201 MDXIV, MAGGIO. 202 Di Hong aria, di sier Antonio Surian dotor, orator nostro, di.... Aprii, qual manda la copia de ima letera scrita per l’Imperador al Signor turco, che voi mandarli uno nontio per continuar in la bona amicitia ha auto con suo padre, e voi salvoconduto. Item, scrive coloquii auti col Cardinal Strigoniense 11 a Buda zercha la cruciata voi meter come legato in Dalmatia, et la Signoria sii contenta ; demum che si dagi licentia a l’orator suo è qui, e qualcossa ch’el porli con lui, acciò il He e quelli signori non si sdegnino contra de nui ; dicendo lui è nostro amico, e si à convenuto partir di Roma per nostro amor, perchè non poteva consejar la Chiexia in quelloachadeva, e che se dicea l’era venitian, come con effeto l’è amico di la Signoria nostra. 112 * Di Maran, di domino Hironimo Savorgnan, di eri. Gom’è lì, e soto la terra è compito il bastion, qual danna quello de i nimici, adeo niun di la terra non poleno comparer. Scrive un consulto fato, qual è necessario li fanti e darli una bataja. Item, hanno mandato, per via di mar, certa vechia dentro lì i nimici, qual portava una teiera a quel capitanio nepote dii conte Cbristoforo, eh’è lì, in Maran, che li scrive dito conte di Gorizia, che i se debano difender, perchè non ponno cussi presto mandarli socorso, et vedino difendersi loro medemi, che l’Imperador li premiarà, e altre parole. Di Crema, di sier Bortolo Contarmi capitanio e provedador, di... Come il signor Prospero era venuto a____, mia____di Crema, et par voy dar il guasto; saria danno più di ducati 100 milia, e però è bon farli provision di starli a l’incontro, come il signor governador, ch’è lì, à scrito ; i nimici non sono più di lanze 250 et fanti 4000. Item, la peste in la terra è miorata. Scrive zercha danari per pagar quelle zente. Et compito di lezer le letere, introe Consejo di X con la zonta, et steteno podio, et ussito fuori introno su le parte. Fu posto, per li provedadori di comun, che tutte le robe di la Romania bassa possino venir in questa terra senza pagar decime, con ogni navilio, videlicet sede, polvere, grano, zambeloti, cere, cordovani, schiavine, valonie, tapedi, feltroni, muschii, specie menude, e cussi di altri lochi, pagando i so dacii, nè si fazi boletini di non esser debitori a li oficii. Item, che de ctetero, solo gran pene, li sanseri non vadino a far inerchantie su le fiere, come si fa, aziò dile mer-chadantie si vendino de qui. Ave 20 di no, 94 de si, e fu presa. Li provedadori di comun fono : sier Ale-xandro Pixani, sier Alvise Bon e sier Alvixe Foscari. Fu posto, per li savii dii Colegio e terra ferma e Provedadori di comun, certa parte di vender 10 bo-tege a Rialto et 4 a San Marco, quali posano vender ojo e tuor le botege a filo dove vorano, e vender ingrosso e a menudo, zoè a mesura, e non a peso ; il resto di le botege di Rialto e San Marco vendino ingrosso solamente, ut in parte. Ave 9 di no, 151 di la parte, e fu presa ; la copia è questa : 1514, die 18 Maj, in Eogatis. 113 Essendo sta più volle incantadi li inviamenti de l’oglio de Rialto e de San Marco per li Provedadori nostri di comun, et non havendosi mai possoto trovar de quelli prelio alcuno atento che per alcuni sono sta facte maone et acordi insieme, sichè niuno altro de fuori puoi incantar sopra essi inviamenti per non aver loco certo dove i possino meter li oglii sui et venderli quando i havesseno compradi dicti invia-menti, è conveniente proveder per beneficio de le cosse nostre opportunamente, perchè stante al presente le botege da oglio de Rialto e San Marco quelli le tengono ricevono la utilità del vender senza exbor-satione alcuna de danari, et però per obviar a questo inconveniente et per romper tal maone et desegni, che manifestamente se vedeno esser de notabile danno a la Signoria nostra maxime al presente tempo importantissimo: L’anderà parte, che per auctorità de questo Consejo sia dà facultà ai Provedadori noslri de comun de poter vender li inviamenti de Foglio de Rialto et San Marco a qualunque persona de fuori via che non tenisseno le botege da ogio in dicti lochi de San Marco et Rialto, con questa condictione, che quelli comprarono dicti inviamenti al publico incanto, se non-havesseno botege da oglii de lì, possino ad ogni «piacer suo intrarc in cadauna botega li piacerà a Rialto over a»San Marco dove i haverà comprato lo inviamento, pagando però al patron de dita botega quello ¡stesso alito che pagano coloro che hora stano in esse botege, et non vojando comprar dicto inviamento, dechiarando che a Rialto siano botege 10, et a San Marco quatro, lo qual tulle possano vender ingrosso solamente e non a menudo, come è stà zà deliberato per questo Conseglio; le qual botege tute non possino vender a menudo nè ingrosso a peso, ma a mesura soto pena de ducati 10 la prima fiata serano trovati, la seconda veramente pagino ducali 25, et non possino più tenir botega de oglio; a li qual non se possi far gratia salvo per tre quarti del Colegio de 1’ Ojo.