151 MDXXVI, APRILE. 152 fin non si babbi altri avisi da Conslantinopoli, che da 5 di Fevrer in qua non si ha. Da poi disnar fu Gran Conseio, et prima fu * posto per li Consieri e Cai di XL la parte presa in Pregadi di far li Savii tre di Zonta al Collegio per lutto il mexc di Zugno, et bave 4 non sincere, 142 di no, 1274 di sì, et fu presa. Fu fatto Consier di Veniexia del sestier di Ca-nareio, in luogo di sier Vicenzo Capello . . . A dì 9. La mattina, fo lettere di Roma del Foscari orator nostro, di 6. Di Spagna, di Sivilia, del Navaier orator nostro, di 15, 20 et 24 Mareo, et di le poste, del proveditor Fexaro. Il sumario di le qual lettere noterò qui di sotto. Fo leclo una parte consulti heri fra li Savii, di elezer hozi uno solo orator in Franza. Da poi disnar fo Pregadi, et lete di più queste lettere zonte questa mattina da mar. Se intese le galle questa matina esser sora porto, zoè le do di Baruto, et fo mandà a libarle et hozi in tra rii. Di sier Zuan Moro proveditor di V or-mada, date sora il Frodano, a dì 21 Fevrer. Come si levò da Corlù con la galìa Grimana sola, non havendo voluto venir la Grita, e sconlrono le do Justiniane, per andar contra la galìa di Baruto era a Napoli di Romania, et sier Polo Justinian non volse seguirlo e usò modi strani, dicendo esserli rota P antena e tré una arlellaria ; nè suo fratello sier Zuan Battista Justinian voleva seguitarlo et sier Polo andò al Zante. Ilor lui Proveditor, navegando con le do galìe preditte, scontrò a di... • la galìa di Baruto sora.....et la remurchiò, et poi vene una galìa la notte apresso che era ditto sier Polo Justinian, qual havia fenlo di conzar P arboro che non era rotto. Et perchè fuste 13 di Mystan rays andava ili Levante, li parse non abandonar ditta galìa. Et zonti lì al Prodano, visto la disobedienlia dii dillo sier Polo, li ha dà alcuni danari vadi a Corfù et poi vengi a disarmar. Scrive, la galìa di Baruto hessendo fora di pericolo anderà a Corlù, et lui Proveditor con le do galìe anderà a Napoli di Romania per proveder di biscoto; et si scusa haver tolto danari deputati a li galioti per ha-ver biscotti, che senza non si poi far. 99 Di sier Fiero Zen va orator, da Napoli di Romania, a dì 24 Fevrer. Scrive il suo viazo da poi le ultime sue di Portolongo fino li, et zonlo li vene un sferdimento con febre, principiato nel venir. Lauda quelli rectori. De novo non ha alcuna cosa ; zercherà di sollicilar il suo viazo per zonzer dal signor Turcho a Conslantinopoli, et ha tolto una medicina; et si convicina ben de li con turchi. Del ditto, di 26. Come, dovendo partir perchè de la febbre sleva meglio, li vayvoda di Aias bassà li hanno mandalo a dir voler venir a visitarlo sepa-radi P uno dall’ altro. Et cussi ha convenuto aspec-larli ; i quali son venuti, et scrive verha hinc inde dieta, et hanno voluto li sia fato una carta di portarsi bene verso Napoli ; et cussi ge P ha fatta essi redori, li quali meritano laude. Et ditti vayvoda observano li mandati dii Signor turco, et è ben in-strulti di quelle cose. Da mattina havendo tempo si partirà, et ha tolto biscoti per fornir le galie, aziò in boca di Stretto non si havesse bisogno mandar a Costantinopoli a tuor biscotto. Del Zante, di sier Zuan Francesco Badoer ‘proveditor, di 6 Mareo. Come, a di 4, per uno venuto di Lepanto ha auto aviso li timarati et spachi aver auto comandamento del Signor di andar a la Porla, et per altro venuto da Palras ha inteso questo instesso comandamento esserli slà portalo, ltem, uno vien di l’Arcadia, dice il Signor tuo’ impresa conira Bongaria, e che ’I sanzaco di.....qual ha gote, fa amazar ogni di do putì per lenir li piedi nel suo sangue, ltem, il sanzaco di Negroponle etiam lui va a la Porla. Scrive haver inteso che da Sanla Maura dovea ussir una fusta. ltem, do altre fuste di certo loco pur turchesche; et altri avisi, ut in Ut-teris, la copia di la qual lettera lorsi sarà scrita qui avanti. Et la prima lettera si volse lezer dii ditto Proveditor dii Zanle fo di 28 Fevrer, et perché principiava da la galìa di Baruto, con altri avisi, tamen il Conseio fe’ remor, è avisi vechi e non fo leta. Del proveditor eeneral Fexaro, date a Peschiera a dì 7, hore 21. Come era zonto li venuto di Brexa, et lassà le compagnie non pagate, tanto disordinate che è una compassion, et zà 15zorni passà il tempo di la paga eie., però si provedi di 99* danari e su questo scrive longamente. Et li fanti falli per il conte Alessandro Donado e quelli capi per andar in Cypro li ha futi alozar parie sul brexan, veronese, visentina et padoana per non cargar tanto li territori, et a ditto conte Alexandro, iusla le lettere di la Signoria nostra, li ha dato 100 archibusi di quelli fatti far per lui per la monilion di Brexa. ltem, manda una lettera aula da la contessa di la