379 MDXV, DICEMBRE. 380 bito Sua Majestà andò a disnar, et tutti andono per le sue caxe. Li oratori nostri è alozali in varie caxe, tre in tre caxe vicine, et il clarissiino Grimani a la abazia di suo fìol. Et poi disnar, essi oratori nostri, montati a cavallo, veneno da Soa Majcstà, qual era a tavola con 4 cardenali, videlicet Bibiena, Sauli, Medici et Cibo, et avea disnato. Era il loco assai pi-colo et gran caldo, licet non lasavano intrar persone. E poi rasonato un gran pezo, vene uno a parlar in rechia a Soa Majestà, dicendo 1’ bora era larda e il Pontefice aparato lo aspetava. Unde Sua Majestà si levò, e con quelli cardinali et oratori nostri, andoe di sopra in l’altro solare dove aloza il Pontefice, qual era in una sala molto bella e ben adornata, vestila Soa Beatitudine in sedia con el pivial d’oro et la milria in testa, e la coda fu portala per monsignor di Boisì gran mètre. Et intralo il Be in dita sala et propinqualo al tribunal, le feze tre reverentie, poi apropinquato, li basò el piede el zenochio eia spala, con parole di far l’ufizio di l’ubedientia a Soa Santità, et che 1’ era prompto a far come havea fato li soi antecessori Cristianissimi re di Franza verso la sacra Chiesia. Et erano li cardenali concistorialmente atorno il Papa. E stando Sua Majestà pur in piedi lì davanti, il Gran canzelier feze una oratione; la qual finita, il Papa abrazò il Be e sempre li lene la sua man in mano. Et per un’altra letera, vidi il Re li basò il piede e le mani, et poi il Papa lo fece levar suso e parlò un pezo insieme, tuta via in piedi, nè se intese quello dicesseno, parlavano pian. El in questo fe’ dir la sopradita oratione, che pochissimi la inteseno lanlo era la calcha di le persone, benché con gran fatica si lassasse inlrar per le seragie che erano, et li custodi ad quelle, che non lassavano inlrar se non li oratori. Pur alcuni zentilhomeni nostri vi inlroe. Et compita l’oratione, il Papa si levò di sedia, e col Be, con le man in mano, introno in una camera dove Soa Santità fo spojata dii pivial d’oro et cavatoli la mitria, et loro do soli parlono insieme per do . . . .......Erano anche altri cardinali in dila camera andati acompagnar Sua Santità. E cussi stalo un pocho, il Re vene fuora di la camera et vene zoso al suo alozamcnto, et li nostri 4 oratori lo acompa-gnoe fino a la camera, e tolse licentia da quella et tulli andono ai loro alozamenti. Zuoba, a dì 13, Santa Lucia, il Pontefice canterà una messa in San Petronio in pontifichal, et il Venere si starà pur in Bologna. Il Sabalo, a dì 15, Sua Beatitudine partirà per Fiorenza, et il Cristianissimo re per tornar a Milano. Sumario di letere di sier Piero Sor amo qu. 219'* sier Zuane, date a Bologna a dì 12 De-aembrio. Eri, zercha bore 16, la Majestà Cristianissima fece la mirata, dove li oratori con noi li andasemo incontra zercha uno mio et mezo, et lì aspetasemo, et li femo reverentia, et Soa Majestà con la bareta in mano si tene et ne fece una grata ciera, et se li fezemo inanzi. L’intrata fu quesla. Prima alcuni balestrieri dii Nostro Signor con belli sagi, lutti a una livrea su beli cavali, e il capo con uno sajo tutto di soprarizo d’oro, tagliato tutto; poi certi sguizari in ordinanza, forte ben in ordene, la qual è la vardia dii Papa, e il capo vestito d’oro; da poi mirò li cariazi dii Re; poi lutti li soi arzieri in ordenanza; poi più di 200 zentilhomeni a piedi, con certi mantelli, et il Re in mezo con tutti li soi baroni vestiti d’oro, e poi con assai cavali. Se dice che l’è intralo con più di 2 mila cavali. Et a la porta era lutti li cardinali che haveano fato la strada mezi di qua e mezi di là, et do di loro tolseno il Be in mezo, e li altri andorono inanzi et lo acompagnò al palazo dii Papa da basso, e nui con li oratori venissemo a disnar. E subilo disnato, li ambasadori tornò in camera del Be, e nui li acom-pagnasemo, el io li lassai. Ebbi tanto modo, eh’ io andai in camera del Papa e lì trovai el nostro carderai Corner, e intrai con lui in Concistorio, e sentai davanti li soi piedi, perchè lì era tanti francesi che nissun non podea inlrar. Et il Papa intrò in sedia con li cardenali in uno seragio, mezi di qua e mezi di là su do banche, e li vescovi sedea su li scalini dii tribunal, e li camerieri in terra di quello serajo. Da poi, lutti li cardinali andò a la ubedientia, zoè a inzinochiarse davanti li piedi dii Papa, facendo certe cerimonie, e poi al tornar, far da capo essi cardinali a uno a uno; da po li avochati feceno due oratione: sì chiama avochati che aricorda cose in beneficio di la Chiesia. Da poi, vene il Be e fece tre reverentie fino in terra, e poi se inchinò e li basò el piede, e il Papa l’abrazò. El Be era con li stivali in piedi come el smontò da cavalo. Et poi il Be si partì e andò in la sua camera da basso, e si serò con li nostri oratori. Ozi il Papa vene zoso, perch’el sta de suso, per andar a la camera del Re, dove el Re era serato con li nostri oratori, e subito come cl Re sepe, se li fe’ incontro, et li nostri oratori andorono aspetar il Pa- li) La carta 218 * è bianca.