MDXIII, DICEMBRE, 368 Sier Antonio Bon, fo podestà a Cliioza, qu. sier Nicolò. Sier Michiel da Leze, fo Cao di X. Sier Nicolò Michiel dotor, è di Pregadi. 1 vice di zonta granda, loco di Sier Nicolò Michiel dotor, cavalier, che è papalista e rimane. Sier Andrea Magno, fo Cao dii Consejo di X,qu. sier Stefano. A dì 7, fo Santo Ambroxio. Veneno in Cole-gio molti zentilhomcni richiesti andar a Padoa per zorni 8, et molti recusono andar, altri si oferseno; quelli anderano noterò di soto. Sier Bortolo da Mo-‘sto savio a terra ferma ha questo cargo di mandarli; et non menano fanti. Vene l’orator dii Papa. Vene l’orator di Franza. Da poi disnar fo Pregadi, et leto letere solum di Padoa. Fu posto, per li savii d’acordo, una lettera a l’orator nostro in Corte, in risposta di sue, e inteso li andamenti dii Curzense che voi protraer la materia in longo di l’acordo,che nui vedemo questa è la nostra mina, e pregemo Soa Beatitudine voy ora mai far ultimar la pratica, qual si mena in longo dal Curzense, et atender a la conservation de Italia, e voler esser con Franza, come ha dito Soa Beatitudine, perchè nui avemo lanze 1200, cavalli lizieri 1000, et averemo fanti 8000, nè mancheremo di danari e di armada, perchè senio disposti mantenirsi e difendersi, et sia certa la Soa Beatitudine voremo esser li ultimi rumati ; con altre parole di questa substantia. In conclusimi, una bona lettera e ben ditata, la qual ave 7 balote di no. Fu posto, per li savii lutti, una lettera a l’orator di Hongaria in risposta di sue, scusando la Signoria nostra si non ha dato danari al suo orator è qui, perchè non potemo avendo i minici si propinqui et convenimo pagar il nostro exercito et senio su gran spexa ; et zerca il conte Palatino, che non li avemo dato denari de li ducati 3000 dia aver per la gran spexa avemo ; e quanto aver fato paxe col Signor turco, è la solita, excepto do capitoli di mercadantia; e volemo sempre esser con quella Maestà. Item, vera il Cardinal Strigonia lì, qual conzerà tutte le cosse con quelli zercano mal. Item, vedi esso orator s’il poi aver 1000 boemi etc. Fu presa. Di Fadoa, fo letere di rectori e savii. Come hanno, quelle zente passano di là di l’Adexe dieno ritornar alozar sul nostro a Montagnana e lì intorno, e che veronesi li dano formenti aziò non stageno sul veronese. Item, i nimici hanno fatto cride, chi voi andar a comprar biave sul Polesene vadi a s. 15 il staro padoan, ai qual farano salvo conduto, etc. E questo l’hanno fato per averne assai. Item, scriveno coloqui auti col capìlanio zeneral, qual voria mandar li stratioti fuora etc. con qualche condutier e tuor il ponte di la Torre, e i nimici che sono in Este sariano posti di mezo, qual è da fanti 1000 et cavali 300 etc. Etiam il capitanio zeneral scrisse a la Signoria in conformità. Fu posto, per i consieri, levar la tansa al cance-lier di podestà di Parenzo, e fo presa. Fu posto, per li savii, una letera a Padoa al ca- 217 pitanio zeneral, che vedendo i nimici star fermi e non restar di danizar il paese, senio contenti ch’el mandi quando li par fuori li cavali lizieri e qualche homo d’arme a tuor il ponte di la Torre e serar quelli sono in Este. Parloe conira sier Andrea Trivixan el cavalier consier, qual voi indusiar. Li rispose sier Andrea Oriti procurator savio dii Consejo, poi sier Vetor Morexini parloe, qual non voi per niun modo srfazi ma si atendi a conservar Padoa eie. Andò la lettera 85 di savii, 98 di li consier che messe la indusia, et questa fu presa e fu sagrainentà el Consejo. Fu posto, per li consieri, dar libertà di certe taie a sier Alvise D’Armer baylo per certo caso li è seguito. E preso ut in eis. Et licentiato Pregadi a ore 1 di note, restò Consejo di X con la zonta, et feno tra le altre cosse sier Piero Capello fo savio dii Consejo, qu. sier Zuan procurator di zonta, in luogo di sier Piero Marzelo ch’è papalista, in la materia che si trata. Et poi caza-di li papalìsti, fono sopra il mandar dii segretario a Constantinopoli e dii modo, fino ore 3 di note. A dì 8 fo la Concezion di nostra Dona et grandissimo fredo. Di Crema, fo letere di sier Bortolo Conta-rini capitanio e provedador di 4. Et in conformità, dii capitanio di le fantarie. Come hanno auto letere dii signor Prospero Cotona che li mandò uno segretario, ch’è contento far trieva con loro, et non si ofendar e convicinar bene. Et li fo scrito per Colegio non acetasse dite trieve etc. Noto. A Zenova li ducheschi andono, fono reba-tuti, et domino Ottavian Fregoso si tien, et è amico dii re di Franza. Domino Janus di Campofregoso è a Garda a goder le sue entrate.