107 MDXIII, SETTEMBRE. 108 Di Mestre, di sier Nicolò Balastro podestà e capitanio, di eri sera. Come lutti è fuziti, e resta solo in la rocha e il capitanio di cavalari con alcune zente, e sier Marin Michiel castelan per grafia. Di sier Hironimo da Canal di sier Bernardin, electo capitanio di le galie di Alessandria, da Margera. Come era lì, e i nimici. venivano tuta via, et scaramuzava con loro, e si mandi presidio, artilaric eie. E fo spazà alcuni fanti soto il fìol di Ja-comin di Valtrompia, che qui si ritrovava, e mandati ozi a San Zulian con barche di Padoa. Io li vidi ozi andar. Li patroni a 1’ arsenal tutavia mandava artel-larie e monizion Cuora etc. ma le provision non si fa che si doveria. Fo mandati li capitanii di le barche dii Consejo di X, lutti verso San Zulian, acciò si mantenesse qual passo. Di Padoa, fo letere dii capitanio venerai e dii provedador venerai sier Andrea Loredan. Rispondeno zercha l’ussida, promete indubitata vittoria, e si mandi zente di qui a custodia di Padoa. Dii Treviso, dii governador venerai. Come non dubita, e si stagi di bon animo di quella terra, e si fa ogni provision. E il podestà in consonantia scrive. * Di Constantinopoli, di sier Antonio Zusti-nian dotor, orator nostro, fo letere, date in Pera, a dì 15 et 16 avosto. Dii zonzere lì con la ga-lia, et esser stà onorato et carezato per nome dii Signor, e preparatoli bon alozamento. E1 qual Signor, è fuora zornate do a lochi di piacer per fuzer la peste, la qual lì a Constantinopoli fa pur processo; et altro ut in litteris. Di sier Lunardo Zustinian, baylo, di 16, le ultime. De occurrentiis, e dii zonzer di l’orator nostro de lì ; nulla da conto. Di sier Marco Antonio da Canal, capitanio di le galie di Baruto, da Caxopo, a dì.... Septembrio. Scrive la sua navigation; lì è tempi contrarii. Da Cataro, di sier Anvolo Malipiero, retor e provedador, di ... Come li è stratioti, numero .. i quali fanno molti danni, vedendo non aver il modo dii viver, et voleno meter a saco il teritorio vedendo non esser mandati a lo guadagno in Puia, come credevano si dovesse andar. Siche lui li intertien con bone parole, ma si scusa non poi più. Dii provedador di V armada, sier Vicenvo Capelo, date a Curvola in galia, a dì 23. Come è lì, e aspeta mandato nostro quello abbi a far le galie vechie ; vocifera venir a disarmar. Ila nova di Puia, il viceré li ha mandato cavali.....et la Reina 200 balestrieri, siché i provedono ai soi lochi. Da poi disnar, fo menato dal Principe uno pre-son colognese con ferite, è stà preso da li nostri a Margera. Dice il campo vien a Mestre certo, e voleno brusar tutto, poi si dice anderano in Friul, che farano la volta di Citadela e Bassan danizando il paese, e passerano la Brenta, et anderano a Vicenza, poi a Verona, e li todeschi resterano in Verona, e li spagnoli in li borgi. E sono tutti a la liziera, e vie-neno con pessimo animo di far quanto mal i poleno, maxime todeschi, et spagnoli non brasano ma fanno presoni. Se intese, i nimici levati eri di Piove di Saco aver brasato alcune case di zentilhomeni e di altri, et alcune non aver toco, e aver passà tutto il campo la Brenta a la cha’ dii Dolo, brasato e ruinato quante case hanno trovato, e a le Gambarare, a San Bruson brusà assa’ case di Valieri e Badoeri et altri. Item, vegnando di padoana, hanno brusà molte case poste su la Brenta, et hanno passato la Brenta a guazo, eh’ é bassa a la cha’ dii Dolo, tutto il campo e il viceré. Hor ozi i nimici venuti in Miran, hanno passà de lì via, e sono venuti di longo per alozar questa note a Mestre; e zà si vede fuogi graudissimi a Margera che brasano per lutto, quelle osterie vien brusa-de, etc. Io andai in cao di Canareió, perché fui nominato di la zonta, e non potei andar a Consejo, e vidi fuogi grandissimi a Margera, e tutte le rive di Canareio erano piene di persone a veder li villani con feme-ne, puti e robe su le strade; era gran compassion, né si vedea provision alcuna, che in questi casi saria di esser facte grandissime provision. Dio volesse fusse in Colegio, come 7 volte son stato savio ai ordeni, che aricorderìa assa’ provision ; ma nulla si feva, e tutti si doleva di questo governo. I nimici alozerano a Mestre questa nocte, e si dice doman si leverano e bruserano Mestre. E nota, intrati in li borgi, el viceré alozò in certa casa, e la roca si teniva, e l’ebeno per forza con occision di quanti erano dentro ; fato preson sier Marin Michiel castelan, e uno Domenego da Vanzo, e uno sier Zuan Memo fìol di sier Nicolò eh’ è bandizato ; il resto tutti amazono; etiam alcuni vechi e done vechie, erano lì, fo amazate. Et sier Hironimo da Canal, sopranominato, si re-trete a San Zulian, e lì si fé forte con quelli fanti l’havea per numero in tutto____E i nimici preseno tre barche nostre; et veneno con furia a la torre di Margera, eh’ era di fìoli fo di sier Mafio di Prioli, e