361 MDXV, LUGLIO. 362 Di Andernopoli, fo letere in maestro Laza-ro hebreo medico, di 28 Mazo, di uno suo fra-delio. Par il Signor turco habbi fato acordo col So-phi, et va a ruina dii Soldan col campo verso Adua e Tarso, et par babi auto intelligentia con Aliduli, et ordina mandar la so’ armada verso Alexandria ; e altre particularità. La copia sarà posta qui soto ; ta-men dii baylo nostro nulla era, cbe ogniun si mera-vegliava. 217* Da poi disnar, fo Consejo di X con la zonta, et vene a nona uno corier di Roma, con letere di l’orator nostro, di 2 le ultime di l’instante, il sumario è questo. Come a dì 29, fo dato il stendardo over baston, per il Papa, al Magnifico come capitanio e confalonier di al Chiexia ; le cerimonie fu fate scriverò di soto per una letera particular che vidi. Item, coloquii à auti l’orator col Papa più di bore .., qual dolendosi l’orator non lassava trar le zente feva la Signoria, Soa Santità disse: «Che vi bisogna zente? s’il Re vien sì potente non aeade altre zente; tameng troverà expediente, videlicet lasar venir li cavali, con dir è di prelati etc. Poi il Papa disse: «Vi par bella cossa, Domine Orator, eh’el conte Paris Scoto in le nostre terre a Piasenza à fato cavali lizierì per la Signoria ? che vi pareria se nui fasemo sonar un tamburini su la piaza di San Marco e far fanti ? che diria la Signoria a questo?» Al Papa l’orator rispose acomodatamente: che essendo la Signoria nostra fiola di Soa Beatitudine, el non achadeva far altro, poi questo era che zà la Signoria ha dà li danari a li fanti, però bisogneria Issarli vegnir per satisfar l’obligo. Poi parlono zercha questa venuta di Pranza. E ti am coloquii col Magnifico. In conclusion voriano la Signoria si interponesse ch’el Re venisse suo amico, e li lassasse Parma et Piasenza. Item, il Papa fe’ uno edito, niun banchier dese fuora più di 100 ducali a la volta, e questo fe’ per li danari fo trati de lì con letere de cambio per pagarli fanti feva Zuan Corado Orsini ; per il che monsignor di Momor andò dal Papa a dolersi di questo, e eh’ el voleva trar ducati 200 per suo viver, e il banchier non li voleva dar. Il Papa disse non femo per vui, ma per venitiani, e che lui orator trazesse quello el voi. Item, par il Cardinal San Severin fusse dal Papa, dicendo aver letere di Ambosia, di 24, ch’el Re a dì 26 partiva per Lion, exortando Soa Santità a volersi risolver et esser col Christianissimo Re. Item, il Papa dubita molto di questa venuta dii Re in Italia, et Zenoa, si tien, sia con Franza ; nè acade dir altro. Item, la Magnifica ha auto aviso di Savoia, che zà francesi haveano preso li passi a pò di monti su quel di Sa- voja. Item, a dì primo era slà fato le exequie di madona Conlesina Redolii sorela dii Papa, eh’è morta lì a Roma el sepulta in Santo Aguslino, el fu hono-revole exequie. Item, è letere nel Papa, di 20, di Ainbosa, et di 24 da Lion, come quel suo nepole va al Roy, era zonlo a Lion et partiva per Ambosa per andar a trovar il Roy. Item, avisa l’orator yspano à dato al Papa la chinea per il censo del reame ; il Papa l’aceto et la mandò a donar a so cugna’ la Magnifica. Sumario di nove di Roma, per letere di Ferara, 218 di 3 Luio, al suo secretano è qui, domino Bernardin di Prosperi. Come a dì 29 Zugno, el dì de San Piero, a Roma, la matina, Nostro Signor celebrò una messa cantata, dopo la qual comparsero el signor di Piombili e il signor Federico da Bozolo armati con do stendardi in mano con le arme de Santa Chiesa l’uno, l’altro con l’arma dii Papa, qual Soa Santità li bene-dì, poi furono inastali e presentati al Magnifico. E sua signoria era vestita galantemente senza arme, e sopra uno bel corsiero ricamente guarnito con 10 sta-fìeri inanti vestili a la sua divisa fata a scachi d’oro e raso bianco, acompagualo da l’orator inglese, dal nostro videlicet, di Ferara, dal signor Marco Antonio Colona, dal conte di Piliano e altri zentilhomeni, e da la fameia dii Papa. Con li do stendardi inanti, portali per li prefati signori, andete a caxa di sua signoria, dove però la non habita, e ivi era la sua consorte e le sorele de Nostro Signor, e stetcno in gran Irium-phi e feste. Dovea partir per Bologna, dove si fa la la massa di le zente di la Chiesia e di quelle di fiorentini; sarano lanze 1200, fanti 10 milia. 11 Papa fa ogni cossa per trovar danari, e voi relenir tutti i salarii di le roche di la Chiesia etc. A dì primo Luio, fu fato le exequie in Santo Au-gustino di madona Contesina Rodolfi sorela dii Papa, morta lì a Roma, et madre dii Cardinal ; et poi vi andoe la Magnifica in la sua leticha, vestita di veludo negro, con le sue damisele a dolersi col Papa, e cussi feno le fameglie di reverendissimi cardinali che si andono a doler. Sumario di letere di sier Marin Zorzi doctor, orator nostro in corte, di 2 Luio, di Roma, drizate a sier Mafio Lion suo zenero. El dì de Santo Pietro fu dito una messa papale, dove el Papa se vestite de more, et fu astanti 4