento, ma etiam lui voi armar la fusta di Vegia. Tamen quel capitanio di Segna li ha scrito una letera, dicendo dubita, poi la morie dii serenissimo re di Hori-garia, questo conte Bernardin Frangipani con alcuni altri non voy insignorirsi di Segna; però,come amico dii re di Hongaria nostro, si voglia darli ajulo. Li ha risposto non haver ordine, ma aviseià la Signoria. Item, scrive di certo corier che veniva di Hongaria con letere, qual fo retenulo, et datoli corda, toltoli le letere et..... Fu posto, per li Savii, li debitori de la (ansa numero 4 et decima quarta a la Camera de l’impre-slidi, qual fu preso si pagase per lutto Lujo passado con.il don integro e laja a raxon di 30 per 100, sia APRILE. 106 preso che si possi pagar senza don e pena per tutto il presente mexe in contadi integre, over lajade, poi siano mandate a le cantinole, a li Guvernador e scoso con le pene: 5 di no, 140 di si. Di Vicenza, di sier Nicolò Pasqualigo podestà e capitanio, sier Jacomo Manoksso provedador, di eri, hore do di noie. Como ha aviso Verona far grandissime guardie più dii solilo, el a-preno le porle tardi. Item, esser stà sentito mollo bombardar verso Brexa ; unde fu judichalo, per il Colegio, che l’Imperador fosse inlrà in Brexa. Scrivono etiam quelli di Lignago nostri si portano bene a far che vituarie non vadino in Verona etc. Fu posto, per i Savii d’acordo, una letera in corte con mandarli li sumarii, et debbi dir a la Santità dii Papa questo è il tempo di quietar Italia ; con allre parole. Ave tulio il Consejo. Fu posto, per li ditti, una letera al provedilor di Voja, elio debi dar ajulo a Signa per Pamicitia liave-mo con il serenissimo re di Hongaria contra a chi volesse ofenderla ; et cussi scritto a Pago, Arbe etc., et fo presa. Ave..... Fu voleslo metcr, por sier Lorenzo Capello provedador sora il colimo di Damasco, una parto di colimo di cerli debitori etc., et sier Luca Trun savio dii Consejo con altri Savii volseno rispolo, el non fu messa. Copia de una letera di Milan, data a di 30 61 Mareo 1516, nara quelli successi dì lì. Magnifico Principe observanlissitno. Lo giorno di Pasqua venissemo unitamente con el campo a Milano abandonando Adda, el questo per esser la fiumara con cosi podio de aqua che non dava al zenochio a li cavalli, et in molli loci si poteva sguazare. GionU a Milano se comenzò a fortificare de repari a li fossi et se abandonò li borgi, perchè era troppo circuito da guardare, el anche per asecurarse de la terra che non facesse mutinatioue. Al partire nostro de Adda, lasassemo l’Imperatore a Rivolta, qual no ha sequilato sin a Pescherà de’ Boromei, et a li 26 Soa Maestà spinse un squadrone grosso de homeni a pede verso Milano, qual vene fin a Santo Gregorio, loco in Porla Renza per li infecli, conio sapeti : et erano con dicto squadrone odo pezi de artelaria. Da quesli signori, gli fu mandato a l’incontro molli cavalli et 500 lanzinech e la compagnia di Petro Navaro, quali, scarauiuzaiido con gli inimici, li