25 HDXXVI, MARZO. 26 senlar, incolpado di liomicidio, al Podestà di... . et passalo per tulli i Consegli fo balolà do volle. De Ingilterra, vene lettere di sier Lorenzo Orio dotor et cavalier orator nostro, date a Londra a dì 12 Fevrer. Dirò il sumario. A dì 5. La malina, per tempo, fo lettere di le poste. Vene in Collegio l’orator anglico, qual parlò di le presenti occorenze et che saria bisogno la Signoria instasse il suo Re ad aiutar la Italia, et non che la Italia sia instata dal suo Re; però non si resti di scriver spesso, perchè il suo Re fa il lutto a beneficio de Italia et conservatici! di questo excellentissi-mo Slado. Vene l’orator di Milan dicendo si trata con li cesarci, però suplica questo Slado babbi rispetto al suo signor Ducha, benche ’1 sa sia fatto il lutto, et prega il perseverar eie. Il Serenissimo li disse quanto questo Slado havia fatto per il suo signor, nè è por mancar. Da Crema, dii Podestà et capitanio, di 2, hore .... Manda questi avisi Per el mio nuncio venuto da Pedemonti, reffe-risse che a dì ultimo del passato se partile da Casal San Vas et lì inlese che de le zenle italiane erano nell’ aslesano erano andate a la volta de Pontremolo, et che lì se diceva che andavano per dar socorso a senesi. Item, dice che ’I ducha di * Savoia faceva far una compagnia de fanti nel dillo loco, et li faceva dar scudi tre per ciascuno, el una altra compagnia faceva far in Verzelli, el tulli sono taliani el non ha potuto intender la quantità. Item, dice che lì se diceva che sguizari andavano a danni dii ducha de Savoia sul Monsenese, el che se diceva li hanno tolto do terre. Item, dice che el marchese di Saluzo ha rollo guerra al fradello dii ducha di Savoia , sul Monzenevre. Item, dice haver visto in Vegevene, Garlasco, Morlera, Valenza el ne li altri lochi circumvicini alozali in guarnison fantarie spagnole, cavalli lizieri el zenle d’arme. Item, in quelli lochi del pavesano sono in guarnison di le zenle d’arme, cavalli lizieri e fantarie et li cavalli de le arlellarie, le qual zenle si doveano levar et andar de solo de Po, ma per el cridar feceno el popolo de Milan la Domenica de nolle : « Ducha, Ducha », dille zenle non sono levate. Item, le gente d’ arme del conte de Po-tentia, che erano a Biagrassa, erano levate, et per passar Po le hanno fatte ritornar in ditto loco de Biagrassa. Item, dice che beri, essendo in Milano, da un bon loco inlese che .... beri 1’ altro la comunità de Milano elexe per ambasalori a Cesare missier Beneto Toso et il conte Piero Visconte, i quali doveano partir liozi. Item, che la terra di Milano ogni zorno paga de conlribulion scudi 4 mila, quali il marchese dii Vasto ne ha 400, et il signor Antonio da Leva 300. Item, che ’1 signor Ilironimo Moron havea tratalo de fuzire et fo discoperto da alcune done. Lodovico da Lodi partilo questa malina da Ro-cabianca, loco apresso Cremona 15 miglia, dice, che beri in dillo loco, qual è del signor Orlando Palavesino, era uno trombela del Papa, el quale faceva comandamento a quelli homini non dove-seno alozar zente alcuna de l’imperatore, el se volesseno alozar per forza li dovesseno tagliar a pezi, et se non polesseno più di loro, debbino mandar a Parma che li dariano socorso. Da Bergamo, di rectori, di 2, hore..... Referisse uno venuto liozi a hore 18, et partito beri avanti hore 15 da»Milano, come revera queli che fumo presi Domenica a dì 25 et imprigionati fumo da circa 90 et persone mediocre et base, et havendo quelli signori spagnoli fatto confessar lutti per iustitiarli, il che inteso, el hessendo manifesto che quello cridar fu piuttosto semplice et puramente per la voce che era data fuora che ’1 signor Ducha era confirmado, et inlesa questa volunlade meglio da li prefati signori spagnoli, li andò prima ad essi spagnoli un fratello di uno de li detenuti, cum dechiarirli modestamente che i havevano in mano sue suo fratello, et che haveva inleso che lo volevano far morir, et che gli pareva di aricordar non solum per la defension del fralelo, ma pur ancora per ogni bon rispetto che non procedessero cussi severamenle in uno caso puro el semplice et senza colpa de malilia, el se poiria dir per causa de sue signorie, che havevano dala fora questa fama ; el cussi gli pareva aricordar che per manco male si abstenesero de non meller man nel sangue, che loro et el populo è de bona mente. Et conformemente, il Senato deliberò di far maior offilio, et hessendo per ordine cussi che le iustitie pubbliche se fanno per deliberalion de esso Senato, gli andorno alcuni senatori, el restretti con dilli principali cesarei et lo abate de Nazura, feceno honesta querela de questa comination di iuslilia così grossa, maxime perchè simili effecli passano per mezo dii Senato, et che metendo loro cussi lumulluosamenle man nel sangue loro, non potria esser salvo che cosa piena de paura et de scan-dolo, et che meglio sarìa, essendo processo questo