75 J1DXV, SETTEMBIiE. 76 zorni 25, poi zontc in Alexandria, et parlino la prima galia per tutto di 8 Oclubrio, sotto pena a li patroni di perder la mila di noli, quali sieno di l’Arse-nal nostro, ut in parte. E noia, s’io era Avogador, non lassava metter questa parte per esser contra la leze, et.....apena li Savii la meleno, justa la parte 14 . .. Et a P incontro sier Bortolo da Mosto, sier Iliro-nimo Zustinian savii a terra ferma, et sier Lunardo Contarini savio ai ordeni, che foquelli messeno quela parte in questa materia fo presa, messeno star sul preso, unde sier Cristofal Capello, vien in Pregadi per danari, qu. sier Francesco el cavalier, andò in renga, et parlò in favor di la parte di suo fradello Savio ai ordeni, e ben, per le raxon di patroni el dia prender quella parte; et non li fo risposto. Andò le parie, do di no, do non sincere, 74 dii Mosto, 79 di do Savii ai ordeni, et fo presa questa parte di una batata. E nota : li ditti Savii meteano che sier Augusto da Pesaro e sier Jacomo Tajapiera savii ai ordeni debano in pena di ducati 300 andar Luni a la procurala e tuor li depositi di li patroni di le galie di Alexandria e meter banco in Piaza, e uno armar la galia capilama con homeni 150, e l’altro armi la conserva justa la parte dii 1497 presa, et il capitanio sia confina in galia a di 20, parti a di 24 di questo. Fu posto, per li Savii tre predili ai ordeni, che li oratori di Syros, quali hanno porto certi capitoli, siano expediti a bosoli e balotc a uno a uno per li do terzi dii Colegio nostro : 12 di no, 133 di si. Fu posto, per li Savii ai ordeni, che Nadalin Orando et Marchiò di Zuane da Sculari, marangoni in la caxa di l’Arsenal, quelli preseno la barella lon-ga a Maran hessendo patroni di do barche longe, ha-bino in l’Arsenal p. 24 al zorno per uno, voleano p. 30, computa però quello hanno al presente. Ave una non sincere, 38 di no, 128 di sì, presa. 42 A dì 15 Scptembrio, la matina fo letere di Vicenza, di sier Nicolò Pasqualigo podestà et capitanio, di cri, hore 3 di note. Dii zonzer lì sier Jacomo Manolesso provedilor di visentina. I nimici, di Verona minazano assai ; et altre particularità. Dì liuigo, di sier Donà da Lese podestà et capitanio, di eri. Come sier Lorenzo Gradenigo, era proveditor a la Badia, per dubito de i nimici, zoè quel Bernardin Calderaro che ha auto Lignago, era partido e venuto a Lendinara per più segurlà, dove se ritrova per podestà sier Nicolò Trun, e poi tornò a la Badia; sichè si provedi di custodia. Di Udenc, di sier Lunardo Emo luogotenente. Come erano ussidi di Maran 30 cavali di boe- mi per non esser pagali, et tamen non hanno voluto restar a soldo nostro per aver zurato sacramento non venir nel nostro campo ma ritornino a caxa loro, et cussi li ha lassati. Scrive di uno frate di San Francesco, fra Piero Pixani, qual è venuto li a Ude-ne, con letere di Cai di X, et voleva, soto specie di bolle dii Spirito Santo di certa scuola eie. aver danari da quelli poveri, i quali corevano per devotion a darli ; unde li è parso mal a proposito, et non ha voluto vadi driedo, imo fato che li danari ha scosso siano. . . Non vene l’oralor di Pranza prò forma justa il solilo, perchè non era letere di niun locho, et fo di novo fato replichar le letere a li oratori in Pranza, zoè apresso il Christianissimo re et in campo, et provisto per via segura si averà e presto de costero le letere. Fu ordinato Pregadi, a requisitione di sier Bernardo Barbarigo el consier, per meter alcune cosse di Candia, a confirmation di provision ha facto in quella ixola optime ut dicitur. Vene, poi leva la Signoria e restalo i Savii, letere di sier Domenego Coniarmi proveditor zeneral solo, data in Lodi a dì 12 hore 22, et scrive molto mozo: come il nostro campo era alozato a Lodi ve-chio, distante de lì mia 4, et lì è il signor Bortolo-mio. Il Re è col suo campo più propinquo a Milano, verso Marignan e di là. Itcm, che molli di quelli signori francesi è venuti a veder il nostro campo e hanno molto laudato, sopratullo l’artelaria. Et l’orator di Franza, episcopo di Aste, ave etiam lui una letera di quel Costanzo secretario di missier Zuan Jacomo Triulzi, di 11, data in campo dii Re apresso Marignano. Li avisa come non li ha potuto mandar li danari era in campo per mandarli a sgui-zari, et lo acordo si poi dir fato. Milan si tien pur ancora, et vi è intrato il Cardinal Sedunense con bona parte di sguizari. Da poi disnar fo Pregadi. Et leto queste letere di 42 * sta matina, et posto alcune parie per sier Bernardo Barbarigo el consier, come noterò di soto, et prese, qual è al beneficio di la Signoria nostra. Etiam volse meter un’altra di cresser certo salario a uno scrivan di la camera di... et fo contradita per sier Anlonio Condulmer, dicendo li syndici è venuti, è bon aldirli prima; sichè dito sier Bernardo li rispose laudandolo summamente, et che lui era stà quelo li havia dà questi aricordi a beneficio di la Signoria nostra. Ilor balotata, ave .... et perchè la voi i do terzi, non ave il numero, et pende, et li voleva dar. Fu posto, per alcuni Savii, eli’ el proveditor di