123 MDXIV, MARZO. 124 core proximo passato è rilornato a la devotione de la Cesarea Majestà dubitando di tal suo erore esser castigato, et li citadini de 11 per salvatione sua ne hanno in mano 4, che sono sta primarii, de alienarli de la devutione dita, et anche Francesco Colombaio vostro citadino prefato è presone con una bandiera di Ilironimo Savorgnan. Ex féiicissimis castris cesareis apud Cre-mons, die 7 Apriiis 1514. Cristophorus de Frangipanibus comes. Jacobus c. m. consiliarius supre-mus exercitus. Joannes de Ausperger baro. Georgius de Lamspcrger et alii cesarei et bellici consi-liarii. In questo zorno, in questa terra, in la chiexia di San Simion fo baptizato uno zudio vechio, nominalo Hemanuel, per il predicator di l’hordine di San Francesco. Di Hongaria, fo letere di sier Antonio Su-rian dotor, orator nostro, de 17 Marzo. Il su-mario scriverò, lete le sarano in Pregadi. Di Dalmatia se intese esser venuto uno homo con letere a la Signoria dii conte Zuanne di Corbavia, che è nostro stipendiano, eh’ è zorni 6 partì de Nove Gradi, castelo suo, dito messo. Come de lì era fama turchi veniva in Lubiana. A dì 10. La nìatina vene in Colegio il nontio pontificio domino Jacomo Gambaro, et li fo lecto la risposta fata col Senato ; el qual si partì e andò in campo dal viceré a Montagnana. Vene il capilanio zeneral et siete con li Cai di X longamente ; el qual si parte ozi, va a Trevixo, poi a Padoa. Et fo terminalo di mandar presidio in Friul, et qualche homo di capo ; et fo ordinalo il capitanio mandi Zuan Paulo Manfron, eh’è a Trevixo, con la sua compagnia, e certo numero di fanti, come parerà al capitanio. È da saper, sier Nicolò Vendramin provedador executor non vene con il capitanio, ma restò a Castel Franco con li cavali lizieri. Di Friul, fo leto le letere venute questa note. Come i nimici haveano manda a dimandar Udene ; qual ho notate di sopra. Di Padoa letere al solito. I nimici haveano fato uno ponte a la Canda ; si divulga voleno andar sul Polesene. Di Poma, vene letere di V orator nostro,di 6 et 7, qual fo lete con ti Cai di X. In materia di la Liga de Italia si trata, et altre, drizate a la Signoria, zercha l’orator aver dito al Papa lievi le zente ; qual à dito voi scriverli uno breve; e altre particularità. TJnum est, fo dito esser bone letere ; tamen quello se includesse non se diceva. E di sier Vetor Lippomano vidi letere, di... Come a di 4 el signor Alberto e l’orator yspano fon-no dal Papa. Poi zonse lelere nostre con avisi di Friul, e l’orator nostro andò dal Papa, demum dal magnifico, qual é in lelo con gole, poi dal Cardinal Medici, et non potè aver audienlia da Santa Maria in Portico. Etiam eri, avanti Concistorio, il Papa de’ audienlia a dito oralor nostro; sichè il Papa va a bon camino, e volterà e sarà con nui ; ma à presso molti malevoli dii Stato nostro. S’il signor Bortolomeo desse una bota a li spagnoli, dii luto il Papa si mostreria con nui. L’oralor insta il Papa lievi le so’ zente dii campo yspano; dice non è tempo, pur lo farà con brievi ; el qual orator nostro è diligente. Adesso scrive come lì a Roma è domino Piero Querini frate camalduense, olirn domino Vizenzio, dolor, qual è spesso col Papa et se impaza di Stato per la Signoria nostra. Fo dito esser venuto uno messo di sguizari con lelere a pre’ Corado, è in questa terra, solilo andar da’ sguizari ; quello sia non lo so. Unum est, si trata gran cosse. Da poi disnar, fo Colegio di la Signoria e savii, e vene in Colegio con li Cai di X l’orator di Franza episcopo dì Aste, et steleno in coloquio. Poi fo spazà, per Colegio a Roma letere con li Cai di X, nescio quid ; et andò subilo il corier via. A dì 11, da matina, fo marti santo. Fo fato 66 * Gran Consejo de more, et vidi uno dotor nuovo, sier Nicolò da Ponte, fo savio ai ordeni, di sier Antonio, dolorado zà 3 zorni in questa terra in le arte per li dotori medici. Fo poste molte grazie, et prima di Sebastian da Veniexia zonfo, qual fo in armada con sier Antonio Grirnam olim capitanio zeneral conira turchi, e si portò ben ; per il che li fo fato fante a li Governatori, poi li fo tolto il dito oficio, però dimanda di gralia li sia concesso fante o a li Governadori, o al Sai, o ai Provedadori dì comun, il primo vacante; et fu presa. Fu posto la gratia di fioli fo di sier Zacaria^3ri-mani, perchè sier Zuan Francesco suo fiol si anegò con la nave Contarma a Corfù; dimanda di gratia 6 balestrane, zoè una a l’anno. Ave 255 di no, 894 di