571 MDXIV, FEBBRAIO. 572 di la Signoria nostra di esser provedador zeneral, et cussi come sempre ha fato, cussi serviria, e prega sia facto capitanio in suo loco et vadi subito. Di ree tori, e sier Domenego Trivìxan el ca-valier savio dii Consejo, di eri sera Zercha occorentieet pagamento di zente et danari si mandi, e dii zonzer lì da 80 presoni fati per li nostri a Bas-san, tra li qual Gristofolo Calepin, el qual lo mande-rano in questa terra e legnirà da tre in qualro di principali; il resto di ditti fanti todeschi, spoiati da-rano a chi li ha presi et li Iasserano andar. 336 Da poi disnar, fo Consejo di X con le do zonte per scriver a Constantinopoli al baylo nostro; et cussi scrisseno et steteno fino zercha hore 4 di note. Di Friul, fo letere di Zuan Vittiri provedador zeneral in la Patria, date a Sazil, a dì 18, hore 2 di note. Come eri andoe con 70 cavali di stratioli fino a Maniago castello in la Patria, per saper qual cossa de i nimici; et intese i nimici erano in campo a Osopo castello di domino Hironimo Sa-vorgnan, et con le artellarie si avea butato le mure a terra del castello, tamen ditto missier Ilironimo, zoè quelli dentro si difeseno virilmente; et che le zente li era atorno il monte alozate da basso, e di qua dii Taiamento uno mio erano alozati li cavalli di essi inimici, et volendo andar fino al castel di Pinzan, mia cinque lontano, si retene per saper il dito loco esser tutto di la parte Savorgnan. Scrive aver inteso da uno Nicolò da Maniago fidelissimo di la Signoria nostra, el qual dava le lanze a la Signoria, come Pe-xercito de i nimici, capitanio il conte Cristoforo Frangipani, e fanti 2000 lanzichenech, 3000 cernede et cavalli 1200, hanno artellarie grosse pezi 6, sacri e fal-coneti N. 13, et che Nicolò Savorgnan ha dito, expe-dita P impresa di Osopo, verano verso Sazil e farà le zente di San Marco redur in Treviso. Scrive come il podestà di Portogruer sier Marco de Mezo li ha mandato a dimandar soccorso, et cussi li à mandato Zorzi Baldegara contestabele era in Treviso, con la sua compagnia. Damian di Tarsia, qual si partì da Cremons, par di ordine di la Signoria sia andato con li fanti lì in Treviso. In questo zorno, in do Quarantie, fo menato per li avogadori il caso che impalò in la criminal P altro zorno di retenir sier Zuan Domenego Contarmi qu. sier Julio, incolpado aver tolto il scrigno di sier Nicolò Querini Stampalia, era in la volta fo di sier Dardi Justinian olim suo cugnado, la note di l’incendio in Rialto. Et parloe primo sier Zuan Capelo P a-vogador, qual col colega messe di retenir el sopradito sier Zuan Domenego ; contradisse sier Fantin Memo el XL criminal qu. sier Lodovico e ben; poi parlò sier Orsato Zustinian P avogador; poi sier Filippo Trun el XL, qu. sier Priamo, poche parole, era hore tre di note: et andò la parte, 15 di retenir, 336* 26 non sinceri, 32 di no; iterum balotata, 12 di retenir, 24 non sincere e 37 di no, et cussi fo preso di no, di una balota ; sichè cussi va il mondo, e la justi-tia di questa terra, che 16 prende di retenir al criminal, quelli 16 medemi in do Quarantie, 4 se rimuove et vien preso di no; da che procieda lasso a chi lezerà fazi judizio. E la matina, el dito sier Zuan Domenego vene in chiesia di San Marco e la brigata si alegrava. A di 21. La matina fo gran pioza ; P orator di Hongaria fo in Colegio, solicitando licentia over danari, etc. Di Padoa. Nulla da conto, zercha danari e danari. Di Friul. Fo dito a boca, ma non era letere, che i nimici erano levati de P impresa di Osopo ; quel sarà scriverò. Da poi disnar, fo Colegio di savii ad consu-lendum. Fo mandato a Padoa ducati 1000. A dì 22. La matina pur fo pioza ; ma la note fo grandissima, et ora mai è tempo per esser stato tanto non ha piovesto. Di Padoa, letere al solito, e di Treviso zercha danari. Da poi disnar, fo Consejo de X con la zonta di presonieri, et il Colegio di savii si reduseno ad con- , sulendum. Di Poma, vene uno coricr con letere di 17, 18 et 19, parte in zifra, ma per quelle di 17: Come, a dì 16da matina, Porator nostro fo dal Papa: coloquii zercha questa trieva da esser facta, ut in litteris. Item, come è lettere d’Ingaltera di gran preparamenti feva quel Re contra Franza, el qual era sta amalato grandissimamente, poi par li fusse scoperto fsser fersa; e altre particularità. Item, per quelle di 19 : zercha la trieva, ancora il Papa non li avìa mostrato il mandato fato per li oratori cesarei e yspani, et par voglino meter chi ha si tegna, triegua per uno anno, e la Signoria li dagi ducati 50 milia, et abbi termine zorni 40 a ratificar e i nimici 2 mexi, come in le letare si contien, il sumario di le qual scriverò di solo, lete sarano in Pregadi. Et il co-rier non portò altre letere particular. Etiam zonse domino Zuan Francesco Valier fiol naturai di sier Carlo, qual è stà in caxa dii Cardinal Bibiena, con letere dii Cardinal a la Signoria, et do messi dii cardi-