493 mdxiii, E1 Colegio di savii si reduse et consullono de agendis. Di campo, dal Bassanello fo letere, di ozi, da matina. Come il signor capitanio zeneral era parlilo e andato a Treviso a veder quella terra con 20 cavali, et driedo si levava sier Domenego Contarmi provedador zeneral per andar a farli compagnia. De’ inimici haveano esser ancora a San Bonifazio, nè erano mossi; imo si dizeva liaveano mandato l’arlelarie grosse a San Martin. 260 Exemplum 1513, die 13 Iulii in Maiorì Consilio. L’ è da dar ogni comodità a quelli che ne le presente occurrenlie se conferirono personalmente a la defension de Padoa et Treviso per l’aflectioiie et carità i hanno alla propria patria, et però L’anderà parte, che tutti quelli zentilhomeni nostri che nuderanno de prcesenti a Padoa et a Treviso per defension et securtà de quelle due cità importantissime al Stato nostro, per el tempo i starano in diete cità a custodia de quelle, et per mesi sei da poi ritornati, possano, non obstante alcun debito i avesseno cimi la Signoria nostra, esser provadi in ogni luogo, officio, rezimento et conseglio, possen-dosi etiam i prediefi dar i tituli de esser, et esser stàai servitù de la Signoria nostra in diete cità, come al presente se observa. Tutti veramente quelli che voranno andar, siano tenuti per tutto domati haversi dato in nota a la cancellarla nostra cum i homeni i voranno andar et siano poi publicati, si nel primo Conseglio di Pregadi, come nel primo Mazor Conseglio. Et da mo sia preso che quelli citadini nostri, che voranno andar ad servir cum le persone in le cità predictc, habiano el beneficio de quo supra, videlicet che i sui debili siano suspesi per mesi sei da poi el suo ritorno. 261 Di sier Andrea Grifi procurator, provedador zeneral in Padoa, fo letere di questa matina. Dii suo zonzer eri sera li, e al Portello scontrò il capitanio zeneral, qual li locò la man e li disse veniva a Treviso, et monlò in una barella picola. Questa note vene zoso a Uriago, e de li saria stà le ca-valchadure per Treviso. Scrive zercha Padoa quello li par bisogno, e si mandi monition, farine et danari et altro, ut in litteris. Di rectori dì Padoa. Zercha quello bisogna. 11 numero di fermenti, hanno da stera 100 milia, fanno LUGLIO. ' 494 molini a man el hanno comcnzà a far mnsenar; vo-leno malvasie, ogii, polvere per non esser a suficien-tia, e altro. Scrivono, zercha li vicentini e altri, è gran falicha a farli venir via. Di Ravena, di uno Hironimo Coltrer, et di Chioza, dii podestà. Como zà è fati da fatili 1000 di quelli novi, e si mandi barche a levarli, c i loro danari siano a Chioza; et fo terminalo mandar da matina Francesco Duodo rasonato con li danSri a Chioza, et scrito a Chioza mandi lo barche. Nolo. Il capetanio zeneral è di opinion far cerio baslion in triangulo di fuora di la Saonaruola fin Coalonga ; saria cossa di gran tempo. Il forzo non sento, e lui è fermo di opinion. Item, fa conzar il bastion di la Sarasinescha eie. È da saper, in questa note pasada fo relenuto per ladro uuo sier Sobastian Bolani qu. sier Marco; et etiam per avanti fo retenuto uno sier Lorenzo Polani di sier Bernardin. Et uno sier Alexandro Na-vaier di sier Micbiel, incolpado etiam per ladro, fu-zite; sichè è di gran querele di questi nostri zenli-lhomoni che vanno robando ctc. Dì Spagna, di sier Zuan lìadoer dotor, ca-valier, orator nostro, da Vajadolit, di '10 Zu-gno, trate di zi fra, ozi in Colegio di savii fo lede. Scrive corno il Re à ’uto la nova di la rola data per sguizari a’ francesi, et coloquii abuti con la Calo-licha Alleza, et che ’1 voi romper la trieva a Franza, e zà à mandato al Caydo......di la Donzela con zonte a recuperar do castelli nel regno di Navara che li à ribelalo, zoè nominati Lusa et Agramonle, quali erano li do partesani di Navara. A dì 11. La matina molti zentilhomeni si an- 261 * dono a dar in nota in canzelaria, ehi a Padoa, e chi a Trevixo, chi con fanti e chi no, sicome dirò di solo chi sono, e il forzo debitori. Etiam veneno in Colegio alcuni a oferirsi, che sono pur debitori, per aver il beneficio di la lezo; et questo ben ho fato mi per le parole dissi a Gran Consejo. Vene uno lurcho con una caxacha d’oro e uno driedo, disse era messo di Charzego bassà cugnado . dii Signor turclio, et apresenlò una letera al Principe, dicendo si facesse tradur e poi exponoriaquanto li ha commesso il bassà. Vene uno messo, vieti di Bergamo, zovene, qual portò letere di Zuan Piero Stella secretano nostro apresso sguizari, di ..., da Zurich; il sumano dirò poi. Et referì aver fato la volta di Bergamo, et come è vero di danari di la (aia che il Ca-gnolin vene di Crema far lì in Bergamo con intelli-genlia di alcuni di ordine dii capetanio di le fantarie,