320 MDXI1I, NOVEMBRE. 330 tardi sier Domenego Gontarini, esortandolo a non si partir e star doman qui a la sua intrata nel capitani;! di la terra; e fu contento restar. F.l qual fo a visitar suo cognato signor Bortolo, col qual parlono molto s’il dovea mantener fede al viceré, over non. E! qual viceré non voleva el venisse a Venecia, e lui ha voluto venir et andar in Colegio; et cussi fu scrito a la Signoria. Da poi disnar, fo Consejo di X con la zonta. Noto. In lettere di Roma di 15 ozi lecte in Colegio, par il Curzense non habi voluto, come ho dito, tuor il capello a Viterbo. Et tamquam alter ponti-fex ha fato mandati in la Marca e Romagna, che ninna vituaria sia condota a Venecia. Ha con sì Calu-ro di Cao d’Istrla dolor, alias sopracomito nostro, ora in esilio, el qual voleva mandar a Napoli per armar et danizar i lochi di la Signoria nostra. El Papa è disposto a la pace, e tergiversando i nìmici nostri, se conzonzerà con il re di Franza e la Signoria nostra. Item, par el Curzense, come locotenente di lo Imperator in Italia, abbi mandato li editi soprascripli, rhe non ha alcuna autorità di impazarsi in Romagna e Marcha, che sono terre sottoposte a la Chiexia. 103 A dì 20, domenega. La matina nulla fo di novo; solum se intese dii zonzer dii Bajon a Padoa, come ho scriplo ; e doman si aspeta a Venecia; cussi scrivo perchè io era a Padoa. Da poi disnar, fo Gran Consejo. Fo publicà sicr Piero Bernardo qu. sier Hironimo, che promisse mandar da 20 homeni in suso da Liesna, e non mandò, ha dato per questo a li camerlengi di Comun ducati 50, e ducati 300 per danari promesse di prestar altre volte, e non avia prestato. Fu posto, per li consieri, dar sei balestrarie a sier Andrea Contarmi qu. sier Ambruoxo, qual fu preso castelan dii castel di Brexa e menalo preson in Franza, dove è stato anni 4, ut in parte. Ave .... e fu presa, videlicet uua balestrarla a l’anno su le galie di mercà. Fu falò election, et fono nominati alcuni ch’è stali a la custodia di Padoa e Treviso, et che sono al presente, e tamen cazeleno come nel Consejo a par, et è mal fato. In questo zorno a Padoa, la matina per tempo, sier Domenego Contarini provedador zeneral, avendo jusla le lettere dii Senato terminato far la sua in-trada capilanio di la terra, avendo fato preparar il palazo benissimo di robe sue venute di Venecia, e la sala drio la camera dii capitanio atorno di tavole, dove fe’ convito a persone cento e più da conto invidate per lui, e doman ne farà uno altro. E cussi si andoe a messa al Duomo tulli, zoè el signor Teodoro Triulzi, il capitanio zeneral, il governador Zuan Bajon, sier Batista Morexini podestà, sicr Alvise E-mo capilanio, sier Crislofal Moro provedador zeneral, sier Domenego Trivisan el cavalicr procuralor savio dii Consejo, sier Piero Balbi non vene che si resentiva, et poi tutti li homeni da campo, conte Guido Rangon, conte Hironimo....., Zuan Paulo Manfron e suo Gol, Mercurio Bua, e altri tutti capi di stratioti, e da CO zentilomeni e più, sier Nicolò Vendramin provedador, esecutor, sier Filippo Basa-dona pagador, sier Marco Malipiero camerlengo, sier Bernardo Boldù castelan; eravi etimi el signor Chiapino fiol fo dii conte di Pitiano. F.l aldila in domo messa cantata, poi con le trombe avanti et esso sicr Domenego Contarini vestito a la longa di veludo alto e basso da retor, e non a la curta come andava da provedador di campo, e venuti sopra la piaza jusla il solito, sier Alvise Emo li consignoe el rezimenlo, et volse andar di longo in Porzia a montar in barca per ripatriar, e cussi tutti li soprannominati Io acom-pagnoe a la barca, e lì tolseno licentia. E poi rilor- 193* norono a pranzo in palazo col capilanio, qual fu degno, non però fasani e pernise molti, perchè non si potè trovar per esser i nimici signori di quelle, per aver auto il Polesene in loro dominio. A pranzo n. 101, et poi disnar fu cantato la musica del signor capilanio. E stato alquanto, tutti poi andono a loro abitatione. Et in questa sera il Bajon partì per Ve-necia. Questa è la nota fo decliiarida in Gran Consejo di sier Pietro Bernardo. Fo dechiarido ozi nel Mazor Consejo, per il can-zalier grando, e cussi è notà in Notaiorio 25, quesle formai parole : « Signori excellentissimi, el si fa indubitata fede a le Signorie Vostre, ch’el nobel homo sier Piero Bernardo, fo di sier Hironimo, ha justificà aver aleso quanto l’ha promesso, cerca el mandar de li homeni a Padoa et Treviso, et più presto ha ofer- 10 di più che manco, et però merita esser laudato da vostre signorie » A dì 21, limi. Da matina vene in Colegio sier 104 Alvise Emo venuto capitanio di Padoa, et referi di quelle cosse justa il solito, e laudò li zentilomeni, tra 11 qual io Murili Sanuto in specie fui nominato, per il cargo avia di dar le legne dii guasto a la terra ; locò molle parie, c di la terra zoè dii populo, che pochi citadini vi è, et di la camera, e di le fabriche fa il