645 MDXXVI, GIUGNO. 646 434 Ex litteris domini Jacobi de Cappo, datis Mediolani 14 Junii 1526. Che quesli signori imperiali heri sera erano rimasti d’accordo con gli deputati et gentilhomeni di la terra in questo modo, di non cercare che si mandasse alcuno in exilio, ma contentarsi che ’1 signor Francesco Visconte pigliase la fede di tutti li capi-tanei di le compagnie di le porle di Milano et dagli banderali, et pigliasse tutte le bandiere et tamburi apresso di sé, et pigliasse anchor la fede de alcuni altri che essi signori gli nominarebbeno per suspetti ; et essi signori imperiali conlentarebeno poi di la fede che il prefato signor Francesco desse a loro che non fusse fatto nocumento alcuno per li prefali nè per il populo alla guardia che epsi voleano lasciare al castello, prometendogli essi signori di levare tulle le altre genti de Milano et del ducalo et tulle le contribulione in epso et non dare fastidio né danno ad alcuno, né in le persone, nè in le bestie, né in le biave, nè in modo alcuno, salvo che vogliono lenire Joanne da Urbino con 4 compagnie a Galera et Vares et altri passi in quel contorno per il suspetlo de svizeri. Al che hanno risposto gli deputati et gentilhomeni che sono contenti, ma che vivano de li propri danari el non come hanno facto fin bora. Li prefati signori dicono che sarebbe ho-nesto et licito, et che milanesi hanno gran ragione che hanno patito troppo, ma che non si può far altramente perchè essi signori non hanno un quatri-iio da dare a soldati; et gli hanno ditto molte amo-revol parole sopra di ciò, di sorte che gli prefali deputati et gentilhomeni hanno ditto che contentano pagarli le ditte 4 compagnie, ma che vogliono poi che si faciano le spese per se de soi dinari senza bavere altro da milanesi o dal prefato paese che il coperto ; et dicono gli milanesi che vogliono fare anche se uno capitanio con 300 fanti, solum per guardare che qualche schavezzacolo, qualche siagu-ralo o maligno non levasse la terra a rumore contea il voler de gli prefali deputati o gentilhomeni che non hanno animo di inanellare di quanto pro-meteno alti prefati signori, non mancando epsi a loro. Et de tulli gli prefali capitoli sono rimasti contenti 1’una et l’altra parte; ma il diavolo ha voluto che heri sera fu amazalo uno brenlador milanese in un loco et uno lanzchinech ne l’altro loco, de modo che tirandosi li cappelli come puti ne sono morti forse 20 da heri sera in qua la magior parte spagnoli, pur alcuno lanzinech et de milanesi ancor alcuni, talché dubilo che li capiteli andaranno sotto sopra perchè tutta la terra è in arme da Ire sere in qua et gli soldati medemamente; et heri sera dicea-no afermatamenle per Milano, et alcuni de visu, che lo exercito del Papa era passato Po et quello de venetiani Adda ; che hogi sarebbeno sopra Lodi, et questo exercito imperiale fugirebbe questa notte passata di qua ; il che non procede da altro che dal bono amore che gli portano. Mi ha però dillo il lator presente, ha ver inteso che sono passati 1000 fanti del campo ecclesiastico et che sono a Casal Puslerlengo. Credo ben certo che questi signori non staranno molti giorni in questa terra. Si pensa che andarano a Lodi ove hanno fatto gran lavorare già molti dì, et in Alexandria et in Cremona; ma si trova che in niun loco deli predilli non è victualia per uno mexe. In Pavia non si pensa che vadino, che medemamente è vacua de victuaglia et sono ruinati gran parte di quelli repari per esser di terreno gierino et mal a proposito, et non gli hanno falli altramente reformar. Hanno ben fatto gli imperiali comanda-menti già molti dì per questo stato che possedeno essi, che ciascuno taglii le biave et le conducano a le citade o castello subito o batute o non, se non che ge le brugiaranno ne li campi ; ma per quanto intendo, la magior parte le lasiarà in campagna et brugiarà più presto che tagliarle et condurle in alcun loco a beneficio et comodo di questo exercilo imperiale. Che non heri l’altro questi signori leserono una lettera qual diseano esser del Serenissimo Principe (Ferdinando) che gli scrive volergli mandar 5000 fanti lanzchinechi pagati curn ogni celerità et presteza, et che epso poco da poi verrà in persona curn bona quantità de cavalli al soccorso loro et conservatione de le cose imperiale, exortando et pregando questi signori ad non mancare de ogni possibile diligentia per conservare questa impresa, in cui al presente consiste tutto lo interesse de lo Imperatore in Italia. Alcuni dicono qua che svizeri non s’intende che si movano, nè che ancor sono risoluti di moversi ; che la dieta facla già pochi dì fu solum facta circa il spirituale conira la seda lutheranea, et che il vescovo di Lodi è ancor in Mus. Pur mi disse heri matina il conte Pyrro da Gonzaga, haver parlato con uno da la Pene de Ancin che gli disse haver visto et udito far bando per parte di Jo: Jacobo castellano di Mus, che nel prefato loco dreto gli confini de svizeri verso il monte de Brianza fusse provisto de victuaglia per 9000 persone che seranno la più parte svizeri et grisoni ; intendo ben che lui