281 MDXIII, NOVEMBRE. 282 A la fabrica dii bastion Impossibele. Sier Toma Moresini qu. sier Piero. Sier Alvise Bembo qu. sier Polo. Altri sentilomeni non posti in exercitio. Sier Zuan Arimondo qu. sier Zorzi, eastelan di Vicenza. Sier Francesco da Molin qu. sier Timoteo, podestà di Este. Sier Piero Alvise Barbaro di sier Zacaria, podestà di Moncelese. Sier Antonio da Mula qu. sier Polo. Sier Carlo Marin qu. sier Antonio dotor. Sier Jacomo Foscari qu. sier Nicolò. Sier Ilironimo Pisani qu. sier Francesco dal Banco. Benedeto Ambrosani vicario di Conselve. A dì 5, la matina. Fo in Colegio l’orator dii Papa ; etiam fo l’orator di Pranza. E nula fo di novo. Da poi disnar, fo Pregadi ; et leto letera di Pa-doa di sta mane di reofori, savii, provedadori. Come hanno, eri, a bore 22, i nimici introno in Este, zoè parte dii campo, cavali 100, fanti 200, e’1 resto a Lozo, il viceré è a Cotogna e li intorno. E par che ozi alcuni inimici siano corsi fino a la Mola, eh’è propinqua a Moncelese. Tarnen la Signoria scrisse con il Senato qui a Padoa, che dovessamo mantenir de aver levato le ofese, e non si lassi ussir li slratioli e cavali lizieri fuori, ma ben si lazi bone guarde. Et a Padova ogni zorno si fa le monstre di slratioli su el Prà di la Valle a la casa dii capitanio zeneral, e se li dà danari, e alcuni vien cassi, et vi é presente il capitanio zeneral e sier Domenego Contarmi proveda-dor zeneral, e talvolta va sier Cristofal Moro etiam provedador zeneral. Fu poslo per li savii d’acordo una lettera a Roma ............... El Pregadi veneno zoso a ore 24 tutti, di bona voia. Noto. In questo zorno zonse a Padoa uno Gol dii qu. domino Antonio di Pii nominato Vetor, era pre-son a Verona, et vene insieme con uno Irombeta di Verona, et é venuto per aver il conlracambio d’uno todesco è preson a Venetia. A dì 6, domenega. Qui a Padoa se intese i nimici esser fin hore 17 a Este, et il viceré alozato a Montagnana, il resto dii campo di spagnoli a Colo-gna, e le zente dii Papa etiam loro. Et è da saper, sier Donado da Leze podestà e capitanio di Ruigo, intendendo il risonar dii campo spagnolo verso il Polesene, si parli di Ruigo in questi zorni e vene a l’Anguilara, e cussi erano venuti sier Lorenzo Gradenigo podestà di Badia, e sier Nicolò Trun podestà di Lendenara. Ma per la Signoria li fo scrito non dubitasse, e dovesse ritornar sopra il Polesene et ai loro rezemenli, perché venendo le zente pontificie, aràno di loro bona compagnia, et cussi essi reclori lornono. Di Crema, fo lettere di sier Bortolo Con-tarini capitanio e provedador. Con a visi ch’el signor Prospero Colona capitanio dii duca di Milan era alozalo a li Urzi e de lì via, e fato laiar alcune strade aziò non vadino vituarie in Crema. Itcm, come a Milan erano zonti 20 oratori sguizari per aver il castello, che ancora si tien per Pranza. E non Io hanno potuto aver da quel castellai), e meno l’à-rano per via dii Duca, perché lo voi per lui justa lo acordo fallo. È da saper, inteso l’orator pontificio come el viceré era alozato a Montagnana e venuto soe zenlc a Este, subilo li scrisse una letera meravegliandosi che non volesse obedir al Pontefice, e voler levar le ofese, e dove prima erano col campo a Vicenza, par siano venuti mò più propinqui a Padoa, eh’è lì a Este, etc. E che saria buono s’il se potesse andar alozar di là de l’Adexe ; con altre parole etc. E mandò il deto suo nontio, qual zonto a Padoa iterum ritornoe al viceré, e in questa sera ritornò a Padoa con la risposta di la lettera e con uno Irombeta vene con lui fino a Montagnana del prefato viceré. E li risponde : che voi aspetar lelere dii Curzense a posla dii qual slà con le zente, et quello li comanderà farà, e come é alozali sopra quel di l’Imperator, e non si voleno partir ni pasar l’Adexe per niun modo. E per esser l’ora larda, le dite letere fono expedìle perca-valaro a la Signoria, et il nontio stè la noie qui a riposarsi. E si ha, i nimici a Este esser cavali 100, fanti 200, e aspelavano uno altro colonelo di fanti, et fino ore 17 erano lì. E ha fato certa restara di acqua serar per ingrossar le acque, si dize aziò possino venirli vituarie. Il viceré è con il resto a Montagnana, Cotogna e de lì intorno. Si dice voleno passar l’Adexe. Le zente dii Papa vanno su el Polesene per passar Po, e andar via. Di Cao d'Istria, de sier Nicolò Zorzi pode- 1G7 sta et capitanio fo letere. Come era stà preso uno breganlin di triestini capitado lì ; et per quel capitanio cesareo era stà mandà li fosse renduto, atento