441 MDXIV, AGOSTO. 442 lan zeneral, è a l’asedio di Crema, vengi da lui a consultar ; et che i nimici, erano atorno Crema a quel bastion di San Bernardin, si erano reirati a Roma-nengo. Scrive, è mal signal de i nimici quando zer-chano medici nuovi. 249* Di sier Domenego Contarmi provedador zeneral in campo, di eri sera, vidi letere. Come vien di qui domino Mercurio Bua di hordine dii ca-pitanio zeneral, per veder li stratioti venuti si sono boni da tuor, over non ; et benché poi la Signoria scrisse non fusse mandato, tamen l’era parlilo et non si potè far restar, e cussi zonse questa malina. De i nimici, si ha sono, ut supra, a Moncelese, e che don FerandS Castrioti, uno di primi capitani di zente d’arme loro, era amalato; el qual à mandato a dimandar cosse di spiciaria in Padoa e li è sta concesse. Saria di averle mandale atosichate, aziò li capi moriseno come meritano, per li danni facti in questa terra. Item, che uno capilanio Pertilo, spagnol, à dito certo si leverano subito, et spagnoli conveni-rano andar sul milanese per esser con sguizari con-tra francesi, che veneno di qui da’ monti. Di Cavarzere, di sier Andrea Bondimier capitanio. Zercha danari si mandi per quelle barche è li, qual parte è partite zìi eie. Di Londra, fo letere, di primo Avosto, in marchadanti, ma non fu di l’orator nostro, ni in li Pasqualigi. Dicono l’acordo si tien fato, ma si tien oculto; e che tre nave erano lì, quale cargavano panine per Costantinopoli una, e do per Syo, per valuta di ducati 300 milia; e altri avisi di marcha-dantia. Da poi disnar, fo Colegio di savii ad consulcn-dum. Di Liesna, di sier Viceneo Malipiero caste-lan vidi letere, di 8 di questo. Come era zonlo de lì a salvamento, che Dio avesse voluto non fusse mai rimasto ; ma pacienlia. Zonse a dì 6, a hore 14, e trovò tutta la terra in arme; la qual era sta in arme dal primo dii mexe sin a l’ora, perchè questi nobeli havia facto gran insulti al popolo con sforzar done e altro, ita che non volse il popolo più sofrir lanta insolentia, e hanno pigliato le arme ; e la malina primo ____havia ferito uno, e pocho avanti uno altro; et ozi a dì 6, Domenega, hanno amazato do nobeli, qual venivano con lui su la nave di Venecia, et eri, Luni, a di 7, sono intrali in la terra et hanno amazato di nobeli zercha 24, tolti dove li hanno potuti bavere, nè li a valso a lui castelan, apena zonto tra loro, sempre con pregiere et lacrime dimandarli de gralia deponessero le arme, tanto erano pieni di le injurie de’ dicti nobeli ; tamen la roba non è sta tochata a alcuno. Di la sua di esso castelan non sa il conto, parlo è in castello, parte in corte dii conte, e parie ne la loza, e parte non sa dove. Dio li dia gratia di recuperarla, benché tutto il popolo li mostra grande afi-cione; cli’è sta un miracolo quello el faceva tra loro sempre in mezo di 200 spille, e tulio lo resto sla- 250 vano serali in le caxe, et maxime il conte sier Vi-cenzo Donado, che in vero non è stato senza gran pericolo. Conclude, tutti di caxa è sta per questo in gran fastidio eie. ; per una altra aviserù il tutto e dii suo viazo. A dì 17. La matina, justa il solilo, il Principe non fo in Colegio. Di campo fo letere, di eri sera, dii provedador zeneral Contarmi, in consonantia. Come, per l’impichar fece di tre stratioti fuzili da li inimici e presi, altri nostri stratioti erano in campo inimicho mandono a dir al capilanio zeneral che, volendo perdonarli, veriano ; el li mandono risponder ritornasene che li acetaria a grada. Et cussi eri veneno 22 slralioli, quali menono con loro 10 spagnoli a cavalo, prometendoli andar a far bulino, e come fono fuora dii campo 6 non volseno venir e li stratioti li amazono, tolendoli i cavali, et quatro condusseno in campo nostro. Dicono, il signor Prospero Colona si aspeta in campo, chiamato dal viceré, per con sultar quid fendum. Item, si mandi danari in campo. Da poi disnar, fo Consejo di X, et spazono letere a Roma. Item, fu asolto uno----di lo episcopo Stafileo di Sibinico, bandito di Spalato, a requisition di l’oralor di Franza che suplicò per lui. In questo zorno, fu falò la moslra di stratioti sono a Lio, venuti di Malvasia, e vi fu sier Zustignan Morexini savio a terra ferma con Francesco Duodo rasonato. E noia. La venuta di Mercurio Bua è sta per nulla, perchè il Colegio voleva meterli soto de lui, ma questi è contrarii a la sua factione, et hanno li soi capi, videlicet uno Zorzi Renesi..........; et cussi ditto Mercurio ritornoe in campo senza far altro. A dì 18. La matina il Principe, ut supra, non fo in Colegio. Di campo, dii capitanio zeneral. Solicita si mandi danari presto; e come i nimici sono a lo alzamento solilo di Moncelese, et che il conte di Monle Lion si partiva per reame per andar a meler in hordine quelle forteze di zente; et che sanno ben che francesi per tutto Septembrio non poleno esser in Italia, et però si starano a far quanto danno potrà-