307* 529 meni siati con queste galie voleno prima locar danari a l’Armamento, et poi scriversi con ditte galie. Et fono mandali ducati 500 a (’Armamento per pagar ditti galioti, de’ quali alcuni fono feriti in quelli romori di le porte, perchè vene sier Alvise Zorzi provedador a le Biave et alcuni altri palricii et ofieiali, et fono retenuli e posti in preson. In questa sera, fo mandato a Padoa ducali 1000, et a Treviso ducati 800. Di Frinì, fono letere dii loco tenente e sier Zuan Vìturi provedador generai, da Udene,di 2. Come i nimici erano adunati e doveano far la monstra, et si dice voleno andar a tuor Cividal di Friul. De che, quelli di Cividal aveano tolto in la tera quelli feni hano potuto, el il reslo voleano brasar acciò i nemici venendo non avesseno il modo di star e dar munzar a li cavali. Item, mandano avisi auli, et maxime dii provedador di Cadore, zercha i nimici e il numero che i sono etc., ut in litteris. In questo zoruo, in la nostra chiexia di San Jaco-mo di l’Orio, reduli noi parochiani fessemo il piovali. Pre’ Lorenzo prete di chiexia ave 69 di si, 13 di no, et pre’ Isaia prete di chiexia ave 46 di si, 37 di no, nè altri si messeno a la pruova. A dì 6, Domenega. Essendo eri sera nel Con-sejo di X terminato certa risposta da esser facla questa malina a l’orator dii Signor turco per il Serenissimo, fo mandalo a dir a zerea 10 patricii di so- lili che venisseno la malina vestiti di scarlato, et andasseno con barca a la Zueca per el dito orator. Et cussi andono, e veneno, tra li qual sier Gabriel Moro el cavalier, sier Piero Pasqualigo cavalier, sier Nicolò Michiel el dolor fono et veneno in Colegio. El Principe li vene contra, e posto a seder su la ca-riega davanti el Principe, di veludo cremesin. Et mandati tutti fuora chi non intrava nel Consejo di X, il Principe, li comenzò a dir come..... È da saper, come stette più di una ora in Colegio, e poi vene zoso e andò per Piaza. Assa’ persone lo vene a veder, et montoe in barca, et fu acompa-gnalo da li diti fino a casa. Ha con lui drio do con zarcolari d’oro; in tutto ha persone 28, et poi quelli di la fusta e gripo armata a Ragusi; et fino ora per la Signoria li è sta fatto le spese; mò se li dà ducati IO al dì. Non voglio restar da scriver, come el voi comprar uno diamante ponlà per ducati 1000, uno rubili bello, et alcuni panili di seda, tra li qual verde alto, basso, eie., do orinali di creslallo, ochiali di I Diarii.di M. Sanuto — Tom. XVII. 530 creslallo per il gran Bassa, che la Signoria li doni, e altre cosse, come apar nel suo memorial. Item, sa scriver latin, e si dice che sier Piero Zustinian qu. sier Marco, fradelo dii baylo, qual li fa compagnia con licentia di la Signoria, li domandò si sapeva scriver. Rispose de si, et datoli la carta aziò el scrivesse Italia, el scrisse: Tempore felici multi numerantur amici; Cum fortuna perii, nullus amicus erit. Et monstrola a lezer, e disse: « Questo ve digo, perchè il mio Signor voi ajutar questo Stado, e non 10 lassar perir ». Di Padoa, di ree tori c savii al solito, di eri sera. Come i nemici sono al solito, et dal Zuoba da sera in quìi hanno da Este adunali 150 cara; si dice per robar e partirsi. Et non lassano venir alcun fuora e intrar ; si tien vogliano andar su el Polescne. Quello sarà, avisarà. Di Treviso, dii podestà e provedador. Zerca danari. El come quelli fanti di Antonio di Castello, che li locava far la varda, non hanno voluto andar a farla la note avanti, per non esser pagati ; sichè si proveda di danari, aliter sarà mal assai. Di Poma, questa note a ore 7 vene letere di 308 V orator nostro, di ultimo. Come, a di 29, zonse 11 Papa in Roma, et coloquii auti insieme con l’oralor nostro. Come era zonlo il mandato di l’Imperador al Curzense di trattar acordo, et voler far quello voi il Papa. Et si aspelava la risposta di Spagna, qual 11011 poi star non zotizi, e s’il re di Spagna non vo-rà, che lui si scoprirà e sarà con nui, et voi far zelile; e altri coloqui. Et etiam coloquii ha aulì l’orator nostro con 1’ oralor di Pranza. Item, come era sta fato Gran Maistro di Rodi el fradelo dii Cardinal del Final, qual è a Rodi, chiamato domino Fabrizio dal Careto, qual era stà electo per li cavalieri di la Reli-gion. Item, come li sguizari si aspelava si seguisse apontamento con Pranza; ma sopratutto sguizari voleno il partito et capitolo che il re di Pranza non se impazi più in le cosse dii ducato di Milan. Di sier Vetor Lipomano, di Poma, vidi le-tera, di 31. Come il Papa era tornalo di Corneto, dove è stato con li cardinali nominati. Et il Cardinal Adriano era alozato lì in certa casa la qual cazete il colmo, e si non era uno travo che se intrezò, l’era morlo; sichè ha scapolato. Il magnifico è restato ancora a Civitavecchia, et starà per zorni 15. A Milan si dice è stà visto tre lune con sangue dentro; eh’ è signal de gran portenti. È letere di Franza, come 34 MDXIV, FEBBRAIO.