MDXHI, SETTEMBRE. 64 yspano; el viceré se dia partir et andar in reame con cavali 200. cose intendete di costà. E non ci occorrendo altro, per la presente faremo fine. Bene valete. Ex palatio fiorentino, die 10 Scptembris 1513. Dermi Viri Reipublicce fiorentina Balia. A tergo : Magnifico domino Petro Divitio Bibiena corniti etc. Serenissimi Domimi nostri nuntio et nostro dilectissimo. Venetiis. Di Vicenza, si ave letere di sier Nicolo Pa-squaligo podestà et capitanio, di.. . Con la copia di una letcra li scrive di 15, ore 2 di note da Zodano, uno Daniel trombeta omo dii signor Zuan Paulo Manfron. Avisa il patron non era lì, e come i nimiei, avisa, che eri lui si partì dii dito campo inimico, qual ha mandato le artellurie di là di l’Adese tutte, exceptuando do canoni el do meze colobrine le quale tengono per guardia dii campo. Et poi hanno lacto una rassegna, a dì 13, de fanti 8000 italiani et ispani, et hanno reduli in 5600 e li altri hanno cassi. Et hanno licentiato tute le meretricie, che in pena di la forca debano ussir dii campo insieme con li fanti. Scrive aver visto do porti su l’Adexe molto tristi, el pasavano zente inaliti e indrio, per modo che in quella note si anegorono di le persone più di 40 et molti homeni d’arme. Per quello ha potuto cognoscer, i stanno di mala voia, et che passa cariazi assai per lezerir il campo, per far qualche mal efecto contra di nui, come hanno dito molti aficionatissimi a questo nostro Slado. Tamen dicono che el Cur-zense ha mandato uno comandamento a quelli capitani che debano sachizar et afogar Monlagnana, Cologna et Lonigo con tutti. Li italiani molto si doleva di questo, et fariano il possibele per obviar tal orrori. Item, ha inteso da uno milanese suo amico, che il signor Zuan Jacopo Triulzi è zonto a Ors con 1500 homeni d’arme et fanti 6000 et 1000 ar-zieri, et se aspetano altri 6000 fanti di ora in ora, e subito zonto se trasferivano di qua da’ monti. Scrive doman va in campo per scuoder alcuni presoni, a la tornata aviserà se vi sarà di novo. Item, ozi son levati 1000 fanti e vanno per la guardia di Bergamo. E levato sia tutto il campo, mandano 2000 in Verona insieme. Etiam li todeschi e il resto dii campo vano in brexana per invernar lì, e poi romagnirà el signor Prospero Colona capitanio di tutto lo exercito Copia de una lettera scrita per il capitanio ze- 39 * neral nostro a sier Nicolò Pasqualigo podestà e capitanio di Vicenza. Bartolameus Livianus Serenissimi Dominii Venetiarum capitaneus generalis. A dì 17, la matina. Essendo sta’eri el questa 41(]) note grandissimo vento di buora, una nave di sier Piero Contarmi da la Zueclia, patron sier Fantino Querini, andava in Cypro, richa di ducati 40 milia e più con merze e rezimenli, sier Marin Grifi va con-sier in Cypro e la moglie e brigata, sier Nicolò Zu-stinian el cavalìer con la moglie andava a la so baronia in Cypro, e done assai, vi andava altri rezi-menti, ma sohm questi erano suso ; or fo sì gran fortuna, era sora porto, che convene taiar l’arboro e vene arando verso Lio, unde dimandò socorso con Magnifice et durissime tanquam frater. Havemo riceputo le vostre de hoggi curn le incluse di domino Hironimo Pompeo, et tutte havemo radrizate a la Illustrissima Signoria. In risposta, non accade à dir altro a vostra magnificentia, salvo che la voglia operar clic in quella terra et territorio, quando i nimiei vengano, trovino mancho robe che sia possibele, con lar comandamento a tutti che de-biano redur le robe et bestiami loro in lochi securi olirà la Brenta, over la Piave, aut in altre parte dove non sia suspecto che i nimiei abiano ad andar ; et quanto più presto lo faranno, judicamo sii tanto più al proposito. Et circha ciò, vostra magnificentia diligentissima et circunspecta userà quella solertia et cura che recercha el besoguo. Quanto autem a la persona sua non li dicemo altro, solum che ocoren-do il caso che i nimiei exequiscano quello che si divulga hanno deliberalo far, vostra magnificentia de-bia aver cura a la securità sua et di quel lìdelissimo populo; tutavia con maturità et non avanti tempo, come se prometemo la sii per far, exortandola ad tenir boni et diligenti exploratori et star cum ogni cautione, sicliò la possi salvar e sé et il populo in tempo, dandone de ora in ora notitia de quanto la intenderà. Paduae die 15 Septenìbris 1513, ore 18. (1) La pagina 3S* è bianca, (1) La carta 40 è bianca.