515 MDXXVl, GIUGNO. 516 350* 351 Da poi disnar, fo Pregadi per scriver in Franza et Ingilterra, et fono leele le lettere ho notade di sopra excepto una di rectori di Bergamo, del caso seguito di la molion di fanti ; la copia di la quale scriverò più avanti. Fo principialo per Ramusio a lezer una lettera di Roma, di 5, di Francesco Vizardini driza-ta al Legato qui; et il Serenissimo non volle fusse letta, et data la lettera ai Cai del Conseio di X, pe-rochè voleno risponder con il Conseio di X a questo. Di Roma vene lettere, tesandosi, di V Ora-tor nostro, di 6, hore 21. Come il signor Alberto da Carpi, da poi expedite questa matina le sue lettere, lo ha mandato a pregar voglii expedir questo pacheto di lettere per Franza per esser di sumrna importantia, et voi dar ducali 6 per la sua parte ; et io ho convenuto dar ducati 12, dicendo lui signor Alberto con 1’ orator Foscari soleva far cussi ; però prega la Signoria avisi come si babbi a governar. Scrive, in materia di Pinlrade di nostri di Romagna di haver la trata, ha parlato col Pontefice, et poi molte parole è sta ditto che a li zentilhomeni è contento ma a li citadini non, perchè molti di Ravenna hanno licenlia di trar come citadini venitiani; et lui instando fusse zeneral, undc è rimasti li dagi in nota per chi voi hayer questa tratta, et cussi Iq darà; et spera di obtepirla. La terra copienza a pe-zorar di peste: 10 et 15 al zorno tra morti et ape-stadi, et intrada in 4 case nove. Nomina in queste lettere uno Nicolas secretano del reCbristianissimo, qual si alrova de li con il signor Alberto da Carpi. Fu posto, per li Savii del Conseio et terra ferma, havendo rechiesto la Signoria nostra il signor Camillo Orsini, il signor Julio Manfron et il signor Cesare Fregoso duclori nostri, mancando alcuni ho-mini d’arme in loro compagnie, siano posti li sottoscritti quali sono valenti bomini; per tanto sia preso che ’1 sia scritto al Proveditor zeneral debbi metter in ditte compagnie li sottoscritti, essendo però ben in ordine di cavalli et disposti a tal exer-citio militar ut in parte. Fu presa. Ave : 185, 14, 1. In la compagnia de(l signor Camillo: missier Zor-zi da Santa Croce, missier Anzolo Vari, missier Paulo di Fabij zentilhomeni romani, Lunardo da Sesa, Scipion de la Tolpha et Camillo de la Tolpha fradelli del conte di San Valentino, Jacomo di Civita di Pene, Joan Olivero di Civita et Alfonso da Napoli ; in tutto numero 9 in la ditta compagnia. Et in la compagnia di Julio Manfron : Hironimo di Contrarii parente del signor ducha di Ferrara, Ambrosio da la Mirandola, conte Marco Antonio da Ha fradello di missier Achile da Siena che leze a Padoa, Marco Antonio da Roca bianca, Damian Gol di missier Antonio Guerier da Castelazo, Girardo da Cologno, Marco Antonio Bisaro et Hironimo da Vicenza, in lutto numero 8. Et in la compagnia di domino Cesare Fregoso questi doy: Antonio di Rossi el Zaneto Anseimo padoan. Fu posto, per li ditti, havendo per sue lettere di Roma il cavalier Caxalio orator del serenissimo re di Anglia et il reverendo protonotario Caxalio suo fratello orator del prefato serenissimo Re apresso la Signoria nostra richiesto con instanlia che uno suo fratello nominalo Francesco Caxalio sia tolto a li stipendii nostri, el qual ha hauto 100 cavalli lizieri nel campo cesareo el si offerisse farli venir di qua etc. ; et facendo per la Signoria per la ohservantia nostra verso il serenissimo Re anglico far piacer a li soi representanli, per tanto sia preso che ’1 prefato domino Francesco Caxalio sia tolto a stipendii di la Signoria nostra con 60 cavalli lizieri et ducati 30 per paga per la sua persona. Fu presa. Ave : 180, 10, 1. Fu posto, per li ditti, una lettera in Franza al secretario Rosso. Primo si aliegri con il Re di la liga fata, et si manda la relificalion del Papa el la nostra, et fazi etiam Soa Maestà ratifichi con avi-sarli le provision si fa de li exerciti del Papa et nostro per soccorrer il castello di Milan; però Soa Maestà mandi le zente presto et li danari et si babbi sguizari mediante Gasparo Sulmano è lì. Iferii, non lassi venir Arcon in Italia ; et havemo scritto in Anglia. Item, fu posto, per li ditti, un’ altra lettera a parie, che subito ratificado babbi il Re, solititi a mandar li danari. Le qual lettere bave tulle le, ballote. Fu posto, per lì ditti, la ralification di la liga da 351 * esser mandata in Franza al serenissimo et Chrislia-nissimo re, sottoscritta per il nostro Serenissimo. Item, uno mandato ad abondante cautella al secretario Rosso, che iu caso che ’1 Re volesse fusse ratifichada et iurata di lì in Franza, lo possi far in nome di la Signoria nostra. Et fu presa. Ave tutto il Couseio: 2 di non sincere, 2 di no, 184 de sì. Et fo mandata a far bollar di piombo la commission et mandalo, et la lettera di la relification. Fu posto, per li Savii dii Conseio, di terra ferma et ordeni, non era sier Francesco Contarmi savio a terra ferma, una lettera a Gasparo Spinelli secretario in Anglia, come, havendo recevuto una sua