753 MDXXVI, GIUGNO. 754 cridata la liga in varii lochi di la terra, etiam presente la casa dove habita il Viceré ; el qual con li soi rimaseno molto smarriti. Scrive, da poi pranzo sono lutti doi stati in Consiglio con il Gran canze-lier per far le provision acadeva, et è sta expedite le lettere per Lion et Venetia, poi è sta revocate, et domino Chapin qual va in sguizari, il Re voi farli dar a lui li danari. Però la Signoria mandi uno suo a sguizari dove i saranno tolti per conto di la liga, per veder li danari saranno exborsati per questo Christianissimo re. 11 signor Theodoro va in posta a Lion. Item, scrive a domino Gasparo Sul-mano è a sguizari, et al ducha di Savoia ch’el rompi guerra, et vi manda uno orator, qual è monsignor de Sbaroes. Scrive, le zente di questa Maestà faranno la massa a Susa. Scrive haver haulo lettere di campo che li nostri sono 8000 fanti, 900 lanze overo homeni d’ arme, et 1000 cavalli lizieri, et 503* quelle del pontefice erano a Piasenza in ordine; li qual avisi comunicoe al Re, et li piaque assai, dicendo è bon si fazi capitanio di sguizari il signor Federico di Bozolo e di quelli del Papa il signor Zanin di Medici, et di nostri fanti il signor Renzo da Cere. Disse la nostra armada vengi presto in ponente; et ha lettere di Normandia, 20 navili erano parliti per Marseia, a li qual ha ordinà che tutte le nave di Spagna troverà in mar dagino dentro. Item, che tutti fra 15 zorni debano iurar la liga, et loro del Conseio iurono prima ditta liga. 11 Re voi far guerra da mar et da terra, et far più di quello l’è ubligato di far. Da poi tutti do andorono da madama la Re-zente et si alegrono di la ■ liga publicata. Scrive quello la disse eie. Scrive, lui secretano è povero, ha aceptà la cavalaria ; è povero e si ricomanda ; et manda lettere di Anglia. Di Anglia, di ultimo Mazo, date a Londra. Scrive colloquii hauti con il protonotario di Gam-bara nuntio pontificio, il qual savea che la liga era quasi conclusa; et come l’havia parlato col Cardinal, et quello el voleva far; et si lievi li oratori sono apresso Cesare, el voi mandar la principessa fia di questa Maestà nel ducha di Orliens secondo genito del re Christianissimo aziò el vengi a star in Anglia, perche stando el sarà amalo da li popoli. Scrive voria esso secretario il mandato per poter far la liga de lì zonto fusse monsignor di La Morela che vien di Franza; et il Cardinal ha scrito in Pranza il Re non lassi passar il Viceré in Italia. Scrive, el Cardinal non ha voluto ancora che lui secretario nostro li parli fin non sia passati li 40 zorni de suspetto; et altre parlicularilà ut in litteris. I Diarii di M. Sanuto, — Tom. XII Del ditto, dì 4 di questo. Come monsignor di La Morela non era ancora zonto de lì, et 1’ orator del Papa li ha ditto questo Re voi mandar uno orator a Cesare a protestar eh’ el dagi li fidi del re Christianissimo pagandoli una taia, aliter el suo orator toy licentia da Soa Maestà ; et che cussi doverono far li altri oratori etc. Fo scrito a Roma di la publication di la liga fatta in Franza, et scritto in campo mandi uno messo per li danari che dia venir di Franza. A dì 30. La matina fo teiere di Boma, di 504 V Orator, di 27. Vene in Collegio lo episcopo di Baius oralor di Franza tornato di Ferara, dove è slato a parlar al Ducha, et ave audientia con li Cai di X. Fo ditto haver concluso col Ducha il tutto. Noto. È stà lelto in Collegio con li Cai di X una lettera scrive 1’ orator Sanzes cesareo, è qui, a l’Archiduca, intercepta, ch’el non rompi in Friul, ma atendi a mandar aiuto a Milan ; la qual letera non fo leda in Pregadi. Veneno poi il Legato del Papa et l’orator di Milan, e intrati tutti insieme con ditto Baius orator del re Christianissimo come collegadi, parlarono di la impresa; et il Legato li monslrò una lettera del Vi-zardini data in campo a San Martin, a dì 27 : li avisa il passar Po, et stati insieme con il Capitanio zeneral, et toranno uno alozamento propinquo a Milano etc. ; et qui fo parlato assai hinc inde de agendis. Ditto Legato pregò la Signoria desse cavalli lizieri al nepote del cardinal Farnese in loco di homeni d’arme li fo promessi, perché il Papa li scrive e ditto Cardinal reverendissimo. Ditoli si con-seieria. Di Crema, di sier Piero Boldù Podestà et capitanio, di 28, hore 23. Ancora che dal clarissimo Proveditor zeneral tutto se dia saper, noi voi restar di avisar quanto l’ha di novo. L’é venuto uno di mei messi che era andato a Pavia, el qual riporta che heri non potè intrar in Pavia, ma ha hauto da molte persone, zoe amicissime, che in la ditta terra sono 2500 lanzchinech per varda di quel loco; et che spagnoli hanno mandato asai bagaie di Lodi in ditta terra. Item, dice che ditti spagnoli hanno mandato zerca quaranta zentilho-meni milanesi nel castello di Pavia. Item, che di viduarie ge siano dentro non ha potuto intender ; ma che molti li ha ditto esserne poche, e lui ha visto 4 et 5 miglia atorno Pavia li contadini hanno deslígalo le faie del formento e sparso per il campo 504* aziò li inimici non se possino prevaler ; i qual con- 48