503 MDXXVI, GIUGNO. 504 relenuti si serrarono in caxa dii prefato signor Camillo. El qual primo culpabile constatato de culpa de haver fatto fugir et scorto via el ditto assassino, questa mattina molto per tempo lo ho fatto apicar fora di una fenestra verso la piaza. Condutti di la caxa del ditto signor Camillo in le forze mie con grandissima diffìcultà, come appar largamente lutto il fatto per le intercluse lettere heri per noi scritte al clarissimo Proveditor, qual Vostra Serenità piacendogli polrà veder. Et di più ancora ho omesso in essere lettere che alle cride fatte far per noi che 340* sotto pena di la forca la predilla compagnia di Rodolfo, che era in arme per assaltar la caxa del prefato signor Camillo dovesseno andare alli alozamenti loro et deponer l'arme, non solamente se ne riseno, ma alcuni di loro venero al trombetta mina-zandolo se non si partiva che lo taglieriano a pezi. Per il qual caso de la soprascritta ritention fatta per il signor Camillo per iustificarsi, et senza haver rispetto che li retenti per lui siano del stato dii signor ducha di Urbino, è seguito che ditti fanti, come ditto signor ne ha fatto intender, lo hanno mina-ziato che non sarà sicuro nè in campagna nè in terre. Et perchè etiam ditto capitanio Redolpho gli disse in mia presentía, che lui signor Camillo si havia voluto scaricar apresso lo clarissimo Proveditor et illustrissimo Ducha, et cargarlo lui Rodolfo. Et per questo lui signor dubita di la vita sua, et che difícil cosa è guardarsi de descrition de schioppi, maxime con gente che, come si vede, non tengono reverentia nè a regimenti, né honesto rispetto ad altri grandi, over condutieri. Et similmente el prefato capitanio Gentil ne ha fatto intender etiam lui esser minaziato, come quello che babbi tolto le arme contra quelli di la patria sua. Ne par ben a noi, confessando el vero, che ditto capitan Gentil habbi potuto comandar a la compagnia sua et sia stalo gran causa di far terminar bene el soprascrito caso. Ma di novo questa malina ne sono stati acu-sati 4 di essa compagnia venuti con animo di offender alcuni de li nostri officiali fin su la piaza, et uno altro venuto alla piazza di cittadella et ditto ad uno di nostri, con lamentarsi di quello era stà apicalo, che per tal caso non voria esser in loro reclori, subito ditto gioto partendosi. Questo dicemo solo per dir il lutto a Vostra Serenità per farla ben conscia di la qualità di simel gente; a le qual tutte cose soprascritte non siamo mancati di le provision che ne sono parse oportune et conveniente. Habbiamo voluto significar il tutto a Vostra Serenità sì per esser caso di molta importantia per la lauta inobe- dientia et insolentia, sì etiam per rispetto di la persona di l’illustrissimo signor Camillo per le cause preditte; il che particularmente habbiamo scritto al prefato clarissimo Proveditor. Nè oltra la presente notitia ne acasca dir, altro salvo humilmente raccomandarsi et aspettar di esser obedienti a quanto piacerà a Vostra Serenità inpraemissis commetterne. Bergorni é Junij. • Copia di uno tetterà da Bergamo, di sier Ni- 341 colo Michiel el dotor capitanio, particu-lar, data a di 3 Zugno. Scrive come esso Capitanio el caso seguito in questa forma. Hozi son stato in uno gran caso et disordine, che ’I signor Camillo retene do et lui capitanio andò in Sant’ Agustin per dar spalle al ditto signor Camillo. Et che lui et li do capitani Zentil et Redolfo menaseno li dilli do fanti a la preson, ma non li fu modo. La compagnia voltò le arme verso il capitanio Redolfo, et al trombela tre imbavarali li disseno che l’andasse si non lo tagliariano a pezi; et se si stava la notte, quelli haveanoaparechiato fassine per dar foco a la porta. TJnde lui Capitanio andò a liberar la caxa del signor Camillo, et vene ditta compagnia in ordinanza a combatterla per haver li detenuti, con schioppi et ogni sorte de arme. Lui Capitanio fece venire Marco di Napoli et 4 over 5 altri capitani che erano con loro rectori con alcuni fanti loro. Fobutà da li copi uno fante de ditta compagnia con uno schiopo, et questo è quanto mal è occorso. Missier Zentil da Carbonara presela porta di Santo Antonio, in modo che tra quel che cascò di copi morto et l’arsalto di la porta preditta, questi si reculorono iterum su la piaza di San Spirito, et fono cazati et persuasi andar fuora di la porta di San Lunardo, et cussi fece disarmadi tutti. Et quietamente cavai li do presoni, et examinati questa sera do testimonii, et uno ¡ustamente culpabile questa notte scrive lo farà apicar, et da mattina sarà trovato al pozuol di ferro in cavo di la sala granda. Scrive non sarà longo nè tardo quando bisogna, et scrivendo, el ditto si confessa. Scrive di uno caso pericolosissimo et di molto danno et vergogna. Do-minus qui protegit me ha fatto che ha tolto bon exilo. Scrive, Dio sia benedetto che mi aiuta senza ministri. È nova che Andrea Doria ha preso il por- 341 to di Zenoa, et che certa parte di le zente che erano in Milan se parleno per andar verso Como, et che spagnoli haveano ruinato la Certosa di Pavia