485 MDXIV, AGOSTO. 486 A dì ultimo. La matina, il Principe non fo in Colegio, ut supra ; sta meglio, ma è andato più di 70 volte il corpo ; è debole, e sente il dolor di la gamba et stasi. E a la sua cura maestro Bernardin Spiron da Padoa et maestro Lunardo Butiron phi-sici : Iddio el rea,mi. Fo donato a quel Zuan Batista, portò la nuova di Crema, ducati 25, et fu scrito a Roma el in Fra n za. Vene l’orator di Franza in Colegio et si alegrò di la viloria, dicendo tulo prosperava ad vota de ccetero, ma bisogna il Re mandi esercito in Italia, al qual effeto à scrito molle letere ; e cussi à scrito missier Zuan Jacomo Triulzi, qual si ritrova a Em-brun, che il Re vengi, altramente si l’indusia perderà la speranza a li partesani soi, perchè questo è il tempo, e basterà pocha zente etc. Vene 1’ orator di Ferara domino Bernardin di Prosperi, qual etiani si ralegrò molto di la viteria. Questo orator di Ferara non si parte mai di l’orator di Franza. Nota. Monte Novissimo saltò a ducali 37, che prima valeva 25. Di campo, letere al solito. Come i nimici è per levarsi certissimo fin do o trezorni, non si sa dove; chi dice verso il Polesene, chi a Verona. Item, si mandi danari. È da saper, eri matina in do Quarantie fo principiato il caso di sier Zuan Francesco Miani qu. sier Rironimo, fo conte a Sibinico, intromesso per sier Sebastiano Zustinian el cavalier, fo provedador in Dalmatia con comission di synico, et à fato un processo di più di 100 et 30 carie. Li fa oposition aver fato amazar uno di Sibinico per caxon di certa mo-nacha con la qual usava et malo modo, utpatent dieta testium. Eri parloe per introdur il caso et non volse il reo vi stesse, nè alcun suo parente, perchè voi meter di retenirlo ; et eri fo principia a lezer le scriture, e cussi ozi, e si andarà seguendo fin sia compito di lezer il processo. In questo zorno, fo grandissima fuga di villani, come etiam ho scripto, per il comandamento dii zeneral, ma cessò poi. Noto. Sier Zuan Michiel e sier Franzesco Mi-chiel qu. sier Donado, che fo presi a Corte solo Piove, si à tolto taia, sier Zuanne ducati 600 e sier Francesco ducati 200, et pagerano la taia. In questa matina, fo sposato la fia qu. sier An-zolo Sanudo qu. sier Francesco, maridà in Francesco Cocho qu. sier Piero za più mexi, senza alcuna pompa in chiesia di San Jacomo di 1’ Orio. Da poi disnar, fo Consejo di X con la zonta per danari. Fu preso una parte, che (ulti quelli zentilhorneni nostri quali vorano venir a Consejo, non ostante non fosseno scrili a la ballota, prestando a la Signoria ducati 100 da esser scontà poi uno anno, et hes-sendo intradi in anni 19, siano acetadi et possino venir a Consejo; et quelli vorano aver la pruova di anni 25, presti ducati 150 etc. Si dice si averà 10 con li ducati 100 che volcno venir a Consejo. Di Roma, ozi, vene letere di Vorator nostro, di 28, el qual orator è amalato, in zi fra scritc ; et di Franza, di V orator nostro, di Posait, di 16 dii mese presente, tamen è più vechie di quelle portò quel missier Zuan Francesco do la Croxe. Di la conclusimi di l’acordo con Ingaltera, et scrive assa’ avisi, ut in litteris, Et non fo lete dite letere in Consejo di X per esser in zifra; solum una dii cardinale Corner a suo padre sier Zorzi procurator drizata, fo leta con ¡1 Colegio. Copia di una letcra dii conte Bernardin Frangipani drezata al conte Christoforo suo fiol, è inpreson in questa terra, ricevuta a dì 27 Avosto 1514. Ben nasudo cordialissimo fiolo, te mandemo in prima la paternal benedilion, amor et carità. Carissimo fiolo, te femo intender che nui, insieme con li nostri fioli, lui fradeli, siamo sani, et sua sorella, et el ne saria una gran alegreza a intender el simcl de li. Più olirà le femo intender che fin qui non habia-mo da ti habuto scriver alcuno, salvo quelli che hai mandato a tua mojer, la ben nasula madona Apolo-nia, del qual lei ne ha mandato una copia; ma pur nui non dubilemo che la Illustrissima Signoria non le legnerà altramente si non comose dia tegnir un reai cavalier e un fido servo del suo signor, considerando etiam che li nostri passali hanno fato et demonstra-to assai grandi el da esser nominati servitù a la prefata Illustrissima Signoria. L’achade spesse fiale che segnori e cavalieri in simel casi vengono presi ; per quello non meritano da esser tenuti più vilmente et duramente, et cussi speremo che la Illustrissima Signoria in simel modo verso de ti, et però non ave-rai causa de meterle in malinconia et fastidio. Nui speremo etiam che la Cesarea Majeslà et il re de Bongaria, boni nostri signori, non ne abandonerà; ma tenimo cerio che di breve tu aldirai altre novele, perchè havemo inleso che tutti li principi e re sono