101 MDXIII, SETTEMBRE. 102 primo il Datario, poi l’arzivescovo di Firenze, poi il tesorier Bibiena, e ultimo suo nipote el Cibo, i quali introno in concistorio e andono a basar i piedi al Pontifice, e pransono con Soa Santità. Luni andera-no in concistorio publico, e il Papa li darà li capelli e li titoli. Questa matina, a dì 24, il Papa ha fato datario domino Silvio da Cortona ; voleva far tesorier el vescovo di Tricarico, e cussi si credeva facesse, ch’è quel di Canosa, ma ha fato missier Ferrando Polzeta, di natione.....In banchi è fama il Re di Spagna esser cazuto da la gioza (Gotta) e perso da una banda. 11 Cardinal Arborense, yspano,è vechio, à febre e flusso, e il Cardinal Fiesco ha la febre. Ozi spagnoli dicono sguizari ha auto Lizano per forza, e che biscaini sono intrati in Bologne, e il campo dii re de Ingaltera andava di longo a Paris. Scrive ha inteso il Papa non aver mandato breve al signor Renzo, ma ben il signor Zuan Zordan Orsini ha scrito di questo al signor Bortolo et a lui Renzo ch’el vadi a Roma, e saria capitanio di fiorentini. È letere di Napoli, come mori e turchi scoreno con fuste quelli mari, facendo gran danni, et si ha paura di la nostra armata. Item, el beneficio di l’abate Mocenigo, par l’habi auto el Cardinal Farnese per una riserva avìa, e non il Bibiena, zoo l’abatia di Co-niol di bressana. Dii dito, di 26. Come, in questa matina, è stato concistorio publico, e dato li capelli a li 4 cardinali, e poi li cardinali de more sono venuti a pranzo a la caxa dove steva il Papa n. 1G, in la qual stà il Cardinal San Vidal, qual lui ha voluto far la spesa, che il Papa voleva farla lui. Doman sarà capella, el vescovo Octocense canterà la messa, e sarà il dì di S. Cosma. 11 Papa farà il pranzo a li soi domestici, tra li qual sarà el fradello, episcopo Bergomense. Scrive esser lettere dii Cardinal sguizaro al signor Alberto da Carpi, di l’acordo seguito tra sguizari e francesi ; G2* il Re li dà scudi 400 milia, videlicet 100 milia de presenti e 300 milia fra certo termine, et li dà le forteze di Milan et Cremona, e se riserva sohm Ze-noa e Aste in Italia. Il campo englese è atorno Tornai. Scozesi ha auto certa vitoria contra englesi, e la reina d’Ingaltera ha revocà la sua armada che torni su l’isola. L’orator nostro è stato dal Papa. Si dize il duca di Geler con le zente si ha conzonto col campo di Franza. Dize di l’acordo, par stagi a la Signoria a farlo con l’Imperador, volendo lassar Verona e darli li danari che alias fo parlato di darli. È da saper, per lettere dii Cardinal Bibiena dri-zate a suo fratello qui, di 26, se intese il Papa averli donato la sua arma, qual porti in quarto con la sua, et Santa Maria di Loreto, zoo la intrada, la qual papa Julio l’avia data a la fabrica de San Pietro. El qual Cardinal scrisse a la Signoria et a sier Hironimo Li-pomano e sier Francesco Corner di sier Zorzi el cavalier, che sono soi amici. Questi sono li quattro cardinali novi pullicati per papa Leone X. D........Puzi, tituli Sanctorum quatuor corona- torum. Presbitero cardinali Puzii. D. Jullanus Medici, tituli Sancta; Maria; in Navicula. Diacono cardinali de Medicis. D. Bernardo Dovitio Bibiena, tituli Sanetse Maria; in porticu. Diacono cardinali Bibiena. D. Innocenlio Cibo, tituli Sanctorum Cosma; et Damiani. Diacono cardinali Cibo. Da poi disnar, fo Pregadi, et leto le lettere. Et 63 si ave di sier Vicenzo Valter, do letere da Lisa Fusina, in barca. Come i nimici erano corsi fino lì e vanno brusando per tutto, e brusà l’hostaria di Liza Fusina, e non se li poi remediar. Alcuni cavali lizieri dii conte Guido Rangon hanno scaramuzato un poco, ma non hanno potuto far nulla, e sono fu-ziti verso Mestre. Il campo tutta via passa a la Mira per venir in mestrina. E noto. Poco mancò che 6 gropi con ducati 3500, ehe si mandava cri sera a Padoa, non fu presi da i nimici a Liza Fusina, volendo passar la barca fen-zando esser nostri, ma erano inimici, e tandem ritornono scapoli, et fo mandati subito per terra per la via di Mestre, etiam ducali 1500 a Treviso, li qual tutti zonseno a salvamento. Et udendo queste voce de fuogi, per veder la verità andai fino in zima dii campami di San Marco, che si fa nuovo la zima, a bore 22, et vidi le grandissime crudeltà fanno i nimici, che si fusseno turchi non fariano pezo. Prima vidi fuogi grandissimi verso le Gambarare, poi in l’osteria di Liza Fusina e altre case, e al Moranzan, e per tutto si vedea-no fuogi grandissimi con gran fumi, adeo vidi il sol a hore 23 tutto rosso che pareva sangue per il fumo di tanti incendi ; vi andono assà brigate a veder ditti fuogi. Et se intese per la terra il campo inimico pasava la Brenta, vanno brusando per lutto, et questa noie bruserano Mestre e tutte le ville e case e altro che troverano ; et non si fa una pro-vision ! Tamen vidi alcuni fanti che per Colegio fo mandati a far, zoè contestabili come dirò di soto.