367 MDXIII, GIUGNO. 368 con tulli li feramenti. ut in parte: 39 di no, 1174 de si, e fu presa. Sono loro procuratori sier Alvise Michiel qu. sier Fanlin, sier Ilironimo Grimani di sier Antonio procuralor, quali comparseno a la Signoria, et il terzo non era in la terra, eh’ è sier An-192 tonio Condolmer. Le qual monache, numero 6, à zà fato la chiexia di legname et certe habitalion li da drio Santo Antonio. È tra queste done una, la qual ha edificato lei do altri monasteri di San Joseph, uno a Verona, l’altro a Salò etc. Fu posta la gratia di sier Marco Landò protho-notario, potersi apelar di una sententia fata per sier Christofal di Prioli, olim podestà di Montagnana, di la qual, per le guerre, non si ha apelà ; dimanda potersi mo apelar ; et fu presa. Di campo, fo letere ozi pur da Caxaì Moro, di 10, ore 24. Come mandano letere aule di Crema e l’hano aperte. A dì 13, da matina, fo Santo Antonio, vene queste letere : Di Bergamo, di sier Bortolamio da Mosto provedador, di 9. Avisa come era ritornalo uno suo fidato nominato in le letere, el qual andò a li dì pa-sati, in campo di francesi per la via de lì con letere di la Signoria nostra drizate a sier Andrea Griti, et fo a dì 29 dii pasato. Referisse aver dato le letere al predito Griti, el qual volse stesse in campo con lui, e cussi resloe, et si ha trovato al fato d’arme con sguizari, qual fo a dì 6, a hore .. . . , in campagna tra Vegevene e Trecà ; et che avendo auto notitia venivano contra francesi da 25 milia sguizari calati zoso per vie insolite et inasuete, che li capitani francesi si preparono a la bataglia, et diti sguizari propinqui feno tre squadroni, il primo dì 12 milia, li altri do partino li altri ; et che francesi con le arle-larie feno il dover in loro ; e cussi come si andavano movendo, cussi etiam le artellarie sì voltava, qual era governade da uno capitanio chiamato el Gran Diavolo ; et de’ diti primo squadròn, fo morti quasi tuti. Poi vene il secondo squadron per fìancho, dove erano le fantarie lanzinech, e fono a le man, e di questi ne fo morti bona parte, e cussi tutte le dite fantarie di franzesi et qualche cavalo ma pochi ; adeo il terzo squadron di sguizari se ritrasse in Novara, et cussi francesi, zoè li cavali, in Vegevene, nè si trovava dito capitanio Gran Diavolo. E domino Camilo Triulzi, fiol naturai di missier Zuan Jacomo, dise aver visto dito signor Zuan Jacomo a cavalo in uno squadron lì in Vegevene, e cussi sier Andrea Griti sopra uno cavalo liardo ; sichè stanno bene. Di monsignor di la Trimolia non dice nulla ; e francesi è restà vin- citori ma batudi ; et è stati morti, di sguizari, numero 14 milia. Che francesi voleano ritornar in Alexan- 192* dria di la Paia, e lì rinforzarsi di fantarie e altre lan-ze che ivi erano. L’artelarie francese una volta è perse tutte e li cariazi, nè in questo fato si à impazato spagnoli. Beni, dito provedador di Bergamo scrive che milanesi, quali bastano depredato su quel teri-torio di Bergamo, hora restituivano volunlarie la preda ; eh’ è signal francesi non è roti. Bi Crema, dii capitanio sier Bortolamio Contarmi, di 10. Scrive la depositione di do ve- . nuli di campo, quali è sfati al fato d’arme fe’ sguizari con francesi, videlicet uno francese fante et uno italiano. Narano quasi utsupra ; e di la grande oc-cision fata di sguizari, e li cavali francesi non hanno auto danno, ma ben le fantarie lanzinech e altre, e l’artelarie prese etc. Scrive zercha provision fa lì, e atende a far condur biave dentro di le nove. 11 capitanio di le fantarie sta con bon cuor ; spagnoli sono con loro campo al solito alozamento a la Trebia, nè sono mossi. In Cremona introe uno Palavisin per dito Ducha. Item, come erano venuti da lui capitanio do nontii dii signor Antonio Maria Palevisin a dirli a boca quello scrisse è vero di la rota e strage fo fata, come avisoe. Bem, lì in Crema era zonto el baron Contin francese con 20 homeni d’arme, era verso Como e fuzìte lì. Bi campo, di Valezo, dii provedador generai, di 11, hore 24. Dii partirsi col campo quella matina di Caxal Moro e venuto lì, et dii zonzer nel nostro campo domino Sagramoro Visconte con 40 over 50 lanze, et Zuan Bernardin Carazolo con 300 cavali lizieri, erano dii campo francese, sicome scris-seno dover venir. Bem, che hanno leto le letere di Crema e Bergamo con li avisi ; et come il capitanio zeneral à scrito una letera a li capetanii francesi con notificarli dove i sono venuti nostri e la causa, et che non paserano I’ Adexe, ma erano retrati per più segurtà di l’exercito, dubitando dii campo di Spagna. Et hora, che à inteso li successi, li avisa esser tutto l’exercito a’ comandi loro, et si vorano el vadi avanti, verano ; in questo mezo vederano di aver Verona o qualche altro loco comodo a l’impresa, con altre parole, ut in ea. La qual letera, avendola, la copia sarà notada qui avanti. Itcm scrive, si farà il ponte a Bo-naigo et Albarè ma non paserano, e voleano venir a tuor l’impresa de Lignago, dove intendeno è pochi fanti, numero....., et non vi è artelarie da conto, 193 et sarà facile impresa; et come la matina per tempo si leverano etc. Di Buigo, di sier Donado da Leze podestà