1G3 MDXIV, APRILE. 164 Maran esser gran carestia et hanno pocha polvere, come in la letera si contien, copiarla qui solo. Et missier Hironimo Savorgnan e missier Thodaro dal Borgo è a quelle bande di Maran, et quello zorno si dovea partir il provedador zeneral e ussir in campagna con li cavalli l’ha, perchè avanti non à potuto ussir per esser stato a Cividal per proveder de li, et cri sera vene li a Udene et ozi si parte ; sichè spera da terra si farà bone provision per strenzer Maran, e si farà uno bastion al porton uno trato di balestra lontan di Maran o poco più ; et cussi nostri hanno comandà molte zernede per tal effecto. Di novo vien confirmato, quelli lanzinech andati a la volta di la Trevisa et Vilacho per venir a conzonzersi con spagnoli: tamen mal si poi intender le cosse de i nimi-ci ; pur si dice questi lanzinech vanno mal volentieri, voleano danari; in Gorizia non lassano intrar alcuno, et cussi in Gradiscila, e si fa gran guardia a li passi. 11 conte Christoforo è pur a Gradiscila, non si lassa ancor veder; alcuni dicono non haver mollo male, ma per questa rota sta mal contento; et in Gorizia atrovarsi fanti 100 lanzinech oltra li fanti erano prima, che poleno esser in tutto da 400 fanti e cavali 100, e fortificano quel loco, per quanto se intende, et in Gradiscila è da 500 con 100 cavali. Item, manda letere aule dii capitanio zeneral; et altre par-ticularità, ut in eis. Copia de una letera portata per Antonio Lipomano, che andò a Marano a la ventura, e trovò uno da Trieste, che in una partesana portava la letera mandata al governador di Trieste, scrita per quelli di Marano. El qual Antonio se acompagnò con questo da Trieste, e sentendo rumor di cavali, se meseno nel puludo in certe machie, e il triestin se adormcntò; donde, vedendo il capo dii baston ta-jado, per sospeto l’ave, che vojando passar una aqua e col capo di la partesana meterla in aqua esso triestin li disse non meter da quella banda ; de che per questo sospeto, adormenlandose esso triestin, cerchò ditto Antonio e trovò la letera ne l’asta et la portoe, la qual dice cussi : Cimi sit che nui non abiamo troppo polvere de la fina da schiopeto, ma de quella de artelaria gè n’ è ben, et non habiamo modo de finarla, però veda ad ogni modo de far provision de mandarne. Neanche de vin non habiamo troppo; de formento, sorgo abiamo bona mente; tamen l’andemo sparagnando più che sia posibele, aspetando socorso presto ; tamen con credemo che ne porà venir si presto, che ne bisognerà renderse ; tamen se tegniremo più che poremo ; tamen ogni cosa ne vien a men. Se non tolevemo quelli bestiami, che intendeste, non aveve-mo da viver fina liora, e si n! è stà pia 5 di nostri, et 11 n’ è andà via fuziti ; et chi non porà far altro, lutti a pocho a podio anderà via se non fé’ provision. De mi, fina che non vedo la morte non me partirò; per tanto fe’ provision e non altro. In Maran presto, presto, presto. A’ 22 Aprii provedè infina a primo de Mazo ; si non podè proveder, avisene che se provederemo presto, se non per terra almanco per aqua. A tergo: Al Governador di Trieste. Copia di una letera di V illustrissimo capitanio zeneral nostro, scrita a Udene al locote- nente di la Fatria et provedador zeneral. Magnifici etc. A le letere di vostre magnificentie di 20, a hore 24, non achade altra risposta, salvo che a quelle aparliene exeguir li ordini nostri, già che cussi è intentici] de la Illustrissima Signoria. Et da poi che, esaminato ogni cossa et conferito con il magnifico Savorgnano, praticho et prudente, havemo più volte scripto a vostra magnificenlia la ultima resolution nostra cercha il guberno et custodia de la Patria, epse non doveriano, parlando justa el naturai nostro instinto, replichar altramente, ma exequir. Adunque et cussi iterum le conforto vogliano far, dinotandoli che tutte lelere scrivemo a vostre magnificencie ne mandamo la copia a la Illustrissima Signoria. Se anche quelle vogliano far a suo modo, ne lo significano che se farà altra provisione. Dicemo, iterum atque iterimi, che in Udene non volemo che alozi alcun soldato nè a pè, nè a cavalo, che la custodia ordinaria a la piaza e a le porte, aziò che non succeda de-sordeni che successe l’altra volta, perchè, come li inimici si spengeseno avanti, ogni presidio che fusse in quella terra i abandoneria et daria causa a li cita-dini et populo subito di subita deditione, come ultimamente fecero vedendosi destituii et derelicti. Ma se non li sarà presidio di soldati dentro, penserano bene avanti che devengano ad acto alcuno contrario e la expectatione nostra ; sichè replichemo che in Udene non volemo se alogino nè fanti, nè cavali. In Cividal veramente, che è loco forte, il qual se puoi mantenir contra ogni gajardo impelo hostile, siano posti tutli li fanti nemine excepto; el se sono pochi, tanto più comodamente e con menor graveza de la terra alozerano. Se forniscila la Schiusa de conveniente presidio, e se cosludischa da mar e da terra