29 MDXXVI, MARZO. 30 darò, voleva il presente abbate vecbio in vita ha-vesse essa abatia eie. Et li Trivisani a l’incontro parlono, e tolse la copia di la oblation per consultarla et risponder uno altro zorno. Da poi disnar, fo Collegio di Savii, et cussi heri per consultar la risposta altra se dia far a li oratori cesarei eie. Fo spazato questa sera le lelere in Spagna per via................ Noto do cose seguite in questi zorni notande. I/una, sier Micbiel Capello qu. sier Jacomo, fo podestà e capitanio a Feltre, si mandò in la fia di sier Piero Bernardo qu. sier Ilironimo, qual vista con dote ducati 10 milia, tra li qual 5000 contadi, eie., disse : « Mi piace, si parleremo », nè volse compir le nozc se prima non bavesse tutti li danari e li danari di le camere e partide di banco di tempi; qual hauti a di 3 andò a compir di farle. Item, morite sier Zorzi Loredan fo avogador da San Zuan Drgolado, orbo, di anni 84, lassò il suo residuo tutto a una fia mazor di suo zenero sier Andrea Grilli qu. sier Francesco, qual si ha maridà di anni 15 in uno da cha’ Loredan, el morendo lei vadi in l’altra, qual si ha marita ut supra. A dì 6. La mattina, vene le sottoscritte lettere, zoè : Di Austria, di sier Carlo Contarmi ora-tor, date in Augusta a dì 27. Come heri vene de lì una posta di Spagna con lettere di Salamanca, di 8, da Toledo, con lo aviso de lo acordo con li capitoli, come se ha inteso, tien, per via di 1’ oralor nostro in Spagna, et scrive Cesare voi venir in Italia a incoronarsi per San Jacomo proximo. Si dice questo Serenissimo partirà di qui tin zorni 15 per Yspruch. Quelli di la liga di Svevia fanno di qui una dieta, et zà ha principiato a zonzer di noncii di comunità et prelati, e la fano perchè molti recusano di contribuir a la spexa falla confra villani a Salz-purch eie. Si dice, questo Servissimo voi comprender in dilla liga il serenissimo re di llongaria,et darli 200 milia ducali el haver commission di quel regno; ma si tien non otegnirà, perché questi di ditta liga vedendo il pericolo manifesto dii regno, di turchi, non vorano intrar in cose che potriano esser la loro ruina. Diiprovedador zeneral Pexaro, date a Ere-xa, a dì 4, hore 4. Avisa hozi il zonzer suo lì con il signor Capitanio zeneral. Item, si provedi di mandarli danari, e su questo scrive longo per haver di 3000 convenuto render a quelli li ha prestalo, per poter esser servilo un’ altra volta. Item, manda una lettera hauta dal signor Alvixe da Gonzaga, la qual è questa : Da Trento ha haulo avisi per via dii proveditor di Salò, come a Trento erano arrivali cari con lanze e altre monizion et fanti 1000. Li sò dò nonlii ancorti non è zonti. Dii signor Alvise di Gonzaga, date a Cn-stion a dì 3, drizate al Proveditor zeneral. Come madama Costanza sua cugnata era zonla de li. Dice, il conte Guido Rangon mio cugnado di Modena sccrelamente mandava il suo fuori con destro modo; non sa la causa, ha mandato a saper. Item, manda una lettera li scrive Bernardin Pizinardo, data a l’Isola di cremonese a dì 2. Come heri a Mozanega fo fato una crida, niun alozi su quel dii Papa da parte de li capilanei cesarei. Item, da Cremona è slà prepari» uno ponte sora Po per far passar questa mattina le fantarie di là. Non si sa dove vadiuo, parte vanno verso Gazol e uno altro loco. Item, il Guasto et Antonio di Leva si aspettavano hozi a Cremona eie. Da Crema, dii Podestà et capitanio, di 4, hore 20. Manda questo riporlo : Riporta uno mio bora venuto da Milano, che heri malina a bona bora parlile da Milano il marchese del Vasto per andar a Arona, et dicesi in Milano per causa de grisoni che calano. Item, dice che el Visconte e quello !il Toso che erano slà eleli per ambasadori a Cesare per il poputo di Milano, hanno refudalo et in loco loro sono slà electi mis-sier Gabriel Panigarola et missier Lodovico da Corte. Vanno etiam uno di Visconti et uno dal Mayno, pur a Cesare, i quali dui vanno a sue spexe. Item, dice haver habutoda Batista del Soldato bandito da Crema, qual pratica a Milano, el signor don Versa li ha ditto che presto se partirano dii ducato di Milano, dicendoli li mercanti ne pagarano la spesa. Qual Batista dise verso ditlo signor : « Chi è questi mercanti? — Lui rispose: «cVenetiani, elei Papa ne farà le spese » dicendo verso dillo Battista per esser suo amicissimo: « Presto le meleremo in Crema, slà di bona voglia, come havemo habuto il castello de Milan, andaremo contra venetiani ». Item, dice che quelli del castello non lira, più nè enseno fuori coma fevano. Item, che ’1 populo de Milano sla molto de mala voglia et suspesi. Item, et refferisse Bernardin fiol de Beltrame Calderaro bandito di (erre e lochi, qual suo padre è bombardar nel castello de Cremona. Dice haver da suo padre, che ’1 castello è ben fornito di vietuarie, el cum el qual suo padre