483 MDXIV, AGOSTO. 484 letcra aViserà il tulio. Et questa nova intesa per la terni, tulli fo aliegri: è optima nova, et fo spazalo letere con tal reporlo in campo al capilanio zencral. Ancora se inlese, per bocha di domino Lunardo Grasso prothonotario, come era venuto di Verona uno servitor di Jacomo Zandonin, qual è marche-sebo foraussito, e li à dito come il conte Brunoro di Serego havia ferito il conte di Chariali ; si la è vera, se saperà poi. Ben è vero, a li zorni passati, hessendo a parole dito conto Brunoro con Bartolomeo di Malici el cavalier, el conte di Chariati fe’ comandamento a dito conto melesse zoso le arme; qual rispose non era bon a tuorli le arme niuno se non le Cesarea Majestà ; siche adesso poiria aver seguito questo; tamen fo zanze, et non fu vero alcuna cossa. 272* A dì 30. La matina, il Principe non fo in Co-legio justa il solito. Et di campo letere. I nimici non è mossi, ma si dieno presto levar, cl si mandi danari et danari. Itcm, dii comandamento fe’ il signor capilanio zollerai, tulli li contadini si asegurasseno, altramente manderia li nostri stratioti a svalisarli loro; et cussi tulli li vilani fuziva ; era gran numero a Margera et a Liza Fusina, e barche assa’ che li alevava con loro robe e Tormenti e altro, e li conducevano in quesla terra. È da saper, ogni matina il Colegio di Rialto zercha a rabricbarlo si reduce, e fanno deliberatimi come dia esser li modelli. El per il bisogno di danaro da mandar a Padoa, perchè li fatiti parteno a furia por non esser pagati, eri sera volseno mandar ducali 1000, ma non an-dono visto la furia di chi fuziva, dubitando i nimici non coresscno a le rive ; et però fo parlato in Colegio di catar impresiedo, et fo mandato sier Hironimo Zustinian savio a terra ferma dal reverendo domino Petro Grimani do sier Antonio procuratore sta a Santo Alvixc in cha’ Gradenigo, et à assa’contanti, a pregarlo voy prestar a la Signoria qualche danar ; el qual vene con lui in Colegio e fo contento prestar ducati 1000 senza altro pegno, con questo fusse cauto; et li fo dato che si promise per sua cauzione. Etiam sier Zacaria Gabriel cassier, qual etiam prestò alcuni danari, ita clic in questa sera mandono ducali 3000 a una bota in campo. Da poi disnar, fo Consojo di X in materia di danari ; e poi nona gionse altre letere di Piasenza, di 27, dii dito Francesco da Piano. Scrive la vitoria vera di Crema, qual 1’ ;Y utà per letere dii capilanio di le fantarie ; disc morti fanti 1200, presi 200 ho- meni d’ arme, e il signor Silvio Savello con pochi reduto fuzendo in Lodi, et nostri hanno conduto in Crema assa’ vituarie trovate nel dito campo inimico dove erano, perchè da una banda era questo Silvio, da l’altra Prospero Colona ; tamen non è letere di esso capitanio, ni di sier Bartolomio Contarini capi-tanio e provedador in Crema ; ma ben di altri da Pia-senza, scrive di tal viloria, come apar per una lelera, la copia sarà qui avanti, senta per uno a sier Francesco Contarini fradello dii capitanio di Crema. Fono fati Cai dii Consejo di X per Septembrio: Sier Ilironiino Duodo, fo consier, sier Hironimo Tie-polo, fo consier, et sier Slephano Contarini, fo consier, tutti tre siali altre volle. Noto. Fo provislo con letere di cambio in questi giorni mandar a Crema ducali 2000 per letere a Piasenza. Copia de una letera data in Piacenza, scrita 273 per uno Zoachino di Marchi, data a dì 27 Avosto, drizata a sier Francesco Contarmi qu. sier Polo; nara la vitoria di Crema. Magnifico et singularissimo patron mio 1 Benché la magnificentia vostra intenderà da Bo-nardo, nostro lator presente, la destrulion ha fata lo illustrissimo Renzo al signor Silvio, non reslarò ancora mi scriver una parola. Venere, vegnendo el Sabato proximo passato, fra le sei et sete hore di noie, lo illustrissimo signor Renzo mandò li cavali lizieri con certi homeni d’arme a la volta del signor Prospero a tonirlo in arme, et M personaliter con fanti 600 e li villani andorno a Umbriano, dove alo-zava il signor Silvio, el immediate fu messo focho in lo alozamento suo et in li altri alogiamenti, ondando « Marco ! Marco ! carne, carne j>, ita che de’ homeni d’arme 250 ne sono, fra morii et minati più de 200, et de’fanti 1300 sono minati cercha 1000, ma tutti li svizeri morti ; et che il signor Silvio fuzite con tre ferite, et 8 pezi di arte-larie conduto a Crema, et hanno seguitato la victoria fino a Lodi, et spogliato tutte quelle ville di lodesana, et conduto ogni cossa in Crema: questa è una victoria de grandissima importantia. Et veramente lo illustrissimo signor Renzo merita esser esaltato tanto quanto mai fosse exaitato servitor de quello Illustrissimo Stato. Per non haver tempo, più diffusamente la magnificentia vostra intenderà el tutto da Bo-nardo etc. Placentice, die 27 Augusti 1514.