549 MDXIV, FEBBRAIO. 550 gnerà el Cardinal Santa Maria in Portego aiuti questa soa fameglìa. Et osi vene letere di Roma, di l’orator nostro sier Riero Landò, di 6, ore 6 di note, venute molto presto. £t fo lecte da li savìi; qual per esser de importanza, compito le esequie, el Principe con la Signoria, tolta licentia da li oratori, si redu-seno in Golegio di savi, et fo lette iterum ditte letere et steteno fino ore do di note: il summario di le qual è questo : 320 Dì Roma, lettere di Vorator nostro, di 6. Colloqui dii Papa con ditto orator nostro : le trieve dia esser fate tra la Signoria nostra e l’imperador e Spagna, et voi per uno anno; ma voleno ducati 40 milia almeno, con le condition prolocute. 320* Di Feltre, di sier Hironimo Barharigo podestà et capitanio. Come ha auto aviso dal capita-ilio de Ivan et da Matio Rubia capo dii Tesin, esser zonto al Borgo fanti 1500 alemanni capo Andrea Le-tistener, era prexon a Venecia et Cristoforo Calepin, et si dize sono per venir a Feltre a depredar quel resto di le cenere de quella olim povera tera, unde esso podestà ha mandato comandamenti al teritorio stagino in arme, e scrito a Lorenzino da Bassan, qual è con li cavalli lizieri alozato a Conejan, stagino preparati, et ha scritto a quelli di Mei et Lesena fazino el simele; sichè spera si defenderano, et over varen-terà quel loco da li nemici, over lui podestà si salverà per esser de lì ben voluto. Et compite l’esequie, venuto el Principe con la Signoria a San Marco, si reduseno in Colegio, come ho notato di sopra. Gionse in questa sera sier Vincenzo Tiepolo di sier Hironimo, sopracomito, vien di Padova, dove è stato con li homeni di la sua galìa a servir la Signoria nostra; tamen aveva credito come sopracomito. Et zà tre zorni etiam è venuto pur di Padoa sier Piero Polani qu. sier Jacomo stato sopracomito ut supra, lì qual do vanno in Pregadi per uno anno, justa la parte presa in Consejo di X. A dì 11, la matina. Nulla fu da conto. Letere dì Padoa, al solito, i nemici si dice voleno andar a tuor Citadelìa, la qual zà per el signor capitanio è stà provista etc. Item, si mandi danari per pagar le zente, aliter seguirà gran disordeni. Di Feltre, di 9, hore 5. Come ì nemici erano zontì a la Scala mia 10 lontan di Feltre, zoo fanti 300 et cavalli 50, capi Andrea Letistener et Cristo-foro Calepin, come scrissi, et hanno tolto ditto loco e castello di la Scala. Et ha auto lettere esso podestà che si lievi di Feltre; ha mandato Lorenzin da Bas- sano con cavalli 25 lizieri a l’incontro di essi nemici. Et per quello ha, quelli di Arsiè e di Fonzas teritorio feltrili, hanno mandato messi contra li ditti nemici per conzar i fatti loro. Dii ditto, adì 9 ore 21. Come ozi lui podestà andò in Arsiè a esortarli stesseno fedeli a la Signoria e cussi fe’ a Fonzas, el trovono tutti quelli homeni in arme. Era ivi Lorenzin da Bassan, et poi che ebbe esortati a far da valenti homeni, disse si altramente fevano contro la Signoria nostra, sariano minati etc. I qual risposeno voler far gaiardamenle, ma voriano subsidio di zente. Et questa matina nostri scaramu- 3*21 zono con ditti inimici a uno passo streto, e li reba-teno; ma se essi inimici desenderano, per esser gran numero, nostri non potrano resister a la larga, unde ha spazuto uno dotor citadin di Feltre a Traviso a dimandar socorso di zente. Conclude, ha bon animo, e s-’ il avesse qualche loco murado dove el potesse star non si partiria; ma ivi non è alcuna forteza. Di Gividal di Belimi, di sier Francesco Va-laresso podestà et capitanio. In consonantia, questi avisì de i nemici etc. Di Treviso, dii podestà Moro e provedador. De occurrentiis. Fo per Colegio dalo licentia a sier Vicenzo Capello provedador di l’armada, è a Padoa, vengi su la galia sua a Chioza. Item, di armar una fusta di banchi 20 patron Pasqualin Valaresso electo per condur a Ragusì l’orator dìi Turco; ha scrito a sier Anzolo Trun, è in Istria, vengi qui. In questa matina, vene in Colegio domino Bernardin di Prosperi secretario dii duca di Ferara, qual è tornato a star in questa terra et avia in suo loco sto tempo lassato domino Zuan Anlonio suo fio], et presentale letere di credenza e sentalo apresso il Prìncipe, referì la bona niente dii Signor verso questo Stado, e sì scusa non poter dimostrar con eliclo per esser ivi do nontii, uno dì l’Imperador, l’altro di Spagna, con i qual convien scorcr etc. Da poi disnar, fo Consejo di X con la zonta. Et 321 * fu preso la gralia de’ fradelli di sier Luca Barbarigo di Candia, che è qui, i qual sono stà banditi di Can-dia incolpadi di morte di un zentilhomo de lì: che siano assolti de bando, et con alcune clausule, avendo la pase etc. ; et loro ha donado ducati 1000 a la Signorìa nostra. Et fu presa. Item, fu preso che Hironimo dii Toso vicentin, qual impresta ducati 300 a la Signoria..... Item, che ... Berengo che fu condanaio, andava scrivan di galia, qual dona a la Signorìa ducali CO, et è assolto. •