295 MDX1V, GIUGNO. 290 altri subditi nostri, e questo perché dicti cavali lizieri, zoé li soldati, li levano gran sfrusic. Prima voleva il conte Bernardin nepote dii capilanio al zorno ducati 29 di tansa ; poi dimandavano cosse impossibele a li villani, zoé latte di grua, zucharo garbo etc., et si conveniva calarli, zoé conzar con danari ; adeo villani erano in vicentina. Per letere particular di Padoa in visentini ; se intese, per uno ragazo scampato di man de i ninnici, come questa perdeda non è sta si no cavali 120 li-zieri, et che il capilanio Archon todesco era sta morto da li nostri, perchè fo visto di fuora di Citadela pian-zer uno gran maistro eh’ era morto lì da balestra over archobuso; tamen in Colcgio di tal morte non è nulla. Di Udme, fo letere di sier Jaeomo Badoer luogotenente di la Patria, de 22. Come dii levar dii campo nostro di Maran à fatto star, suspesi quelli di Udene, et dii zonzer lì di domino Ilironimo Sa-vorgnan per conforto di quella terra, el qual andava a trovar il provedador zeneral e consultar quid fie-dum, overo andar in Oxoph et lì fortificarsi etc. Dii dicto domino Rironimo Savorgnan fo letere da villa di Torsa. Di essere venuto lì a parlar al provedador zeneral etc. Di sier Zuan Vi turi provedador generai di la Patria, di eri, date a Torsa. Come era lì con li cavali lizieri ; i nimici erano a Caslion, non si sa quello che voleno far; et el loro capo, uno chiamato ......, hanno socorso Maran di 200 cavali nuovi et 100 fanti e lo impirano di vituarie. Scrive, le zen-te d’arme nostre con il Manfron è a Ries alozate, et sicome farano li inimici, si governarano; quelle ordinanze è disciolte. Noto. lutisi i nimici aver brusato il Castello di Porpedo dove alozava li cavali lizieri. E nota. Il no-strocampo era homeni d’arme 100,1200 fanti usadi, cavali lizieri 000; ma gran discordia fra questi tre capi: Zuan Paulo Manfron governador di l’impresa, sier Zuan Vituri provedador zeneral et domino Hi-ronino Savorgnan, e questa è sta la causa che non si ha fato nulla ; ch’è sta grandissima loro vergogna e danno nostro e causa di assa’ mal etc. Da poi disnar, fo Colegio di savii ad consulen-dum. Di Padoa, fo letere, di le Brentelle, dii capi-tanio zeneral, di ozi, d hore 18. Come i nimici sono al solito loco di le Torete, et tien si debano levar per andar alozar a Olmo per caxon di le vituarie; et esser venuto uno balestrier, fu preso a Cita-della lassado sopra la fede. Referisse come spagnoli voleano lassar quelli balestrieri presi, et che todeschi non hanno voluto, dicendo li voi contracambiar con li todeschi sono qui presoni; et che hanno mandato a Verona suo nepote conte Bernardin, Anibai da Bologna et uno altro capo, videlicet sier Francesco Codio podestà dia esser. Noto. Come in questa matina achadete uno caxo, che sier Andrea Donado, fo podestà e capitanio a Treviso, qu. sier Antonio el cavalier, essendo stà sententiato al Petizion per soi nepoti, fìoli fo di sier Bortolo, ducati 250, e li sopraditi gastaìdi volendo el fazi segura la sententia l’à date in man di Coman-dadori, et cussi questa matina el ditto sier Andrea ussendo di la chiexia di Frari, fo retenuto et lo menavano verso San Thomà a la barcha per condurlo in preson, aceidit ch’el mandò per soi fioli, quali veneno con spade e tolseno di man suo padre, e sier Nicolò Donado el XL zi vii feride sier Andrea Donado qu. sier Bortolo so cuxin, che havia fato rete-nir suo padre. Et volendo subito sier Francesco Donado el cavalier conzar queste cosse, mandati per essi Donadi in chiexia di Servi, e venuti, par che sier Francesco fratello del ferido comenzò a snudar spade conira dito sier Nicolò e lui a loro et poi con li fuseli, adeo dito sier Nicolò fo ferito di uno fuseto malamente in la gola ; tamen non è bota mortale. E a questo modo passò le cosse ; sichè questo disturbo seguite, et ne ho voluto far nota. Tutti porla arme, nè vi è alcuna obedientia. A dì 25, fo San Marco VAparition, Domenica. Fu fato la procession, justa il solilo, di le scuole et preti a mezo la Piaza, et portato l’anello di San Marcho, ch’era in chà Dolfìn, atorno soto l’ombrelo, qual fo mostrato in tal dì fuora di la colona dove era il corpo, e dito anello mò l’ha la scuola di San Marco, che sier Lorenzo Dolfìn da San Salvador ge 1’ ha dato per danari, che non poi per esser jurisdi-tion di chà Dolfìn, e dia star in chà Dolfìn. Andoe la Signoria, sier Marco Donado vicedoxe vestito di scartato, li oratori di Franza, Hongaria, Ferara e do di Ancona et il vescovo dì Brexa, et pochi zentilho-meni erano con la Signoria ; et compito la messa, si reduse il Colegio in camera da basso dii Principe con la Signoria a lezer letere venute Di Padoa, zoè dii campo, di le Brenteìle, di eri sera, tre letere di sier Domenego Contarmi provedador zeneral. Dii zonzer suo lì di sier Nicolò Vendramin provedador executor, come avia visità, per nome di la Signoria, el signor Theodoro Triulzi, qual li havia dito era il campo in loco sicuro, havia visto il sito e li piacea fosse ussito, e che lui