455 MDX1V, AGOSTO. 456 È da saper, fino a di 16, sier Zuan da Molin qu. sier Thimoteo parti di qui per ritornar in Crema con danari eie. Ancora cri si parli sier Zuan Vituri, era prove-dador in Friul, et ritorna prexon in Gradiscila non potendo ha ver quelli do presoni di la Torre per suo rescato; per la fede data ritorna prexon. F. suo fra-delio vera di qui. Li fo balotato ducati 160, che ’1 restava aver dii suo salario. Andò e ritornò, come dirò di soto. Eri nel Consejo di X con la /.onta, fo preso e fato cauto sier Domenego Capello qu. sier Nicolò, qual vien in Pregadi per ducati 1000, à impresta altri ducati 1000, e di tutti vien fato creditor, et sarà satisfate lermene do anni con ubligation de bancho, e in questo rnezo vengi in Pregadi ; e cussi ozi el prc-falo dele li ditti ducali 1000 contadi. Fo mandato a Padoa, in questa sera, ducati 1500. È da saper, fa l’olìzio dii cassier sier Piero Trun savio a terra ferma. A dì 21. La matina, Luni, il Principe non fu in Colegio, justa il solito. Di Padoa, over di campo, eri sera fo letere. Come, zerclia 500 fanti de diverse compagnie erano andati verso Verona et haveano preso 20 cavali, e facto altri danni. Di campo mo’ questa matina letere, di eri sera. 1 nimici, al solito, si dice dieno levarsi, et si mandi danari etc. Di Cavarzere, di sier Andrea Bondimier capitanio. Come, per uno parti eri sera da Monce-lese, dove è ¡1 campo di spagnoli, nominato in le letere, à inteso che zà 40 cara di cariazi de i nimici erano levati de lì e aviati verso Verona ; et ha inteso lì in campo che si leverano Luni, eh’ è ozi, omnino. Noto. Dito capitanio è lì con barche. Di Treviso, letere di sier Hironimo da dia’ da Pexaro provedador generai, di eri sera. Come ringratiava di la eletion fata di la persona sua in consier di Veniexia oltra i soi meriti ; con altre parole etc. Di Poma, vene un corier, poi tersa, con le. tere di l’orator nostro, di 18, qual fo lede in Colegio con li Cai di X. Erano etiam di Pranza, di l’orator nostro Dandolo, da Bles, di 8, e letere di Pranza a l’orator clil Boy, è in questa terra, episcopo di Aste. Et per altre letere se intese come don Piero Querini, frate camalduense, di l'eremo, era amalato a Roma in Phabitation di domino Petro Bembo di una egritudine spudava sangue, non si sapea dove el venisse, o per rotura di vena, o quello fusse. Era sta facto colegio di 7 medici; sichè non starà bene : è gran caso : Idio el resani ! Questo è quello al seculo sier Vizenzo Querini el dotor, qu. sier Hironimo, che andò frate. Di sier Vetor Lipomano, di Poma, vidi le- 257 tere, di 18. Come havia parlato col Cardinal Santa Maria in Portico, Bìbiena, zercha l’acordo fato tra Franza e Ingaltera, e dimandatoli li franzesi verano in Italia questo anno, el qual ge rispose: k A dìrve- 10 a vui, non vegnirano. Va il Re a Cales contra soa mojer ; à cassato 9000 lanzinecb, 1000 lanze et 600 stradiotì ; ma il Papa lo dice che i vegnirà, aziò tedeschi e spagnoli vengano più presto a lo acordo con la Illustrissima Signoria, a la qual il Papa porta grande amor, e voi l’habi tutto il suo Stado ; ma non sì poi demonstrar per haver più credito con loro. Il Papa voria far l’acordo, e Verona restasse a l’Imperador con darli gran summa de oro, e poi l’Imperador vegniria in guera col re dì Franza, e con danari vi darà Verona. Sapeti chi è l’Impera-dor, el qual ha voluto vender Modena al Papa per danari, et à maridado sua neza la terza, fo fia di l’arciducha di Borgogna, nel fiol dii re di Dacia senza saputa dii re di Spagna. » Poi disse : « Quella Signorìa tien io sia spagnol, e son bon suo servitor ; so ben li ha scrìto el Querini frate che io feva mal oficio; lui era quello che scrìveva busie a la Signoria ; ch’el parlava al Papa e non li parlava, el qual li è schiopato una vena nel peto e sta male. Missier Piero Bembo mi à mandato a dimandar il mio medico ; ge l’ò mandato. » Item scrive, l’orator di Spagna è ogni dì col Papa, videliceet domino Hironimo Vidi. Scrive, come in Hongaria quelli moti seguite di lì cruciati sulevati contro li baroni et episcopi primarii dii regno, par siano stà roti da li ba* roni e preso quel loro Re, e postoli una corona bo-jente di ferro in testa, et poi con li denti dì hongari è stà manzato et morte. In Concistorio ozi è stà dato, per il Papa, l’arzìvescoado di......a......, et 11 vescoa’ di San Mallo a uno fiol dii Cardinal predito di San Mallo, francese, per renunzia, e il vescoa’ di Ossero a domino Zuan Batista di Garzoni fo dal Bancho. II Papa va a Viterbo e starà fin mezo Se-ptembrio. Item, comesi fa le noze in palazo dii signor di Piombin, ch’è venuto qui in Roma, in la neza dii Papa, di Redolii, fiorentina. Eri l’orator fo dal Papa et fo in coloquio ; tien il Papa li habbi ditto qualcossa zercha far acordo con l’Imperador overo trieve ; sichè il Papa si mostra neutral. Scrive etiam il Cardinal Bìbiena li disse il re di Franza non à var-dato a far acordo vergognoso con il re d’Ingaltera